PATRIARCHI BIBLICI

PATRIARCHI BIBLICI. - Discendenti di Adamo fino a Noè (antediluviani) e di Sem fino a Thare (postdiluviani). Sono chiamati P. Abramo (v.), Isacco (v.), Giacobbe (v.), altri personaggi nei Settanta (cf. I Par. 24, 31; 27, 22; II Par. 9, 8; 23, 20; 26, 12), e in Act. 7, 8, 9; 2, 29 i figli di Giacobbe e David. Forse anche Danel (cf. Ex. 14, 14-20; 28, 3) visse al tempo dei P. Degli antediluviani si hanno due genealogie: Gen. 4, 17 sg. (linea di Caino); ibid. 3, 31 (linea di Seth).

Secondo alcuni autori (ad es., Taylor, Chaine) si tratterebbe di una stessa genealogia (Gen. 4, 17 sg. da J o cod. jahwista, e 5, 3-31 da P o cod. sacerdotale); ma è del tutto improbabile la confusione tra Seth e Caino; né la lista J termina con Noè come quella P. La sola somiglianza dei nomi Henoch, Lamech, Irad, Mathusael non implica l'identità delle liste. Nella genealogia dei Sethi (Gen. 5, 3-31) e Semiti (ibid. 11, 10-32), per ogni P. si riempie uno schema in cui sono notati: l'età in cui generò il successore, quanto tempo visse in seguito, la somma totale della vita, che ebbe altri figli e figlie, e poi, degli antediluviani, la morte, ENOCH (v.) che camminò con Dio e non è più perché lo tolse Dio; Lc. 3, 34-36 enumera i P. Sethiti e semiti tra i progenitori di Cristo (cf. anche I Par. 1, 24-27). Dei cainiti invece si riferiscono notizie molto importanti: Caino edifica una città chiamandola Henoch (hânakh = «costruire») dal nome del figlio (passaggio dalla vita nomade alla urbane?), Lamech (v.) introduce la poligamia, e i suoi tre figli inventano: la vita pastorale sotto le tende (Ibabal), gli strumenti di musica (Iubal), l'arte di usare il rame ed il ferro (Tubalcin).

I P. postdiluviani nel testo masoretico sono 9, nei Settanta e in Lc. 3, 36 sono 10 per l'aggiunta di Cainan (cf. anche I Par. 24, 27). In Gen. 11, 10-26 sono presenti come genealogia di Sem; in Gen. 10, 21 sg. si ha un'altra discendenza di Sem: Aelam, Assur, Arphaxad, Lud, Aram. Di Arphaxad: Sale, Eber, Phaleg, Ictan. Si deduce che in Gen. 11, 10-26 si dà la genealogia di Sem per Arphaxad.

Quanto alla cronologia, computando gli anni in cui P. generarono il successore, la si può ricostruire dalla creazione dell'uomo fino ad Abramo. Ma i testi masoretico, il samaritano ed i Settanta non concordano tra loro (v. STABIA. a).

I Settanta aumentano di 100 anni la data della generazione allungando il periodo da Adamo al diluvio ed accordando il resto della vita, sicché concordano nella somma totale.

Il samaritano concorda con il testo masoretico ad eccezione di Irad, Mathusael e Lamech. Mathusael secondo il testo masoretico e il samaritano è morto durante il diluvio (nel 1656 secondo il masoretico, nel 1307 secondo il samaritano e nel 2262 secondo i Settanta), e Lamech sarebbe morto 5 anni dopo il diluvio, contro Gen. 6, 17; 7, 4, 21-24; I P. 3, 20; II P. 2, 5 (v. STABIA. b).

I rimaneggiamenti sono più numerosi che nella prima lista. Il samaritano e i Settanta aggiungono 100 anni alla nascita dei successori e 50 a Nahor. Nel resto della vita aumenta il testo masoretico e diminuisce il samaritano. I Settanta tendono anche qui ad aumentare.

Dal diluvio a Thare trascorsero 390 anni secondo il testo masoretico, 1040 secondo il samaritano, 1170 secondo i Settanta; tra la nascita di Abramo ed il diluvio 290 anni (testo masoretico). Allora dovevano ancora vivere quasi tutti i discendenti da Sem. Sale e Heber gli avrebbero sopravvissuto.

Il valore storico della cronologia è informato in parte dalla divergenza dei testi. Anche a voler prendere in considerazione i numeri più alti, non si possono conciliare con le cifre assegnate dai paleontologi moderni allo stesso periodo (da 50.000 a 200.000 anni).

Altra difficoltà è la longevità dei P. b., che raggiunge il vertice con i 969 anni di Mathusael, poi discende a 962 (Irad), 950 (Noè), 930 (Adamo), 912 (Seth), 910 (Cainan), 905 (Enos), 895 (Malaeel), 753 (Lamech), 365 (Henoch). Nei P. post-diluviani da 600 a 565, 460, 504, 339, 330, 208, 205 secondo i Settanta.

