Enciclopedia Cattolica vol. VII, 1951 Sacra Scrittura

LAMECH

English Cita

LAMECH - Rotolo del libro di L. (con i due frammenti; sinora potuti staccare) ritrovato assieme ad altri manoscritti ebraici nel deserto di Giuda a 'Ajn Fešbah nel sett. 1947.

cui deve aggiungersi il ricco carteggio (pubblicato da A. Gambaro nel periodico Levana del 1924 e 1927 e poi a parte, Torino 1939).

Le idee fondamentali da lui esposte e difese sono le seguenti: anche nel campo della pedagogia il problema fondamentale da risolvere da parte dell'educatore è il connubio fraterno, sereno e formativo dell'autorità dell'educatore e dell'autonomia dell'alunno. Il metodo antico, che tutto faceva consistere nell'autorità, in una ferrea disciplina, che prescriveva anteriormente all'educando ogni mossa e ogni forma, secondo cui foggarsi, era un metodo errato; come errato era il metodo di J. J. Rousseau, che prescrive all'educatore di non imporre nulla, ma lasciare che il fanciullo si evolva da sé, secondo la sua natura, che è fondamentalmente buona. Il vero metodo, invece, è di contemperare autorità e personalità: offrire cioè e circondare l'alunno di tutti quegli aiuti, che non gli tolgano l'obbligo del proprio lavoro, ma ve lo spingano e gli indichino la via giusta da seguire: il maestro diventa allora non operatore della educazione, ma cooperatore. La quale cooperazione tanto più sarà valida, quanto più sarà percorsa da quel soffio vitale che è l'amore cristiano delle anime; queste allora acquisteranno fiducia e confidenza, e l'alunno avrà sempre una maggiore parte nella direzione di se stesso. «Se l'opera è ben condotta, sarà il fanciullo quello che veramente educerà se stesso» (Della educazione, ed. E. Codignola, Firenze 1922, p. 30).

Il L. insiste anche molto sulla educazione religiosa; ma i principi sopra esposti di autonomia della ragione anche di fronte alla fede e i suoi misteri ne inficiano il valore e farebbero deviare dalla retta via. Certo la religione non deve essere limitata a pratiche esteriori, ma sentita e vissuta, il che non significa diventare arbitri di ammettere o no una verità rivelata e insegnata dalla Chiesa, come più o meno velatamente vuol dire il L., ma solamente dare ad ogni pratica esteriore l'accompagnamento, anzi il fondamento di una conoscenza profonda e anche, in quanto è possibile, di un gusto radicato nell'animo dalla intima persuasione della intelligenza, anche quando la persuasione non possa derivare che dall'autorità della Chiesa.

Bibliografia5 opere
BIBL.: Oltre le opere citate nella bibl. antecedente, che trattano anche della parte pedagogica, si possono vedere anche alcuni studi particolari: E. Cappelli, R. L., la sua vita, i suoi tempi, la sua opera educativa, Firenze 1912; G. Calò, Introduzione e bibliogr. premesse alla ed. Dell'istruzione di R. L., Firenze 1923; A. Tron, R. L. educatore con l'aggiunta di lettere inedite, Pinerolo 1923; E. Codignola, Il concetto di educazione nel L., in Educatori moderni, Firenze 1926, pp. 119-26; M. Casotti, La pedagogia di R. L., Milano 1930.

Celestino Testore

LAMECH (cbr. Lemekh, in pausa Lāmekh). -1. Sesto nella breve genealogia di Caino e figlio di Mathusael (Gen. 4, 17-24). L'allontanamento da Dio è completo in L., che alla voluttà congiunge la crudeltà e l'indomabile orgoglio. Per primo L. prende due mogli, Ada e Sella. Il suo breve canto, primo saggio poetico secondo la legge della ritmica ebraica, spira ferocia e spavalda sicurezza. Non ha bisogno di Dio; si dice pronto ad uccidere per una ingiuria leggera e a vendicarsi da sé molto meglio di quel che Dio aveva promesso per Caino. È probabile la connessione tra questi sentimenti e l'inizio della cultura metallica, dovuto a Tubalcain figlio di L. (Gen. 4, 22), che assicurava ai Cainiti la supremazia sugli altri.

