LANCIANO, ARCIDIOCESI DI

LANCIANO, ARCIDIOCESI di - Città e arcidiocesi nella provincia di Chieti. Ha una superficie di 26.216 kmq. con una popolazione di 192.344 ab. dei quali 190.925 cattolici, conta 37 parrocchie con 121 sacerdoti diocesani e 100 regolari, un seminario, 16 comunità religiose maschili e 33 femminili (1949).

Non è possibile, come vogliono taluni storici antichi, assegnare la diocesi di L. (Anxanum) al sec. VII. Oltre tutto, mancano assolutamente le fonti storiche prima del sec. X, quando si ha notizia nel 973 della fondazione dell'abbazia benedettina di S. Giovanni in Venere (Cottineau, II, col. 2720). Nel 1515 L. fu soggetta all'episcopato teatino; ma in quell'anno stesso, il 27 giugno, Leone X

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LANCIANO, ARCIDIOCESI di - Brocca per Battesimo del 1603. Opera di oreficeria abruzzese - Lanciano, basilica di S. Maria del Ponte.
(fot. Exit)
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LANCIANO, ARCIDIOCESI di - Croce in argento. Opera di Nicola da Guardiagrele (1422) - Lanciano, chiesa di S. Maria Maggiore.
(fot. Gab. fot. nec.)
la elevò a sede vescovile. Alla reazione da parte degli arcivescovi di Chieti si oppose vigorosamente il primo vescovo Angelo Maccafani. Nel 1526 Clemente VII elevò a metropolitana la chiesa teatina, rendendo suffraganeo il vescovo di L. La lotta continuò serrata. Non bastò che il secondo vescovo fosse il card. Egidio Canisio da Viterbo, morto appena 8 mesi dopo; L. reclamò l'indipendenza e riuscì a ottenerla nel 1562, col suo dotto vescovo Leonardo Marini, domenicano genovese che, protetto da Filippo II di Spagna, ottenne da Pio IV la dignità arcivescovile, pur senza suffraganei. Si troncarono così tutte le contestazioni e la pace tornò a regnare tra le due città. Tra i presuli successivi non mancarono figure elette per virtù e dottrina, tra cui, degni di menzione, fra' Antonio di S. Michele dei Minori, delegato nella Spagna durante la guerra contro i Turchi, e il munifico fra' Francesco Romezio, carmelitano spagnolo. Nel 1818 Pio VII soppresse la diocesi di Ortona e la uni a L., ma successivamente Gregorio XVI, il 15 febbr. 1834, ne ripristinò la sede, assegnandone tuttavia l'amministrazione all'arcivescovo di L., che prende il titolo di L. e Ortona.

La Cattedrale è dedicata a Maria S.ma Assunta in cielo. Dal 1834 l'arcivescovo di L. fu nominato amministratore perpetuo di Ortona, unita a L. dal 24 nov. 1945.

Monumenti. - Il gotico ha lasciato larga impronta nelle chiese di L. La Cattedrale, iniziata nel 1389, non serba quasi più niente dell'antico sotto le forme neoclassiche che ebbe nei restauri del 1785-88; incompiuta la facciata, barocco il campanile, neoclassico l'interno ad unica navata. Più integra invece è la chiesa di S. Maria Maggiore (1227) nonostante i rifacimenti del secc. XIV e XVI. La parte migliore è la facciata con i due portali sormontati da rosoni, dei quali pregevole il sinistro (opera di F. Perrini, risalente al 1317), per lo sguancino a forti rilievi entro un timpano triangolare e le sculture di ottima fattura. Due delle tre navate interne hanno vestigia di

antico, divise da robusti pilastri. La chiesa conserva una Croce d'argento cesellata e smaltata da Nicola da Guardiagrele nel 1422. Altre memorie romanico-gotiche serbano le chiese di S. Francesco e S. Lucia (i portali), S. Nicola di Bari (sec. XV e un campanile del tardo romanico) e quelle di S. Biagio (sec. XII), con rudi forme romaniche e torre campanaria merlata, e S. Agostino, che, oltre ai portali e al rosone di un gotico in forme pugliesi, custodisce tre reliquiari preziosissimi del sec. XV. Notevole infine, presso L., l'antichissima abbazia di S. Giovanni in Venere, sorta con il celebre e ricchissimo monastero benedettino (ora distrutto) nel 973, i cui abati conobbero i favori dei pontefici e degli imperatori, prima che si iniziasse nel sec. XIV la fatale decadenza. Oggi, la chiesa, nella sua veste romanica, non vive più che di memorie.

BIBL.: P. F. Kehr, Italia pontificia, IV, Berlino 1909, p. 277 sgg.; Lanzoni, I, p. 380; L. Renzetti, Notizie storiche della città di L., Lanciano 1879, passim; G. M. Bellini, Notizie storiche del celebre monastero di S. Giovanni in Venere, Lanciano 1887; id., La chiesa di S. Maria Maggiore, ivi 1916, passim; B. Amorosa-C. De Titta, S. Giovanni in Venere, ivi 1916 (con note storiche di L. Renzetti), p. 11 sgg.; Cottineau, I, col. 1546. Pasquale Testini
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“LANCIANO, ARCIDIOCESI DI.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), p. 540. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/lanciano-arcidiocesi-di.