EVANGELISTA

EVANGELISTA. - Appellativo, negli scritti del Nuovo Testamento, ANGELO (v.). Mentre sono frequentissimi i vo-caboli «Evangelo» (εὐαγγέλιον) ed «evangelizzare» (εὐαγγελίζειν), solo tre volte nel Nuovo Testamento si legge la parola e. (εὐαγγελστής), che indica precisamente chi attende alla diffusione del messaggio di Gesù. La prima volta l'appellativo è applicato al diacono Filippo (Act. 21, 8), forse per distinguerlo dall'Apostolo omonimo. Gli altri due casi si trovano negli scritti di s. Paolo.

Nell'ultima sua lettera l'Apostolo raccomanda a Timoteo di essere un buon E. (II Tim. 4, 5). In Efesini (4, 11) Paolo enumera alcuni doni o carismi, ognuno dei quali ha un suo fine determinato (apostolato, profetismo, officio dell'E., governo delle comunità, dottorato); ma nulla vieta che una medesima persona fosse insignita contemporaneamente di più carismi. Non si tratta di offici incompatibili, ma di una maggiore accentuazione di una caratteristica particolare. Rispetto agli Apostoli in senso stretto gli E. erano nella relazione notata già da Pelagio nel suo commentario (ed. A. Souter, Textes and studies, IX, Cambridge 1926, p. 364). «Ogni Apostolo era E.; ma non ogni E. Apostolo». Secondo Eusebio di Cesarea (Hist. eccl., V, 10, 2: CB, I, p. 450), gli E. sarebbero stati continuatori degli Apostoli, nel senso che coloro, cui fu attribuito ancora il termine che presto muterà significato, sopravvissero come più giovani ai Dodici.

In Ippolito (De Antichristo, 56; CB, I, p. 37) ed in Tertulliano (Adversus Praxeam, 21) l'appellativo E. già viene riservato per gli autori dei quattro Vangeli. E questo sarà il suo significato successivo.

BIBL.: F. Vigouroux, Evangéliste, in DB, II, coll. 2057-58; F. Hauck, εὐαγγελιστής, in R. Kittel, Theol. Wörterbuch zum Neuen Test., II, pp. 734-35.

1. Archeologia

Nella pittura cimiteriale tutti hanno riconosciuto in un affresco del cimitero detto di Marco e Marcelliano, dipinto nella parete di fondo d'un cubicolo, Gesù Cristo tra i quattro E. Il Signore, di aspetto giovanile, nimbato, in tunica e pallio, assiso in trono è in atto di parlare, tenendo aperto con la sinistra il volume della sua Lex; a destra e a sinistra in alto due E; in basso è lo scrinium. Anche i quattro personaggi che lo circondano sono in tunica e pallio; il primo a sinistra indica una stella, perciò il Wilpert vi riconosce s. Matteo che parla della sua apparizione (Mt. 2, 2, 5gg.), poi verrebbe s. Marco e dall'altra parte Luca e Giovanni (Wilpert, Pitture, p. 230, tav. 162, 2).

Nel sarcofago di Apt (Francia) i quattro E. sono in tunica e pallio; su due si leggono ancora i nomi «Iohannes» e «Mar (cuss)»; Matteo ha barba e capelli lunghi, gli altri tre hanno aspetto giovanile e sono imberbi (Wilpert, Sarcofagi, I, 54, tav. 37, 2-3).

Sul sarcofago di Concordio vescovo di Arles, contenente la scena della consegna della Legge a s. Pietro, i quattro E. sono distinti dai loro nomi incisi sul volume o sul libro; il secondo da sinistra, è «Marcus» il quinto «Matteus», il nono «Lucanus», l'undecimo «Ioannes»; Luca e Marco sono barbati, Matteo e Giovanni imberbi (Wilpert, ibid., I, 54 e tav. 34, 3).

