LANZI, LUIGI. - Gesuita, archeologo, filologo e storico dell'arte, n. a Treja (Macerata) il 4 giugno 1732, m. a Firenze il 31 marzo 1810 (e sepolto in S. Croce). Insegnò a Roma, a Tivoli, a Viterbo, nelle scuole del suo Ordine. Dopo la soppressione di questo, Pietro Leopoldo granduca di Toscana gli diede uffici in Firenze sino a quello di antiquario. Percorse quasi tutta l'Italia per i suoi studi archeologici e artistici. Durante la dominazione napoleonica, presiedette, nell'Accademia fiorentina, alla classe della Crusca, la quale, non potendo egli uscire di casa per la malferma salute, si radunava nell'umile sua cella.
Le prime sue opere degne di nota furono la Guida della R. Galleria di Firenze (Firenze 1782) e le Notizie circa la scultura degli antichi (pubblic. in inglese nel 1785 e poi più volte in italiano). Seguì il Saggio di lingua etrusca e di altre antiche d'Italia (Roma 1789), opera che gli ha meritato il titolo, confermato da dotti filologi stranieri, di padre degli studi paleolitici e specialmente etrusco-logici. Al Nogara, sostenitore, sulle orme del L., dell'italicità dell'etrusco, quest'opera troppo modestamente intitolata Saggio, «appare una enciclopedia di storia, filosofia e archeologia dell'etrusco e dell'umbro, nella quale

Lanzoni, Francesco - Ritratto.
Delle sue vicende e delle contrarietà incontrate nel corso della sua attività scientifica parlò il L. in un opera dedicata ai nipoti: *Le memorie* (Faenza 1930).