LANCIANO, ARCIDIOCESI di - Città e arcidiocesi nella provincia di Chieti. Ha una superficie di 26.216 kmq. con una popolazione di 192.344 ab. dei quali 190.925 cattolici, conta 37 parrocchie con 121 sacerdoti diocesani e 100 regolari, un seminario, 16 comunità religiose maschili e 33 femminili (1949).
Non è possibile, come vogliono taluni storici antichi, assegnare la diocesi di L. (Anxanum) al sec. VII. Oltre tutto, mancano assolutamente le fonti storiche prima del sec. X, quando si ha notizia nel 973 della fondazione dell'abbazia benedettina di S. Giovanni in Venere (Cottineau, II, col. 2720). Nel 1515 L. fu soggetta all'episcopato teatino; ma in quell'anno stesso, il 27 giugno, Leone X

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(fot. Gab. fot. nec.)
La Cattedrale è dedicata a Maria S.ma Assunta in cielo. Dal 1834 l'arcivescovo di L. fu nominato amministratore perpetuo di Ortona, unita a L. dal 24 nov. 1945.
Monumenti. - Il gotico ha lasciato larga impronta nelle chiese di L. La Cattedrale, iniziata nel 1389, non serba quasi più niente dell'antico sotto le forme neoclassiche che ebbe nei restauri del 1785-88; incompiuta la facciata, barocco il campanile, neoclassico l'interno ad unica navata. Più integra invece è la chiesa di S. Maria Maggiore (1227) nonostante i rifacimenti del secc. XIV e XVI. La parte migliore è la facciata con i due portali sormontati da rosoni, dei quali pregevole il sinistro (opera di F. Perrini, risalente al 1317), per lo sguancino a forti rilievi entro un timpano triangolare e le sculture di ottima fattura. Due delle tre navate interne hanno vestigia di
antico, divise da robusti pilastri. La chiesa conserva una Croce d'argento cesellata e smaltata da Nicola da Guardiagrele nel 1422. Altre memorie romanico-gotiche serbano le chiese di S. Francesco e S. Lucia (i portali), S. Nicola di Bari (sec. XV e un campanile del tardo romanico) e quelle di S. Biagio (sec. XII), con rudi forme romaniche e torre campanaria merlata, e S. Agostino, che, oltre ai portali e al rosone di un gotico in forme pugliesi, custodisce tre reliquiari preziosissimi del sec. XV. Notevole infine, presso L., l'antichissima abbazia di S. Giovanni in Venere, sorta con il celebre e ricchissimo monastero benedettino (ora distrutto) nel 973, i cui abati conobbero i favori dei pontefici e degli imperatori, prima che si iniziasse nel sec. XIV la fatale decadenza. Oggi, la chiesa, nella sua veste romanica, non vive più che di memorie.