L'arte cristiana espresse in più modi simbolicamente i quattro E.; il più comune fu quello tolto dalla profezia di Ezechiele (1. 5-13) e dall'Apocalisse (4. 6-8); il leone è simbolo di Marco, il vitello di Luca, l'uomo di Matteo, l'aquila di Giovanni. Così essi appaiono a Roma, ad es., nel museo abisidale di S. Pudenziana, nell'arco trionfale di S. Paolo, nell'abside dei SS. Cosma e Damiano, in Ravenna nel mausoleo di Galla Placidia, nella cappella di S. Pier Cristologo, nel battistero degli Ariani, nel fronte dell'abside di S. Apollinare in Classe. In S. Vitale al disopra di ciascuno dei quattro E., è rappresentata la relativa figurazione simbolica; a Milano in S. Vittore, in S. Matrona e S. Prisco presso S. Maria Capua Vetere ecc. Gli stessi simboli si trovano anche in alcuni avori; ad es., a Milano in una copertura d'evangeliorio; nella valva superstite del dittico Trivulzio sono i simboli di Luca e Matteo.

I quattro fiumi che soggiornano dal monte sul quale è Gesù Cristo in persona o sotto l'aspetto di agnello divino sono: Evangelistae viva Christi humana e a cui si dissertano i certi, cioè i fedeli (s. Paulino da Nola, ep. 32, 10; PL 61, 336); un bell'esempio è offerto in uno dei lati della cappella argentea africana, ora nel Museo Sacro della Biblioteca Vaticana (G. B. De Rossi, La cappella argentea africana, Roma 1889, p. 30).

I quattro E. furono simboleggiati come pecore, in un frammento di lastra per si ricordano nel Museo delle Terre. L'agnello divino è nel centro, sul monte, dal quale soggiornano i quattro fiumi. Da destra si apprestano due pecore; sulla prima è scritto: "Mar (cui), sulla seconda: "loan (n) es Evan (gelista)". Nella parte mancante a sinistra dovevano essere le altre due pecore con i nomi di Matteo e di Luca (Wilpert, ibid., 1, p. 34, tav. 36, 1).

Singolare è la rappresentazione simbolica degli E. in un mutuo coperchio di sarcofago di Spoleto, oggi nel Museo Lateranense: da destra una barca con pilota e tre vogatori imberbi; il pilota che sta in cattedra in ruina e pallio è Gesù, come mostra il tipo iconografico e la scritto IESVS; i tre vogatori sono indicati dai nomi: MARCVS, LVCAS, e (IOH)ANNES; doveva precedere nella parte mancante MATHEVS e Wilpert vi aggiunge PETRVS perché vede nella scena la rappresentazione simbolica di Gesù.

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Evan Gelista - Gesù Cristo fra i simboli dei quattro E. (sec. XII) - Chartres, Catedrala, Facciata orientale.

L'uomo di Matteo, l'aquila di Giovanni. Così essi appaiono a Roma, ad es., nel museo abisidale di S. Pudenziana, nell'arco trionfale di S. Paolo, nell'abside dei SS. Cosma e Damiano, in Ravenna nel mausoleo di Galla Placidia, nella cappella di S. Pier Cristologo, nel battistero degli Ariani, nel fronte dell'abside di S. Apollinare in Classe. In S. Vitale al disopra di ciascuno dei quattro E., è rappresentata la relativa figurazione simbolica; a Milano in S. Vittore, in S. Matrona e S. Prisco presso S. Maria Capua Vetere ecc. Gli stessi simboli si trovano anche in alcuni avori; ad es., a Milano in una copertura d'evangeliorio; nella valva superstite del dittico Trivulzio sono i simboli di Luca e Matteo.

I quattro fiumi che soggiornano dal monte sul quale è Gesù Cristo in persona o sotto l'aspetto di agnello divino sono: Evangelistae viva Christi humana e a cui si dissertano i certi, cioè i fedeli (s. Paulino da Nola, ep. 32, 10; PL 61, 336); un bell'esempio è offerto in uno dei lati della cappella argentea africana, ora nel Museo Sacro della Biblioteca Vaticana (G. B. De Rossi, La cappella argentea africana, Roma 1889, p. 30).

I quattro E. furono simboleggiati come pecore, in un frammento di lastra per si ricordano nel Museo delle Terre. L'agnello divino è nel centro, sul monte, dal quale soggiornano i quattro fiumi. Da destra si apprestano due pecore; sulla prima è scritto: "Mar (cui), sulla seconda: "loan (n) es Evan (gelista)". Nella parte mancante a sinistra dovevano essere le altre due pecore con i nomi di Matteo e di Luca (Wilpert, ibid., 1, p. 34, tav. 36, 1).

