Enciclopedia Cattolica vol. XI, 1953 Sacra Scrittura Ebraismo post biblico

TALMUD (TALMŪDH «STUDIO»)

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TALMUD (talmūdh «studio»). - Grande corpus delle tradizioni rabbiniche, costituito dallo sviluppo che subì la Mišnāh (v.) nei secoli successivi. La maggioranza dei trattati mišnici vengono sviluppati nella discussione, detta gēmārd, dovuta ai maestri detti amorei (v.), che nelle sedute periodiche delle accademie talmudiche discutevano i vari testi giuridici.

Le accademie talmudiche erano dette jēšibhōth (jēšibhāh in origine significativa il «seggio» del maestro). In Palestina la più famosa aveva sede a Jamnia (Jabneh) ed esisteva già molto prima del 70 d. C.; le accademie palestinesi cessarono di esistere verso il 740. Nella Babilonide le scuole più famose erano Sūrā e Pumbēditā; ne facevano parte studenti regolari, mantenuti spesso dal capo dell'Accademia, che riceveva offerte a questo scopo. Settanta studiosi costituivano il «Grande Sinedrio»; dietro ad essi prendevano posto altri trenta studiosi, che costituivano il «Piccolo Sinedrio». Di volta in volta si proponevano soggetti di discussione e il presidente controllava mediante un colloquio se gli studenti avevano preparato il testo allo studio. Si discutevano anche argomenti precettistici di attualità e la soluzione definitiva veniva scritta. Un mese speciale era dedicato a quesiti provenienti dall'estero. Il T. potrebbe definirsi il verbale delle sedute delle accademie.

Si hanno due redazioni del T.: il T. jērāšalmi, anticamente detto T. 'ēres Jīšrā'ēl, redatto in Palestina verso il 425; il T. babhlī, redatto in Babilonide nel sec. v; quest'ultimo fu sottoposto nei secoli successivi alla revisione dei saborei (v.). Il periodo talmudico si considera chiuso fra il sec. vi e il vii; l'attività precettistica fu continuata dai «decisori» (v.). I dottori del T. traggono le loro deduzioni in materia precettistica servendosi di regole ermeneutiche sui generis, dette middōth, con cui cercano di collegare, spesso facendo violenza al testo, le loro deduzioni al testo biblico. Il numero delle middōth varia secondo le epoche; esse sono legate ai nomi di tre dottori: Hillēl (v.), che stabilisce 7 regole, R. Jismā'ēl (sec. 11), che ne stabilisce 13.

TALMUD - Pagina del trattato Bīrābhāth ed. di D. Bomberg, Venezia 1520. In mezzo, testo della Miñāh e Gēmārī, a destra, commento di Ralā, a sinistra glosse dei Tosafisti.
TALMUD - Pagina del trattato Bīrābhāth ed. di D. Bomberg, Venezia 1520. In mezzo, testo della Miñāh e Gēmārī, a destra, commento di Ralā, a sinistra glosse dei Tosafisti.

R. 'Elī'ezer ben Jōsē hag-gēlīl (fine sec. II), che porta le regole a 32. Nel contenuto del T. bisogna distinguere la parte normativa o halakhica (v. HĀLĀKHĀH) dalla parte haggadica o narrativa (v. HAGDADĀKH). La materia trattata è oltremodo varia: diritto civile e penale; norme per il culto; dottrine mistiche; folklore; idee filosofiche; storia, geografia; medicina.

Secondo l'opinione dei rabbini, Mosè ricevette la Tōrāh sul Sinai, la trasmise a Giosuè, Giosuè ai Giudici (v.), i Giudici ai Profeti ed i Profeti agli uomini della Grande Sinagoga (Abāth, 1, 1). La legge ricevuta da Mosè non sarebbe solo il Pentateuco, che, redatto in scritto, fu reso accessibile a tutti i popoli, ma anche tutta la Bibbia, la Miñāh e il T. (Bērābhāth, 52); i vari maestri non fanno che «ritrovare» le idee e le singole norme che facevano parte del patrimonio dato da Dio a Mosè. Il T. conta se a rappresentare per gli ebrei per lo più un interesse non solo teorico-scientifico, ma eminentemente pratico. La lingua è per lo più aramaica; vi sono numerosi vocaboli greci e latini più o meno trasformati.

Bibliografia12 opere
BIBL.: traduzione del T.; M. Schwab, Le T. de Jérusalem, Parigi 1871-89 (socialmente tradotto); L. Goldschmidt, Der babilonische T., 9 voll., Lipsia 1896-1935; I. Epstein, The Babylonian T., 24 voll., Londra 1935-48. Studi: S. Kraus, Griech. und latein. Lehnwörter im T., Midrasch und Targum, 2 voll., 1898-99; id., Talmudische Archäol., 3 voll., Lipsia 1910-12; H. L. Strack, Einleitung in T. und Midrasch, Monaco 1921; H. L. Strack, E. Billerbeck, Kommentar zum Neuen Testament, aus T. und Midrasch, 4 voll., Monaco 1922-28; G. F. Moore, Judaïsme, I-III, Cambridge, I e II, 1927; III, 1930; J. Bonnirven, Le Judaïsme palestinien, 2 voll., Parigi 1934-35; id., Exégèse rabbinique et exégèse pauline, ivi 1939; E. Zolli, s. v. in Diz. delle opere, VII, pp. 326-27.

Eugenio Zolli

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. XI (1953), coll. 1714–1715.

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Zolli, Eugenio. “Talmud (TalmŪDh «Studio»).” In Enciclopedia Cattolica, vol. XI, coll. 1714–1715. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953. https://azioneromana.com/it/article/talmud-talmudh-studio.

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Zolli, Eugenio. “Talmud (TalmŪDh «Studio»).” Enciclopedia Cattolica, vol. XI, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953, coll. 1714–1715. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/talmud-talmudh-studio.

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