CAREY, William. - Missionario protestante, n. a Paulespury in Inghilterra nella contea di Northampton nel 1761, m. a Serampore nell'India il 1834. Di famiglia anglicana, all'età di 18 anni si fece battista, e fu ordinato pastore nel 1787. La lettura dei viaggi del capitano Cook lo fece riflettere sul numero stragrande di coloro che non conoscevano Gesù Cristo e decise di consacrarsi alla conversione degli infedeli.
Pubblicò una memoria: *An enquiry into the obligations of christians to use means for the conversion of the heathen* (1792). Ma la sua setta, come anche le altre, non erano allora disposte a tale impresa. Ciò nonostante nel 1792 formò con alcuni amici una società missionaria e si offrì come primo missionario, salpando dall'Inghilterra in una nave danese e arrivando a Calcutta nel 1793.
La difficoltà che maggiormente ostacolò la sua impresa fu l'opposizione dell'*East India Company* sotto la quale stavano tutti i possedimenti inglesi dell'India, la quale non voleva che si predicasse il Vangelo, per non seminare discordie religiose tra gli Indiani, credendo che ciò intralciasse il suo commercio. Non potendo quindi il C. rimanere nelle possessioni della Compagnia come missionario, ed anche al fine di poter vivere, accettò la sorveglianza di una fabbrica di indio ad alcune miglia di distanza da Calcutta, e si dedicò nel frattempo a studiare le lingue indiane, soprattutto il bengalico e il sanscrito.
Nel 1799 arrivò a Calcutta un drappello di missionari battisti tra i quali vi erano Giosuè Marshman e Guglielmo Ward, i cui nomi sono rimasti inseparabili da quello del C. e dai principi della missione battista indiana. Ma lo sbarco fu loro vietato. Allora insieme con il C., liberò ormai dal suo impiego nella fabbrica di indio, si riunirono nella piccola colonia danese di Serampore, molto vicina a Calcutta, dove furono accolti a braccia aperte dal governatore danese. Il metodo di vita che adottarono è degno di nota, perché dimostra che i missionari protestanti, quando vogliono davvero dedicarsi all'opera delle missioni, cercano di imitare i metodi cattolici. Determinarono infatti di formare una sola comunità con un fondo comune nel quale doveva entrare tutto ciò che loro capitava; la mensa era comune e comune la casa. Ad ognuno si dava una piccola somma per le spese personali e tutto ciò che rimaneva, dedotte le spese comuni, doveva esser devoluto ai poveri ed alla propagazione del Vangelo.
Sotto l'impulso del C. la missione prese un grande sviluppo: si attrezzò una tipografia, furono stampate alcune grammatiche e dizionari delle lingue indigene, fu pubblicato il Nuovo Testamento in una decina di lingue e tutta la Bibbia in bengalico e in sanscrito; si fondò il Collegio di Serampore, dal quale partirono missionari per diverse parti dell'India, e nel quale fu ospitato, nel 1812, Adoniram Judson, il missionario mandato dall'American Board (v. CONGREGAZIONALISTI) all'India, ma che si fece battista e fondò la missione di Birmania. Qui pure il C. contrasse il secondo e il terzo matrimonio, i quali riuscirono più felici del primo. Da questo centro lavorò efficacemente, affinché il governo proibisse che le vedove fossero bruciate insieme al cadavere dei loro mariti e perché fosse data libertà ai missionari di predicare in qualunque parte delle possessioni inglesi.
Il C. è ritenuto dai battisti il gran pioniere delle loro missioni. I protestanti, poi, i quali ritengono che il far conoscere la Bibbia (per essi unica regola di fede) a tutti gli uomini, sia il punto più importante del lavoro missionario, stimano il C. per le sue traduzioni uno dei più grandi missionari.
CARIANI, Giovanni, *de' Busi*. - N. probabilmente a Venezia da padre bergamasco, studiò in quella città, dove abitava nel 1509, e dove lo si ritrova nel 1547. Nei suoi dipinti, misto ad elementi che derivano da Giorgione, da Palma e dal Lotto è sempre presente un vago ricordo del gusto cromatico lombardo.
Tra le sue opere migliori si ricordano l'*Andata al Calva-rio* dell'Ambrosiana, caratteristica per la sovrapposizione degli elementi nuovi ai vecchi, e per la composizione convulsa nel movimento, e la *Madonna col Figlio e santi* nella pinacoteca di Brera pure a Milano. Altri suoi quadri si trovano all'accademia Carrara e in case private di Bergamo (*Madonna con donatore, Cristo portacocce e Gruppo Albani*); all'accademia di Venezia (*Gentiluomo in pelliccia*); e a Londra, Berlino, Strasburgo. Una *Sacca conversazione con la Madonna che cuce* sullo sfondo di un bel paesaggio è alla Corsiniana, a Roma.