Singolare è la rappresentazione simbolica degli E. in un mutuo coperchio di sarcofago di Spoleto, oggi nel Museo Lateranense: da destra una barca con pilota e tre vogatori imberbi; il pilota che sta in cattedra in ruina e pallio è Gesù, come mostra il tipo iconografico e la scritto IESVS; i tre vogatori sono indicati dai nomi: MARCVS, LVCAS, e (IOH)ANNES; doveva precedere nella parte mancante MATHEVS e Wilpert vi aggiunge PETRVS perché vede nella scena la rappresentazione simbolica di Gesù.

Evan Gelista - Gesù Cristo fra i simboli dei quattro E. (sec. XII) - Chartres, Catedrala, Facciata orientale.

L'uomo di Matteo, l'aquila di Giovanni. Così essi appaiono a Roma, ad es., nel museo abisidale di S. Pudenziana, nell'arco trionfale di S. Paolo, nell'abside dei SS. Cosma e Damiano, in Ravenna nel mausoleo di Galla Placidia, nella cappella di S. Pier Cristologo, nel battistero degli Ariani, nel fronte dell'abside di S. Apollinare in Classe. In S. Vitale al disopra di ciascuno dei quattro E., è rappresentata la relativa figurazione simbolica; a Milano in S. Vittore, in S. Matrona e S. Prisco presso S. Maria Capua Vetere ecc. Gli stessi simboli si trovano anche in alcuni avori; ad es., a Milano in una copertura d'evangeliorio; nella valva superstite del dittico Trivulzio sono i simboli di Luca e Matteo.

I quattro E. furono simboleggiati come pecore, in un frammento di lastra per si ricordano nel Museo delle Terre. L'agnello divino è nel centro, sul monte, dal quale soggiornano i quattro fiumi. Da destra si apprestano due pecore; sulla prima è scritto: "Mar (cui), sulla seconda: "loan (n) es Evan (gelista)". Nella parte mancante a sinistra dovevano essere le altre due pecore con i nomi di Matteo e di Luca (Wilpert, ibid., 1, p. 34, tav. 36, 1).

Singolare è la rappresentazione simbolica degli E. in un mutuo coperchio di sarcofago di Spoleto, oggi nel Museo Lateranense: da destra una barca con pilota e tre vogatori imberbi; il pilota che sta in cattedra in ruina e pallio è Gesù, come mostra il tipo iconografico e la scritto IESVS; i tre vogatori sono indicati dai nomi: MARCVS, LVCAS, e (IOH)ANNES; doveva precedere nella parte mancante MATHEVS e Wilpert vi aggiunge PETRVS perché vede nella scena la rappresentazione simbolica di Gesù.

Evan Gelista - Gesù Cristo fra i simboli dei quattro E. (sec. XII) - Chartres, Catedrala, Facciata orientale.

L'uomo di Matteo, l'aquila di Giovanni. Così essi appaiono a Roma, ad es., nel museo abisidale di S. Pudenziana, nell'arco trionfale di S. Paolo, nell'abside dei SS. Cosma e Damiano, in Ravenna nel mausoleo di Galla Placidia, nella cappella di S. Pier Cristologo, nel battistero degli Ariani, nel fronte dell'abside di S. Apollinare in Classe. In S. Vitale al disopra di ciascuno dei quattro E., è rappresentata la relativa figurazione simbolica; a Milano in S. Vittore, in S. Matrona e S. Prisco presso S. Maria Capua Vetere ecc. Gli stessi simboli si trovano anche in alcuni avori; ad es., a Milano in una copertura d'evangeliorio; nella valva superstite del dittico Trivulzio sono i simboli di Luca e Matteo.

I quattro E. furono simboleggiati come pecore, in un frammento di lastra per si ricordano nel Museo delle Terre. L'agnello divino è nel centro, sul monte, dal quale soggiornano i quattro fiumi. Da destra si apprestano due pecore; sulla prima è scritto: "Mar (cui), sulla seconda: "loan (n) es Evan (gelista)". Nella parte mancante a sinistra dovevano essere le altre due pecore con i nomi di Matteo e di Luca (Wilpert, ibid., 1, p. 34, tav. 36, 1).

