LACERNA

LACERNA. - Mantello corto, in origine, e di ruvida lana, usato in Asia, introdotto in Roma da Lucullo; disprezzato da Augusto (Svetonio, Aug., 40), usato prima dagli ufficiali, poi dai soldati romani, quindi dai civili.

Si gettava sulle spalle, arrivava fin sopra il ginocchio, era fermato sul petto mediante una piccola striscia di panno o di cuoio o con una fibbia o spilla; terminava con frange. Servì per riparare la pioggia e la polvere; al tempo di s. Agostino era adoperata quale mantello leggero estivo (sermone 161, 10: PL 38, 883).

Nell'arte cristiana antica la. è indossata sopra la tunica dai martiri persiani Abdon e Sennen nell'affresco del VI sec. nel cimitero di Ponziano sulla Via Portuense. È portata anche da Daniele in due sarcofagi di Ravenna e in una miniatura del Cosma Indicopleuste (R. Garrucci, Storia dell'arte cristiana, III, Prato 1881, tav. 150, I; V, tavv. 311, 4; 332, 3).

BIBL.: Wilpert, Pitture, pp. 78-79.

Annesso al fianco meridionale della chiesa era il chioscro, della fine del sec. XIV; ne restano due gallerie con volte conservanti gli stemmi di Clemente VI e dell'abate de Chanae. L'ultimo abate regolare fu il munifico G. de Sénectaire; poi l'abbazia di L. C.-D., che aveva avuto giurisdizione su altre abbazie e notevoli priorati, decadde ed ebbe abati commendatari quali i cardd. Richelieu, Mazzarino, Serroni, primo arcivescovo d'Albi, e Rohan, che vi fu esiliato nel 1786. Gli avanzi degli edifici monastici ricostruiti nei secc. XVII e XVIII sono oggi parte occupati da servizi pubblici, parte da proprietari privati.

BIBL.: J. Langlade, L'abbaye de L. C.-D., Parigi 1923; G. Paul, L'abbaye bénédictine de L. C.-D., 1926; Contineau, coll. 667-69.