LANCIANI, RODOLFO. - Archeologo, n. a Mon-tecelio (Roma) il 1° genn. 1845, m. a Roma il 21 maggio 1920. Frequentò gli studi universitari nella Facoltà di ingegneria e si esercitò particolar-mente nel rilievo dei monumenti antichi.
La sua prima pubblicazione è quella inserita da G. B. De Rossi nel suo Bullettino di arch. crist. del 1866 (pp. 100-103) dal titolo Rapporto del sig. R. L. sulle recenti scoperte dell'edificio riputato lo Xenodochio di Pannachio in Porto. I grandi lavori edilizi per la trasformazione della città - dopo il 1870 - lo attirarono in modo speciale, e gradual-mente da ingegnere divenne archeologo, completando con metodo la sua preparazione storica, filologica e artistica. Dopo il premio reale dell'Accademia dei Lincei e la pubblicazione negli Atti della stessa Accademia del suo fondamentale studio su I commentari di Frontino intorno alle acque e agli acquedotti (vol. IV, 1850), ottenne nel 1882 la cattedra di topografia romana, appositamente istituita per lui, e la conservò fino ai limiti di età, nel 1922.

LANCIANI, RODOLFO - Ritratto.
quello Wandering through ancient Roman Churches (Boston 1924), completa le opere di Armellini e di Hülsen sullo stesso argomento, mentre il volume The golden days of the Renaissance in Rome (ivi 1906) è una magistrale pennellata sulla vita artistica e monumentale della città, in quell’aureo periodo. Vanno inoltre in modo speciale ricordati alcuni suoi studi relativi alla topografia di Roma cristiana, cioè la monografia: L’itinerario di Einsiedeln e l’ordine di Benedetto Canonico, in Monumenti della R. Accademia dei Lincei (I, 1891); e gli articoli: Delle scoperte fatte nel 1838 e 1850 presso il sepolcro di Paolo Apostolo, in Nuovo bull. di arch. crist., 23 (1917), pp. 7-27 e La memoria Apostolorum e gli scavi in S. Sebastiano, in Dissert. delle Pont. accad. rom. di arch., 2a serie, 14 (1919), pp. 57-109. A completamento della grande pianta di Roma, egli iniziò nel 1902 la pubblicazione di una Storia degli scavi di Roma, di cui videro la luce solo 4 voll. (IV, 1913), comprendenti preziose notizie sulle scoperte avvenute dall’a. 1000 d. C. all’a. 1605. Scrisse anche molti articoli negli Atti dell’Accademia dei Lincei e della Pont. accademia rom. di archeologia, nel Bollettino archeologico comunale e nel Bullettino e negli Annali dell’Istituto di corrispondenza archeologica.