Singolare è la rappresentazione simbolica degli E. in un mutuo coperchio di sarcofago di Spoleto, oggi nel Museo Lateranense: da destra una barca con pilota e tre vogatori imberbi; il pilota che sta in cattedra in ruina e pallio è Gesù, come mostra il tipo iconografico e la scritto IESVS; i tre vogatori sono indicati dai nomi: MARCVS, LVCAS, e (IOH)ANNES; doveva precedere nella parte mancante MATHEVS e Wilpert vi aggiunge PETRVS perché vede nella scena la rappresentazione simbolica di Gesù.

Evan Gelista - Gesù Cristo fra i simboli dei quattro E. (sec. XII) - Chartres, Catedrala, Facciata orientale.

L'uomo di Matteo, l'aquila di Giovanni. Così essi appaiono a Roma, ad es., nel museo abisidale di S. Pudenziana, nell'arco trionfale di S. Paolo, nell'abside dei SS. Cosma e Damiano, in Ravenna nel mausoleo di Galla Placidia, nella cappella di S. Pier Cristologo, nel battistero degli Ariani, nel fronte dell'abside di S. Apollinare in Classe. In S. Vitale al disopra di ciascuno dei quattro E., è rappresentata la relativa figurazione simbolica; a Milano in S. Vittore, in S. Matrona e S. Prisco presso S. Maria Capua Vetere ecc. Gli stessi simboli si trovano anche in alcuni avori; ad es., a Milano in una copertura d'evangeliorio; nella valva superstite del dittico Trivulzio sono i simboli di Luca e Matteo.

I quattro E. furono simboleggiati come pecore, in un frammento di lastra per si ricordano nel Museo delle Terre. L'agnello divino è nel centro, sul monte, dal quale soggiornano i quattro fiumi. Da destra si apprestano due pecore; sulla prima è scritto: "Mar (cui), sulla seconda: "loan (n) es Evan (gelista)". Nella parte mancante a sinistra dovevano essere le altre due pecore con i nomi di Matteo e di Luca (Wilpert, ibid., 1, p. 34, tav. 36, 1).

Singolare è la rappresentazione simbolica degli E. in un mutuo coperchio di sarcofago di Spoleto, oggi nel Museo Lateranense: da destra una barca con pilota e tre vogatori imberbi; il pilota che sta in cattedra in ruina e pallio è Gesù, come mostra il tipo iconografico e la scritto IESVS; i tre vogatori sono indicati dai nomi: MARCVS, LVCAS, e (IOH)ANNES; doveva precedere nella parte mancante MATHEVS e Wilpert vi aggiunge PETRVS perché vede nella scena la rappresentazione simbolica di Gesù.

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L'uomo di Matteo, l'aquila di Giovanni. Così essi appaiono a Roma, ad es., nel museo abisidale di S. Pudenziana, nell'arco trionfale di S. Paolo, nell'abside dei SS. Cosma e Damiano, in Ravenna nel mausoleo di Galla Placidia, nella cappella di S. Pier Cristologo, nel battistero degli Ariani, nel fronte dell'abside di S. Apollinare in Classe. In S. Vitale al disopra di ciascuno dei quattro E., è rappresentata la relativa figurazione simbolica; a Milano in S. Vittore, in S. Matrona e S. Prisco presso S. Maria Capua Vetere ecc. Gli stessi simboli si trovano anche in alcuni avori; ad es., a Milano in una copertura d'evangeliorio; nella valva superstite del dittico Trivulzio sono i simboli di Luca e Matteo.

I quattro E. furono simboleggiati come pecore, in un frammento di lastra per si ricordano nel Museo delle Terre. L'agnello divino è nel centro, sul monte, dal quale soggiornano i quattro fiumi. Da destra si apprestano due pecore; sulla prima è scritto: "Mar (cui), sulla seconda: "loan (n) es Evan (gelista)". Nella parte mancante a sinistra dovevano essere le altre due pecore con i nomi di Matteo e di Luca (Wilpert, ibid., 1, p. 34, tav. 36, 1).

Singolare è la rappresentazione simbolica degli E. in un mutuo coperchio di sarcofago di Spoleto, oggi nel Museo Lateranense: da destra una barca con pilota e tre vogatori imberbi; il pilota che sta in cattedra in ruina e pallio è Gesù, come mostra il tipo iconografico e la scritto IESVS; i tre vogatori sono indicati dai nomi: MARCVS, LVCAS, e (IOH)ANNES; doveva precedere nella parte mancante MATHEVS e Wilpert vi aggiunge PETRVS perché vede nella scena la rappresentazione simbolica di Gesù.

