Enciclopedia Cattolica vol. IV, 1950 Sacra Scrittura Geografia biblica

DECAPOLI

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DECAPOLI. - Nome che nel Vangeli (Mt. 4, 25; Mc. 5, 20; 7, 31), in Fl. Giuseppe (Vita, 65, 341), Plinio (Hist. nat., 5, 18, 74), Tolomeo (V, 14, 18) e in una iscrizione palmirena (Corpus inscr. Graec., 4501) designa all'origine l'aggregato dei territori di 10 città ellenistiche; Pompeo le liberò nel 64 a. C. dalle locali autorità indigene (alcune erano state incorporate da Alessandro Ianneo nel regno giudaico) e le dotò dei privilegi d'autonomia urbana con dipendenza diretta dal procuratore della Siria.

La maggior parte di esse adottarono l'era pompeiana dagli aa. 64-61 a. C. Non sempre però fu costante né il numero né il nome, giacché in seguito a cambiamenti politici alcune città uscirono dalla confederazione, mentre altre vi entrarono. Plinio (Hist. nat., 5, 18, 74; 19, 77) nota pure questa variazione, ma riconosce, secondo il parere dei più, che queste dieci città appartenevano alla Decapolitana regio: Damasco, che ritenne però l'era dei Seleucidi; Hippos (Qal'at el-Hoşn); Gadara (Mukes); queste ultime due città, ad oriente del lago di Tiberiade, furono da Augusto donate ad Erode, ma dopo la sua morte riacquistarono l'autonomia; Refana (er-Räfeh); Canatha (Qanawât), vicina a er-Räfeh, al confine occidentale del monte Hawrân; Scitopoli (Bejân), detta da Giuseppe Flavio (Bell. Ind., 9, 9, 7) la più importante della D.; Pella (Tabagât Fahil), confine settentrionale della Perea; Dion (Kefr Dahîm) nel 'Ağlûn; Gerasa (Gerâa) e Filadelfia ('Ammân).

Tolomeo (Geogr., 5, 14, 18), sotto il titolo «città della Celesiria e della D.», novara 18 città, quattro delle quali appartennero certamente alla D. e cioè: Abila ('Abhâl 'aš-Sittîm, Num. 33, 40), la cui appartenenza alla D.

è attestata da una iscrizione palmirena (Corpus inscr. Graec., 4501); Capitolias (Bejt Râs); Adraa (Der'â) e la sconosciuta Samulis.

Il territorio di questa confederazione era omogeneo e si estendeva da Damasco all'Arabia sulla via delle carovane al margine del deserto, e per Scitopoli, all'occidente del Giordano, comunicava con le città della costa mediterranea.

Gesù al principio del suo ministero fu seguito da folle della D. (Mt. 4, 25); ne attraversò poi il territorio nel rendersi da Sidone al lago di Cenesareh (Mc. 7, 31) e vi guarì un demoniaco che divenne missionario della D. (Mc. 5, 21).

Nel sec. II, con l'incorporazione di Gerasa e Filadelfia alla provincia romana d'Arabia, la D. sopravvissese soltanto come ricordo negli scrittori ecclesiastici.

Bibliografia2 opere
BIBL.: U. Holzmeister, Historia Novi Testamenti, Roma 1938, pp. 176-84; F. M. Abel, Geographie de la Palestine, II, Parigi 1938, p. 145.

Donato Baldi

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. IV (1950), coll. 1265–1266.

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Baldi, Donato. “Decapoli.” In Enciclopedia Cattolica, vol. IV, coll. 1265–1266. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1950. https://azioneromana.com/it/article/decapoli.

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Baldi, Donato. “Decapoli.” Enciclopedia Cattolica, vol. IV, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1950, coll. 1265–1266. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/decapoli.

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