Dalle due tabelle risulta infondato che l'autore voglia dimostrare la diminuzione progressiva della durata della vita umana, poiché Heber visse più di Cainan e di Sale, Noè più di Lamech, di Malaeel, ecc. Al tempo di Abramo la durata della vita era più breve. A 100 anni per un uomo e a 90 per una donna era ridicolo pensare ad aver

Tab. a) PATRIARCHI ANTEDILUVIANI

| Patrarchi | Età in cui generarono | Resto della vita | Totale degli anni |
| 9. Lamech | 182 | 53 | 188 (182) | 595 | 600 | 565 | 777 | 653 | 753 |

Tab. b) PATRIARCHI POSTDILUVIANI

| Patrarchi | Età in cui generarono | Resto della vita | Totale degli anni |

figli (Gen. 17, 17) senza un miracolo (ibid. 18, 14); già si ritengono vecchi ed avanzati di età (ibid. 18, 10-13). Abramo a 175 è sazio di anni (ibid. 27, 7 sg.). Così si considera un portento che Mosè alla sua morte, a 120 anni, non aveva indebolimento di vista, né perduta la freschezza (Deut. 34, 7). È peraltro da osservare che Abramo, che non può generare a 100 anni, poi sposa Cetura e ne ha dei figli. Il modo di agire di Cam con il padre denudato farebbe supporre un giovane piuttosto che un centenario. Così si dica anche di Sara, che a 65 anni fa invaghire il Faraone ed Abimelech, mentre e 60 anni è vecchia decrepita. Sem, terminato il diluvio, dove aveva aver 101 anni (Gen. 5, 31; 7, 6). Invece, secondo Gen. 11, 10, due anni dopo il diluvio aveva solo 100 anni. Un altro fatto che impressiona è la tarda età in cui i P. ha hanno il successore (cf. anche Noè, che solo a 500 anni ha Sem, Cam, Iapheth). Le vigenti teorie razionalistiche sui mitici P. b. sono esposte da R. Kittel, Gesch. de Volks Israel, I, 7a ed., Stoccarda 1932, pp. 249-90.

Si sono paragonate le liste dei P. b. con quelle balionesi, conservate nei due documenti cuneiformi W. B. 444 e W. B. 62 e da Berosso. Ma ora risulta che non sono parallele. Trattano di re, non di P., hanno nomi sumerici, sono redatte da diversi cataloghi locali e assegnano periodi molto più lunghi (64.800; 28.800; 43.200; 108.000; 241.000; ecc.): secondo la tavola W. B. 444 fino al diluvio trascorsero 241.200 anni, secondo W. B. 62, 456.000, secondo Berosso 432.000. Però la lista W. B. 444 ha 8 re, l'altra W. B. 62 con Berosso ne ha 10 (Aloros 36.000, Alaparos 10.800, Amelon 46.800, Amenon 43.200, Magalaros 64.800, Daos 36.000, Evedorachos 64.800, Amempsinos 36.000, Otiastes 28.000, Xisuthros 64.800). Dieci re ricordano gli Egiziani, dieci P. i Persiani, nove successori di Brama gli Indiani.

Di fronte alle difficoltà causate dalla longevità dei P. affermata dai numeri di Gen. 5 e 10, sono state proposte varie soluzioni: non si avrebbe una serie genealogica completa, omettendosi molti membri intermedi, dato che jàladh («generò») e ben («figlio») potrebbero indicare una generazione non immediata; gli anni non avrebbero la durata dei nostri: 10 anni corrisponderebbero a un anno, cioè di 36 giorni (cf. s. Agostino, De civ. Dei, XV, 12. 13: PL 41, 451.453); la cronologia biblica sarebbe simbolica od artificiosa: l'ultimo dei vari sistemi relativi è il simbolismo numerico di J. Schildenberger; i testi sarebbero stati intenzionalmente corrotti (B. Kennicott, Dissert. gener. in Vet. Test. Hebr., Oxford 1780, p. 32, n. 75); l'autore citerebbe le fonti o leggende popolari da cui attinge senza garantirne l'attendibilità; le date sarebbero state inserite nel Pentateuco posteriormente; Mosè non sarebbe stato esplicito (P. Heinisch); i numeri avrebbero una funzione mnemotecnica.

La longevità dei P. b., sebbene straordinaria, non è impossibile. Si può giustificare con il vigore dei primi uomini e con i fattori climatici e alimentari più propizi. Né è da escludere l'intervento divino per dare ai P. b. l'opportunità di trasmettere a viva voce, con più autorità, la Rivelazione primitiva. Le tradizioni antiche della straordinaria longevità dei primi uomini anche fuori d'Israele possono avere un fondo comune. Gli anni, peraltro, in Gen. 1-10, hanno la durata normale, come risulta dal computo della durata del diluvio (ibid. 8, 4-14).

Lo scopo delle genealogie dei P. b. non è rigidamente storico, né cronologico, ma piuttosto religioso a sfondo giuridico-legale, cioè di provare la legittimità della discendenza d'Israele da Adamo, linea Seth-Noè-Sem-Thare-Abramo. Gli anelli di questa discendenza rappresentano le fasi della storia della Rivelazione: l'administra conservata fino a Noè; la notifica fino a Thare; l'abramitica fino a Giacobbe (Mosè). Implicita, ma evidente, è la tendenza a connettere il seme della benedizione di Abramo con il seme della donna (Gen. 3, 15), in quanto nascerà la Israele. I nomi dei P. b. non indicano il primogenito, perché Seth non lo fu, di Adamo, Arphaxad di