LAMBESIS

LAMBESIS. - Nella Numidia (attuale Algeria) sull'Aures, sulla via romana verso il deserto. Fu sede della III legione Augusta dall'inizio del sec. II d. C. fino all'età diocleziànea.

Già alla metà del III sec. L. ebbe il suo vescovo; a parte l'eretico Privato, che fu deposto, il vescovo Januario intervenne nel 256 al Concilio di Cartagine. A L. nel 258 furono martirizzati i ss. Mariano e Giacomo (v.).

I loro nomi figurano anche CONSTANTINE (v.). Invece i martiri Luciano, Felice e altri 36 che il Martirologio indica al 23 febbr. a L. non sono di detta città. S. Gsell ha descritto una cappella cristiana (m. 20 x 11.75), a tre navate, rinvenuta in un cimitero di L.; aveva l'abside soprelevata e sotto l'altare erano due sepolcri (Monuments antiques de l'Algérie, II, Parigi 1901, p. 220, fig. 128). Nel Museo di L. è notevole la parte frontale d'un sarcofago cristiano sul quale sono rozzamente scolpiti, da sinistra verso destra, tra due colonne a spirali, una corona d'alloro con un fiore nel mezzo; un vaso a doppia ansa; un pastore con sulle spalle un montone dalla caratteristica grossa coda africana (R. Cagnat, Musée de Lambèse, Parigi 1895, tav. 7).

Si conservano pure due frammenti architettonici con monogramma di Cristo tra le due lettere apocalittiche e una iscrizione votiva e dedicatoria che comincia: "in n(omine) Domini (Nostri) Crist(i) e termini: "in Cristo viva ut in me (litus crescens)" (CIL, 8, 1848).

BIBL.: N. N., Lambacsis, in Nuovo bull. di arch. crist., 4 (1898), pp. 212-18; P. Franchi de Cavalieri, La Passio SS. Mariani et Iacobi (Studi e testi, 3), Roma 1900; S. Gsell, Atlas archéologique de l'Algérie, Parigi-Algeri 1901-12, f. 27, p. 14, nn. 222-24; J. Mesnage, L'Afrique chrétienne, Parigi 1912, pp. 218-20.