LANZONI, FRANCESCO. - Storico della Chiesa, n. a Faenza il 10 luglio 1862, m. ivi l'8 febbr. 1929. Dal patrio seminario passò a compiere i suoi studi nel Seminario Pio e conseguì le lauree in filosofia, teologia ed ambo i diritti. Ordinato sacerdote rientrò in diocesi nel 1890 quale canonico, rettore del Seminario ed insegnante, e tenne questi due uffici sino al 1917; nel 1923 fu vicario capitolare.
Prodigò subito generosamente la sua attività quale pubblicista nella stampa locale, orientando ben presto in particolare la sua indagine scientifica verso la critica storico-agiografica, aiutato da un acuto discernimento che gli fece vincere le difficoltà di autodidatta. Lo studio delle memorie locali lo spinse rosto all'esame critico delle leggende dei santi della sua regione: s. Pier Damiani, s. Mercuriale di Forlì (1905), s. Sabino di Faenza, s. Cassiano d'Imola, s. Apollinare di Ravenna ecc. Prima opera di maggior mole: S. Petronio nella storia e nella leggenda (Roma 1907); poi: Santi africani nella bassa Italia e nelle isole adiacenti (in Scuola Cattolica, voll. 46-47 [1918-19]); Le vite dei quattro santi protettori della città di Faenza (RIS, XXVIII, parte 3ª, pp. 287-395). Questi ed altri lavori, usciti nei periodici del tempo, servirono di preparazione a Le origini delle diocesi d'Italia [Studi e testi, 35], Roma 1923); opera uscita e rifusa poi in due volumi nel 1927 nella stessa collezione col titolo: Le diocesi antiche d'Italia dalle origini al principio del sec. VII (a. 604), opera fondamentale per la storia ecclesiastica dell'antichità italiana. La famigliarità del L. con le antiche leggende lo spinse ad uno studio sistematico sulle loro origini, natura, derivazioni che si dimostra dapprima nella ricerca su «Il sogno presago della madre incinta nelle letterature medievali e antiche», abbozzato nel 1923, pubblicato poi in Analecta Bollandiana, 45 (1927), pp. 225-61 e sviluppato nel volume: Genesi, svolgimento e tramonto delle leggende storiche ([Studi e testi, 43], Roma 1925). Opere minori sono la Cronotassi dei vescovi di Faenza, a tutto il sec. XIII (Faenza 1913), e la Cronotassi dei vescovi di Bologna dai primordi alla fine del sec. XIII, uscita postuma nel 1932. Forma quasi una categoria a parte: La controriforma nella città e diocesi di Faenza (Faenza 1925), dove già più che della Controriforma si parla della propaganda eretica in quella città. Non mancano fra le sue opere minori quelle di argomento francescano.
Delle sue vicende e delle contrarietà incontrate nel corso della sua attività scientifica parlò il L. in un opera dedicata ai nipoti: Le memorie (Faenza 1930).