2. Discendente di Seth e figlio di Mathusala (Gen. 5, 25-31; I Par. 1, 3; Lc. 3, 36 sg.).

Il tentativo d'identificare le due genealogie (Ph. Buttmann, ecc.) ha nella sola identità del nome un fondamento fragilissimo. L'espressione (Gen. 5, 29) che accompagna la scelta del nome Noè dimostra in L. un sentimento ben diverso da quelli riscontrati nel precedente. F. de Hummelauer crede stabilire dal Pentateuco samaritano che l'uno e l'altro L. perirono nel diluvio.

Bibliografia4 opere
BIBL.: F. de Hummelauer, Commentarius in Genesim (Cursus S. Scripturae), Parigi 1895, pp. 184-89; J. B. Pelt, Histoire de l'Ancien Testament, I, 3e ed., ivi 1901, pp. 71-76; F. Vigouroux, s. v. in DB, IV, col. 41 sg.; M. Sales, La S. Bibbia, I, Torino 1939, pp. 89-93.

Francesco Spadafora

ICONOGRAFIA

Il Patriarca fu rappresentato nella serie dei medaglioni dipinti in S. Croce in Gerusalemme (1123-44); resta solo però la leggenda: Lamech vix(it) septingentis septuaginta septem annis.

Bibliografia
BIBL.: G. Biasiotti e S. Pesarini, Pitture del XII sec. scoperte nella basilica di S. Croce in Gerusalemme a Roma, in Studi romani, 1 (1913), p. 253.

Enrico Josi

LIBRO DI L

Apocrifo, menzionato in un catalogo biblico del sec. x (cod. Vat. 423, f. 415), dopo i libri del Vecchio e Nuovo Testamento, al 3° posto di un elenco di apocrifi, dopo il libro di Adamo e il libro di Enoch. È stato ritrovato nel «4° rotolo» (tra quelli appartenenti al Convento siro-giacobita di S. Marco a Gerusalemme) scoperto a 'Ajn Fešbah nel sett. 1947, che J. Trever nel 1949 cominciò a leggere staccandone due pezzi (12, 1 cm. × 21, 7 cm.) con 26 linee di testo aramaico. Trever data questo manoscritto tra il 25 a. C. e il 25 d. C.

Nelle linn. 3 e 8 vi si parla di Bit'ēnōl («figlia di Enos») che nella versione etiopica del libro dei Giubilei 4, 28 appare (Bētēnōs) sposa di L. Nel testo aramaico del «4° rotolo», L. parla sempre di sé in 1ª persona. Nel libro etiopico di Enoch sono utilizzate tradizioni relative a L. ma sempre in 3ª persona (l'uso della 1ª persona è riservato e Enoch). Si sta tentando di svolgere interamente questo «4° rotolo».

Bibliografia2 opere
BIBL.: J. Trever, Identification of the aramaic fourth scroll from 'Ajn Feshba, in Bull. of the Amer. Schools of or. research, 115 (1919), pp. 8-10; G. Lambert, Les manuscrits du désert de Juda. V, in Nouvelle revue théologique, 82 (1950), pp. 493-95. Il catalogo del cod. Vat. 423 fu pubblicato, dopo Th. Zahn, da E. Schürer, Geschichte des jüdischen Volkes, III, 4ª ed., Lipsia 1909, p. 358 sg.

Antonino Romeo

Informazioni sulla voce

Di Celestino Testore, Francesco Spadafora, Enrico Josi, Antonino Romeo

Fonte Celestino Testore: firma a stampa; Francesco Spadafora: firma a stampa; Enrico Josi: firma a stampa; Antonino Romeo: firma a stampa

Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), coll. 847–849.

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Altre voci di Celestino Testore: LAMBILLOTTE, LOUIS · LAMORMAINI, WILHELM · LAMPE, FRIEDRICH ADOLF · LAMARTINE, ALPHONSE-MARIE-LOUIS DE · LALLEMANT, JACQUES

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Testore, Celestino, et al. “Lamech.” In Enciclopedia Cattolica, vol. VII, coll. 847–849. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951. https://azioneromana.com/it/article/lamech.

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Testore, Celestino, et al. “Lamech.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951, coll. 847–849. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/lamech.

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