Evan Gelista - Gesù Cristo fra i simboli dei quattro E. (sec. XII) - Chartres, Catedrala, Facciata orientale.

L'uomo di Matteo, l'aquila di Giovanni. Così essi appaiono a Roma, ad es., nel museo abisidale di S. Pudenziana, nell'arco trionfale di S. Paolo, nell'abside dei SS. Cosma e Damiano, in Ravenna nel mausoleo di Galla Placidia, nella cappella di S. Pier Cristologo, nel battistero degli Ariani, nel fronte dell'abside di S. Apollinare in Classe. In S. Vitale al disopra di ciascuno dei quattro E., è rappresentata la relativa figurazione simbolica; a Milano in S. Vittore, in S. Matrona e S. Prisco presso S. Maria Capua Vetere ecc. Gli stessi simboli si trovano anche in alcuni avori; ad es., a Milano in una copertura d'evangeliorio; nella valva superstite del dittico Trivulzio sono i simboli di Luca e Matteo.

I quattro E. furono simboleggiati come pecore, in un frammento di lastra per si ricordano nel Museo delle Terre. L'agnello divino è nel centro, sul monte, dal quale soggiornano i quattro fiumi. Da destra si apprestano due pecore; sulla prima è scritto: "Mar (cui), sulla seconda: "loan (n) es Evan (gelista)". Nella parte mancante a sinistra dovevano essere le altre due pecore con i nomi di Matteo e di Luca (Wilpert, ibid., 1, p. 34, tav. 36, 1).

Singolare è la rappresentazione simbolica degli E. in un mutuo coperchio di sarcofago di Spoleto, oggi nel Museo Lateranense: da destra una barca con pilota e tre vogatori imberbi; il pilota che sta in cattedra in ruina e pallio è Gesù, come mostra il tipo iconografico e la scritto IESVS; i tre vogatori sono indicati dai nomi: MARCVS, LVCAS, e (IOH)ANNES; doveva precedere nella parte mancante MATHEVS e Wilpert vi aggiunge PETRVS perché vede nella scena la rappresentazione simbolica di Gesù.

Evan Gelista - Gesù Cristo fra i simboli dei quattro E. (sec. XII) - Chartres, Catedrala, Facciata orientale.

L'uomo di Matteo, l'aquila di Giovanni. Così essi appaiono a Roma, ad es., nel museo abisidale di S. Pudenziana, nell'arco trionfale di S. Paolo, nell'abside dei SS. Cosma e Damiano, in Ravenna nel mausoleo di Galla Placidia, nella cappella di S. Pier Cristologo, nel battistero degli Ariani, nel fronte dell'abside di S. Apollinare in Classe. In S. Vitale al disopra di ciascuno dei quattro E., è rappresentata la relativa figurazione simbolica; a Milano in S. Vittore, in S. Matrona e S. Prisco presso S. Maria Capua Vetere ecc. Gli stessi simboli si trovano anche in alcuni avori; ad es., a Milano in una copertura d'evangeliorio; nella valva superstite del dittico Trivulzio sono i simboli di Luca e Matteo.

I quattro E. furono simboleggiati come pecore, in un frammento di lastra per si ricordano nel Museo delle Terre. L'agnello divino è nel centro, sul monte, dal quale soggiornano i quattro fiumi. Da destra si apprestano due pecore; sulla prima è scritto: "Mar (cui), sulla seconda: "loan (n) es Evan (gelista)". Nella parte mancante a sinistra dovevano essere le altre due pecore con i nomi di Matteo e di Luca (Wilpert, ibid., 1, p. 34, tav. 36, 1).

Singolare è la rappresentazione simbolica degli E. in un mutuo coperchio di sarcofago di Spoleto, oggi nel Museo Lateranense: da destra una barca con pilota e tre vogatori imberbi; il pilota che sta in cattedra in ruina e pallio è Gesù, come mostra il tipo iconografico e la scritto IESVS; i tre vogatori sono indicati dai nomi: MARCVS, LVCAS, e (IOH)ANNES; doveva precedere nella parte mancante MATHEVS e Wilpert vi aggiunge PETRVS perché vede nella scena la rappresentazione simbolica di Gesù.

