PELLA. - Antica città all’est del Giordano (Bibl. nelle lettere di «Amärnah, p’-ljir’ nella lista di Thutmosis III e nella stelle di Seti I ritrovata a Bejsän), detta nel Talmud, fedele alla trascrizione semitica, Fahl, nome conservato nell’arabo Hjrbet el-Fahil, 12 km. a sud est di Bejsän.
I coloni macedoni ca. il 310 le dettero il nome di P. Conquistata da Antioco III nel 218 a. C., resisté al proselitismo di Alessandro Iannco e, liberata da Pompeo, Decapoli (v.). La città si mantenne fedele ai Romani, e i cristiani, all’avvicinarsi dell’assedio di Gerusalemme, ricordando il precetto del Maestro (Lc. 21, 20) si rifugiarono a P., secondo Eusebio (Hist. eccl., III, 5: PG 20, 221) e s. Epifanio (Haeres., 20a, cap. 7: PG 41, 401).
Sondaggi archeologici in Hjrbet Fahil, Tabaqat Fahil e sul Tell el-Hosn, dove domina la fortezza, hanno messo in luce grandi costruzioni con passaggi segreti, tombe ornate di sculture, resti di un tempio e di un’antica toro, chiese e monasteri ed una quantità di ceramica araba, bizantina, romana, del bronzo III e dell’età del ferro.