PENTAPOLI (gr. Πεντάπολις). - Le « cinque città » (dette P. in Sap. 10, 6) che sorgevano al tempo di Abramo nella zona del Giordano (Gen. 13, 10) vicino alla valle di Siddim (ibid. 14, 10): Sodoma, Gomorra, Adama, Seboim e Segor (ibid. 14, 1); a causa dell'empietà dei loro abitanti, furono completamente distrutte dalla giustizia divina, ad eccezione di Segor, dove si era rifugiato Lot (ibid. 13, 13; 18, 20; 19, 45).
Le quattro città divennero il tipo della perversità e della conseguente rovina (Deut. 29, 22; Sodoma, Ex. 16, 79; Sodoma e Gomorra Is. 1, 9; 13, 19; Jer. 23, 14; 48, 18; 50, 40; Am. 2, 9; Adama e Seboim Os. 11, 8). « Testimonio di tanta malvagità rimane una landa fumante e alberi che danno frutti immaturi, e, a ricordo di un'anima incredula, ritta, una statua di sale » (Sap. 10, 6).
Secondo Flavio Giuseppe (Bell. Iud., IV, 8, 4), nel sec. 1 d. C. se ne vedevano ancora i resti. Oggi però ne
è ignoto il sito; si discute perfino se la P. fosse al nord o al sud del Mar Morto.
La tradizione biblica, gli scrittori classici ed ecclesiastici e lo studio archeologico e topografico sembrano indicare la P. a sud della penisola di el-Lisân nel Mar Morto. Lo stagno ricoperto soltanto di 5 o 6 metri di acqua può rappresentare la « valle di Siddim » o « Mare salato » (Gen. 14, 3) meglio che la parte nord troppo profonda. Nella parte meridionale si incontrano, anche oggi, in abbondanza asfalto e bitume, e ad essa conviene più l'aspetto di desolazione descritto dai profeti. Un'esplorazione archeologica del 1924 ha riconosciuto in Bâb ed-Drâ' ad est di el-Lisân un vasto cimitero e santuario con ceramica del 2000 a. C., ma senza reati di abitazioni vicine. Gli archeologi hanno concluso che il luogo fosse meta di pellegrinaggio delle città che sorgevano lungo i cinque torrenti, che dai monti di Moab entrano a sud della penisola di el-Lisân nel Mar Morto, già « terra irrigata come il giardino di Eden e come la terra d'Egitto » (Gen. 13, 10-12). Un terremoto, le cui tracce si riscontrano lungo le rive, avrebbe provocato la combustione degli elementi (petrolio, asfalto, zolfo), di cui è pieno il sottosuolo della regione; questa, più tardi, fu invasa e ricoperta dalle acque del Mar Morto, per il sopraelevarsi lento, ma continuo, del suo livello. I nomi di Gebel Usdum al colle di salgemma sulla destra del Mar Morto e di Bent Sej'h Lût ad un blocco di sale di Gebel Usdum, rispecchiano la tradizione meridionale. Anche la località di Zoara (= Segor) nel Gor es-Sâfijch all'imboccatura del Sejl el-Qerâh, in regione ancora fertilissima, e dove sono state riconosciute tombe del 2000 a. C., favorisce la tradizione meridionale.
Per la parte settentrionale è portata, come argomento principale, la visione di Lot da Bethel, che non poteva estendersi all'estremità meridionale del Mar Morto (Gen. 13, 10), ma soltanto alla sottostante regione, dove i resti della città e i grandi depositi di ceneri attesterebbero l'antica regione della P. Gli argomenti però non sembrano sufficienti a fare deviare l'antica tradizione.