LAMBETH. - Palazzo dell'arcivescovo anglicano, primate di tutta l'Inghilterra (v. CANTERBURY), dal quale vengono denominati: 1) gli "articoli di L."; 2) le conferenze di L.; 3) il "quadrilatero di L.".
I. ARTICOLI DI L
Sono così chiamate alcune proposizioni pubblicate nel 1595 dall'arcivescovo di Canterbury G. Whitgift (1583-1604), nelle quali la dottrina calvinista sulla predestinazione veniva proposta come dottrina da includersi negli articoli di religione della Chiesa anglicana.Gli articoli sono i seguenti: 1) Dio fin dall'eternità ha scelto alcuni alla vita ed altri alla morte; 2) la causa efficiente della salvezza non è la previsione della fede o delle buone opere dell'uomo ma la sola volontà divina; 3) il numero degli eletti è fisso e inalterabile; 4) i non eletti necessariamente saranno condannati; 5) gli eletti non possono perdere la fede; 6) chi ha la fede giustificante è assolutamente sicuro del perdono dei suoi peccati e della sua eterna salvezza; 7) la Grazia salvifica non è comunicata a tutti gli uomini; 8) nessuno viene al Figlio se il Padre non lo trae, ma il Padre non trae tutti; 9) la salvezza non dipende dalla volontà né dagli sforzi di ciascuno. Questi articoli non furono approvati né dalla regina Elisabetta né dal Parlamento inglese, cosicché non ebbero valore ufficiale. Rimasero tuttavia per qualche tempo come appendice dei 39 articoli di religione e poi nel sec. XVII durante la forte reazione anti-calvinista furono soppressi. In Irlanda però, soprattutto per l'autorità e l'influsso dell'arcivescovo anglicano Giacomo Usher (1580-1656), ebbero per qualche tempo un'autorità semi-ufficiale o semi-simbolica e formano la base principale della confessione presbiteriana di Westminster (v. CONFESSIONI DI FEDE PROTESTANTI).
II. CONFERENZE DI L
Con tal nome si indicano le riunioni alle quali sono invitati ogni 10 anni tutti i vescovi della comunione anglo-episcopaliana. Fin dalla prima di queste conferenze, il 22 febbr. 1867, l'arcivescovo di Canterbury, Longley, asseriva che
tali riunioni non avevano autorità per fare dichiarazioni o compilare decreti su punti di dottrina. Trattano bensi di questioni dottrinali, ecclesiastiche, missionarie, sociali ecc., ma solamente
tali riunioni non avevano autorità per fare dichiarazioni o compilare decreti su punti di dottrina. Trattano bensì di questioni dottrinali, ecclesiastiche, missionarie, sociali ecc., ma solamente per dare schiarimenti, suggerire consigli, indicare norme, libere restando le singole diocesi di accettarli o respingerli. Sono presiedute dall'arcivescovo di Canterbury, che tuttavia non ha veruna autorità sui vescovi riuniti.
Le conferenze avute finora sono sette: la prima, nel 1867, sotto l'arcivescovo Longley, con 76 vescovi; la seconda, nel 1878, sotto l'arcivescovo Tait, con 100 vescovi; la terza, nel 1888, sotto l'arcivescovo Benson, con 145 vescovi; vi fu proposto ed accettato il famoso "quadrilatero di L.", come base di unione con le altre Chiese; la quarta nel 1897, sotto l'arcivescovo Temple, con 194 vescovi; tra gli argomenti proposti vi fu anche quello della revisione del Prayer book; la quinta nel 1908, sotto l'arcivescovo Randall Davidson, con 242 vescovi; tra le altre questioni vi si trattò di nuovo quella della revisione del Prayer book; la sesta nel 1920, sotto l'arcivescovo Randall Davidson con 252 vescovi: la principale questione fu quella riguardante l'unione delle Chiese, che fu esposta nell'"Appello a tutto il popolo cristiano", accompagnato dalla "Lettera ai credenti in Gesù Cristo" nella quale si propongono come base dell'unione i quattro punti del "quadrilatero", ma con alcune modificazioni; la settima nel 1930, sotto l'arcivescovo Lang, con 308 vescovi: ammise che una persona divorziata, la quale abbia contratto matrimonio civile, possa ricevere la Comunione; inoltre, praticamente, permise l'uso degli antifecondativi.