LABICUM

LABICUM. - La città di L., detta anche «Labicum Quintanense», era situata al XV miglio sulla Via Labicana, e fin dal sec. III aveva una comunità cristiana, attestata da un cimitero con iscrizioni e pitture, rinvenuto al X miglio sulla Via Labicana (Bull. d'arch. crist., 2a serie, 1 [1870], p. 23 sgg.; 3 [1872], p. 105).

Fu ben presto centro di una ristretta diocesi suburbicaria che, sotto la collina di Montecompatri, si estendeva lungo la detta via, ove era la statio ad Quintanas, comprendendo Tusculum e l'ager Tusculanus (Liber Pont., II, pp. 136 nota 26). Invero il vescovo Zoticus Labicanensis è presente al Sinodo Romano del 2 ott. 313. La serie episcopale termina con Bovus (o Bonus) nel 1111, sotto Pasquale II (ibid., II, pp. 299, 307 nota 26), dopo il quale i vescovi si dicono tuscolani, essendo stata assorbita la diocesi labicana da quella di Tuscolo (v. ARTASAT).

BIBL.: L. Duchesne, Le sedi episcopali nell'antico ducato di Roma, in Archivio della R. Società romana di storia patria, 15 (1892), pp. 497-99; T. Ashby, The Via Labicana, in Papers of the British School at Rome, 1 (1902), p. 256 sgg.; P. Kehr, Ital. Pont., II, Berlino 1907, pp. 37-38; G. Tomasetti, La campagna romana, III, Roma 1913, pp. 413-14; Lanzoni, I, pp. 126-28.