La più famosa sorgente scaturisce da una grotta, ora bloccata, anticamente dedicata al dio Pan, donde il nome dell’odierno villaggio di Banjás (m. 329 s. m.), quale a sua volta dà origine a Nahr Banjás; l’altra, la più copiosa, è presso Tell el-Qâdi (m. 154 s. m.), l’antica Dan-Lais, e produce il Nahr el-Leddân; la terza è a Hasbejjah (m. 563 s. m.), con il fiume el-Hasbânî. I tre confluenti si riuniscono per formare il G., che dopo essersi trattenuto per ca. 10 km. in mezzo ai canneti, giunchi e papiri dell’acquitrinosa Ard el-Hûleh, si raccoglie nel paludoso lago di Hûleh o Semaconite. Diviene poi rumoroso e precipita lungo una valle angusta, nella quale, su 17 km. di percorso, scende da 2 m. s. m. (altezza del lago di Hûleh) a 208 m. sotto, sfociando nel lago di Galilea. Di qui al Mar Morto corrono in linea retta 109 km., ma il Giordano corre così tortuosamente attraverso i meandri della vallata (Gör) da triplicare il percorso (320 km.) scendendo ancora di 200 m. Dei numerosi affluenti che lo alimentano i principali sono il Jarmuk e il Jebbûq a sinistra, il Nahr Galûd e il Wâdi Fâs’ah o de tra. Nei primi 20 km. il Gör, largo 2-3 km. si distende di 15-20 km. nelle vicinanze di Gerico. La valle in assata del fiume, larga dai 500 m. ai 3 km., è segnata da arbusti sempreverdi e inondata nei mesi di piena; la corrente è di 40-50 m. nei mesi di maggio. In prossimità degli affluenti vi è una vegetazione tropicale lussureggiante e nelle oasi, in antico e
GIORDANO (EBR. JARDÊN, ARABO EL-URDUNN)