PATMOS

PATMOS. - Isola dell'Egeo del gruppo delle Sporadi a sud di Samo e ad ovest di Mileto. Di origine vulcanica, misura al massimo km. 12,500 ed ha una larghezza massima di km. 5; si estende fra il 37° 19' di latitudine nord ed il 26° 34' di longitudine est. L'aridità del suolo roccioso permette soltanto una scarsa popolazione (ca. 3000 ab.).

Politicamente P. seguì la sorte delle altre Sporadi; fino al 1948 fece parte del Dodecannese ceduto all'Italia dalla Turchia (1912); ora è passata alla Grecia.

L'Isola è ricordata incidentalmente da autori antichi (cf. Plinio, Hist. nat., IV, 23; Strabone, X, 5, 13), ma la sua fama è dovuta al fatto che accolse per alcuni anni s. Evangelista (v.), che ivi (Apoc. 1, 9) ebbe le rivelazioni descritte nell'Apocalisse. Già s. Ireneo (Adversus haereses, V, 30, 3; PG 7, 1207) assegna l'avvenimento agli ultimi anni (94-96) dell'imperatore Domiziano.

Ceduta, nel 1088, da Alessio I Comneno al monaco Cristodulo, questi vi fondò il monastero di S. Giovanni, diventato presto centro di vita monastica. La Cappella è ricca di splendide iconi e affreschi con scene della vita di s. Giovanni; la sagrestia conserva preziosi arredi, paramenti e gioielli; la Biblioteca: diplomi imperiali, bolle, firmani, codici, p. es.: il manoscritto del Vangelo di S. Marco su pergamena purpurea, con lettere di argento e oro; i discorsi di s. Gregorio Nazianzeno ai sacerdoti, trascritti da due monaci calabresi e donati da Alessio I Comneno a Cristodulo; il libro di Giobbe (sec. vii), Vangeli miniati (sec. xi); i litoria o rotoli pergamenacei contenenti la liturgia basiliana o di s. Giovanni Crisostomo.

BIBL.: L. Ross, Insereisen, 2° ed., Halle 1912, p. 105 agg.; E. Iacopi, Tesori di arte e di storia nel monastero di S. Giov. a P., in Illustraz. Vaticana, 1 (1935), pp. 609-12. Angelo Penna
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“PATMOS.” Enciclopedia Cattolica, vol. IX (1952), p. 594. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/patmos.