CANTERBURY. - La sede vescovile di C. (Kent - Inghilterra), fondata nel 597 da s. Agostino, apostolo dell'Inghilterra, ivi mandato da s. Gregorio Magno, fu la sede primaziale di quel regno fino al sec. xv; avvenuto poi lo scisma divenne la sede primaziale della gerarchia anglicana, e questa primazia la conserva anche ai giorni nostri. Tra gli arcivescovi cattolici più notevoli si trovano s. Lanfranco (10701089) e s. Anselmo (1093-1109), ambedue italiani,

Canterbury - Portale laterale della Cattedrale (sec. xv).
il santo martire Tommaso Becket (1162-70), e Stefano Langton (1207-28). Il primo arcivescovo protestante fu Tommaso Cranmer, eletto nel 1533, al quale nel 1556, sotto la cattolica regina Maria Tudor, successe l'ultimo arcivescovo cattolico, Reginaldo Pole (1553-58). Dopo il Pole tutti gli arcivescovi sono stati protestanti. Si deve notare che gli anglicani, nelle liste degli arcivescovi cantuariensi, mettono tutti in continuazione gli uni degli altri, senza nessuna distinzione, come se quelli protestanti fossero i legittimi successori dei cattolici. Tra gli arcivescovi anglicani è da citare Matteo Parker (1559-75), celebre per la questione delle ordinazioni episcopali fatte da lui con la formola eduardina; Giovanni Whitgift (15831604), che tentò di introdurre la dottrina calvinista nella Chiesa d'Inghilterra con gli «Articoli di Lambeth »; Guglielmo Lsud (1633-45), fatto decapitare dai suoi nemici; Guglielmo Sancroft (1678-90) deposto per non avere voluto fare il giuramento di fedeltà al nuovo re, dopo la cacciata degli Stuart; e fra i più moderni, E. W. Benson (1883-96), Randall T. Davidson (1903-28), C. Gordon Lang (1928-42), celebri per i congressi panprotestanti, e per i loro sforzi di unione con gli scismatici orientali.
L'arcivescovo anglicano di C. ha diverse funzioni secondo che lo si considera come dignitario nella comunione anglicano-episcopaliana, sparsa per tutto il mondo, o come capo della Chiesa d'Inghilterra, o come metropolita della provincia ecclesiastica di C., o come semplice vescovo della sua diocesi. Nella comunione anglicano-episcopaliana egli è considerato come il "primus inter pares " tra tutti gli altri vescovi; non ha dunque assolutamente nessuna giurisdizione fuori di quella che gli compete dentro la sua provincia e la sua diocesi; temporaneamente od occasio-
nalmente ha giurisdizione su alcune diocesi isolate, le quali ancora non appartengono ad alcuna provincia ecclesia-stica, come su quella di Gibilterra, di Gerusalemme ecc. Ha la presidenza delle Conferenze di Lambeth, alle quali ogni 10 anni sono invitati tutti i vescovi anglicani ed episcopaliani del mondo; però tali conferenze non possono formulare nessun canone né prendere nessuna decisione disciplinare o dottrinale che sia obbligatoria. Nella Chiesa d'Inghilterra, cioè nella chiesa formata dalle due province ecclesiastiche di C. e di York, il capo supremo è il Re o la Regina d'Inghilterra, secondo il 37° articolo di religione, cioè, nella pratica, il Parlamento inglese, al cui beneplacito tanto l'arcivescovo di C. come gli altri vescovi della Chiesa d'Inghilterra sono soggetti nei casi più gravi, mentre nei casi meno importanti sono soggetti al beneplacito di speciali delegazioni del Parlamento (Privy Council, Court of Arches). L'arcivescovo di C. ha il titolo di "Primare di tutta l'Inghilterra", quello di York è solo "Primare d'Inghilterra". A lui spetta il diritto di coronare il Re; è considerato come il primo Lord del Regno ed è preceduto soltanto dai membri della famiglia reale; è anche il presidente (chairman) legale della "Assemblea nazionale della Chiesa d'Inghilterra", cioè di quella Assemblea che consta della riunione delle due assemblee provinciali di C. e di York.