Enciclopedia Cattolica vol. VII, 1951 Archeologia cristiana Archeologi

LANCIANI, RODOLFO

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LANCIANI, RODOLFO. - Archeologo, n. a Montecelio (Roma) il 1° genn. 1845, m. a Roma il 21 maggio 1929. Frequentò gli studi universitari nella Facoltà di ingegneria e si esercitò particolarmente nel rilievo dei monumenti antichi.

La sua prima pubblicazione è quella inserita da G. B. De Rossi nel suo Bullettino di arch. crist. del 1866 (pp. 100-103) dal titolo Rapporto del sig. R. L. sulle recenti scoperte dell'edificio ripuntato lo Xenodochio di Pammachio in Porto. I grandi lavori edilizi per la trasformazione della città - dopo il 1870 - lo attirarono in modo speciale, e gradualmente da ingegnere divenne archeologo, completando con metodo la sua preparazione storica, filologica e artistica. Dopo il premio reale dell'Accademia dei Lincei e la pubblicazione negli Atti della stessa Accademia del suo fondamentale studio su I commentari di Frontino intorno alle acque e agli acquedotti (vol. IV, 1880), ottenne nel 1882 la cattedra di topografia romana, appositamente istituita per lui, e la conservò fino ai limiti di età, nel 1922.

LANCIANI, RODOLFO - Ritratto.
LANCIANI, RODOLFO - Ritratto.
(da Bullettino della Commissione archeol. comunale di Roma (1930), tav. fuori testo)

Per oltre mezzo secolo egli seguì tutti gli scavi di Roma, prendendo appunti, esemplari per metodo e chiarezza; spogliò con l'aiuto di abili schedatori gli archivi del Vaticano e di patrizie famiglie romane; raccolse documenti, disegni, stampe, in Italia e all'estero, comprò intere collezioni e formò così la sua superba raccolta di 60 mila disegni, schizzi, stampe di monumenti romani che forma oggi il vanto dell'Istituto italiano di archeologia e storia dell'arte. Le sue schede (ca. 85.000) sono in piccola parte conservate nell'Istituto stesso e per la maggior parte nella Biblioteca Vaticana; esse servirono per la compilazione della monumentale Forma Urbis Romae, edita nel 1901 a cura dell'Accademia dei Lincei, dopo otto anni di assiduo lavoro (46 tavole nella scala di 1 a 1000).

Le sue opere principali sono scritte in inglese (tradotte dalla prima moglie); le aveva concepite per i numerosi inglesi e americani che venivano allora in Roma a passare l'inverno, per divulgare presso di loro la conoscenza della Roma classica e cristiana. Ma scritte con quella grande conoscenza delle fonti e del materiale, con quella chiarezza, con quella esattezza di metodo che gli erano proprie, risultano in realtà opere di prima consultazione e di grande valore scientifico. Eccone alcune: Ancient Rome in the light of modern discoveries (Londra 1888); The ruins and excavation of ancient Rome (ivi 1892, Boston 1908, tradotta anche in francese); New tales of old Rome (Londra 1901); Wandering in the Roman Campagna (ivi 1909; Boston 1924); Ancient and modern Rome (Boston 1925). In tutte queste opere egli abbinava lo studio dell'antico con quello dell'età di mezzo e del Rinascimento, dimostrando una grande larghezza di informazioni e un particolare interesse per la Roma dei papi: importanti sono a questo riguardo i due volumi Pagan and christian Rome (Londra 1892; Boston 1908) e The destruction of ancient Rome (Londra 1899, con una traduzione francese); questi volumi mostrano la trasformazione subita attraverso i secoli dalla città imperiale; quello Wandering through ancient Roman Churches (Boston 1924), completa le opere di Armellini e di Hülsen sullo stesso argomento, mentre il volume The golden days of the Renaissance in Rome (ivi 1906) è una magistrale pennellata sulla vita artistica e monumentale della città, in quell'aureo periodo. Vanno inoltre in modo speciale ricordati alcuni suoi studi relativi alla topografia di Roma cristiana, cioè la monografia: L'itinerario di Einsiedeln e l'ordine di Benedetto Canonico, in Monumenti della R. Accademia dei Lincei (I, 1891); e gli articoli: Delle scoperte fatte nel 1838 e 1850 presso il sepolcro di Paolo Apostolo, in Nuovo bull. di arch. crist., 23 (1917), pp. 7-27 e La memoria Apostolorum e gli scavi in S. Sebastiano, in Dissert. delle Pont. accad. rom. di arch., 2ª serie, 14 (1919), pp. 57-109. A completamento della grande pianta di Roma, egli iniziò nel 1902 la pubblicazione di una Storia degli scavi di Roma, di cui videro la luce solo 4 voll. (IV, 1913), comprendenti preziose notizie sulle scoperte avvenute dall'a. 1000 d. C. all'a. 1605. Scrisse anche molti articoli negli Atti dell'Accademia dei Lincei e della Pont. accademia rom. di archeologia, nel Bollettino archeologico comunale e nel Bullettino e negli Annali dell'Istituto di corrispondenza archeologica.

Bibliografia3 opere
BIBL.: T. Ashby, Necrologia, in Archiv. Soc. rom. di storia patria, 51 (1928), p. 102; id., R. L., ibid., pp. 102-43 con bibl. completa degli scritti: G. Q. Giglioli, R. L., in Bull. Commiss. arch. comun. di Roma, 57 (1920), p. 367 sgg.; G. Lugli, R. L., in Rond. Pont. Acc. Arch., 21 (1945-46), p. 33 sgg.

Giuseppe Lugli

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), coll. 878–880.

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Lugli, Giuseppe. “Lanciani, rodolfo.” In Enciclopedia Cattolica, vol. VII, coll. 878–880. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951. https://azioneromana.com/it/article/lanciani-rodolfo.

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Lugli, Giuseppe. “Lanciani, rodolfo.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951, coll. 878–880. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/lanciani-rodolfo.

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