Evan Gelista - Gesù Cristo fra i simboli dei quattro E. (sec. XII) - Chartres, Catedrala, Facciata orientale.

L'uomo di Matteo, l'aquila di Giovanni. Così essi appaiono a Roma, ad es., nel museo abisidale di S. Pudenziana, nell'arco trionfale di S. Paolo, nell'abside dei SS. Cosma e Damiano, in Ravenna nel mausoleo di Galla Placidia, nella cappella di S. Pier Cristologo, nel battistero degli Ariani, nel fronte dell'abside di S. Apollinare in Classe. In S. Vitale al disopra di ciascuno dei quattro E., è rappresentata la relativa figurazione simbolica; a Milano in S. Vittore, in S. Matrona e S. Prisco presso S. Maria Capua Vetere ecc. Gli stessi simboli si trovano anche in alcuni avori; ad es., a Milano in una copertura d'evangeliorio; nella valva superstite del dittico Trivulzio sono i simboli di Luca e Matteo.

I quattro E. furono simboleggiati come pecore, in un frammento di lastra per si ricordano nel Museo delle Terre. L'agnello divino è nel centro, sul monte, dal quale soggiornano i quattro fiumi. Da destra si apprestano due pecore; sulla prima è scritto: "Mar (cui), sulla seconda: "loan (n) es Evan (gelista)". Nella parte mancante a sinistra dovevano essere le altre due pecore con i nomi di Matteo e di Luca (Wilpert, ibid., 1, p. 34, tav. 36, 1).

Singolare è la rappresentazione simbolica degli E. in un mutuo coperchio di sarcofago di Spoleto, oggi nel Museo Lateranense: da destra una barca con pilota e tre vogatori imberbi; il pilota che sta in cattedra in ruina e pallio è Gesù, come mostra il tipo iconografico e la scritto IESVS; i tre vogatori sono indicati dai nomi: MARCVS, LVCAS, e (IOH)ANNES; doveva precedere nella parte mancante MATHEVS e Wilpert vi aggiunge PETRVS perché vede nella scena la rappresentazione simbolica di Gesù.

Evan Gelista - Gesù Cristo fra i simboli dei quattro E. (sec. XII) - Chartres, Catedrala, Facciata orientale.

L'uomo di Matteo, l'aquila di Giovanni. Così essi appaiono a Roma, ad es., nel museo abisidale di S. Pudenziana, nell'arco trionfale di S. Paolo, nell'abside dei SS. Cosma e Damiano, in Ravenna nel mausoleo di Galla Placidia, nella cappella di S. Pier Cristologo, nel battistero degli Ariani, nel fronte dell'abside di S. Apollinare in Classe. In S. Vitale al disopra di ciascuno dei quattro E., è rappresentata la relativa figurazione simbolica; a Milano in S. Vittore, in S. Matrona e S. Prisco presso S. Maria Capua Vetere ecc. Gli stessi simboli si trovano anche in alcuni avori; ad es., a Milano in una copertura d'evangeliorio; nella valva superstite del dittico Trivulzio sono i simboli di Luca e Matteo.

I quattro E. furono simboleggiati come pecore, in un frammento di lastra per si ricordano nel Museo delle Terre. L'agnello divino è nel centro, sul monte, dal quale soggiornano i quattro fiumi. Da destra si apprestano due pecore; sulla prima è scritto: "Mar (cui), sulla seconda: "loan (n) es Evan (gelista)". Nella parte mancante a sinistra dovevano essere le altre due pecore con i nomi di Matteo e di Luca (Wilpert, ibid., 1, p. 34, tav. 36, 1).

Singolare è la rappresentazione simbolica degli E. in un mutuo coperchio di sarcofago di Spoleto, oggi nel Museo Lateranense: da destra una barca con pilota e tre vogatori imberbi; il pilota che sta in cattedra in ruina e pallio è Gesù, come mostra il tipo iconografico e la scritto IESVS; i tre vogatori sono indicati dai nomi: MARCVS, LVCAS, e (IOH)ANNES; doveva precedere nella parte mancante MATHEVS e Wilpert vi aggiunge PETRVS perché vede nella scena la rappresentazione simbolica di Gesù.

Evan Gelista - Gesù Cristo fra i simboli dei quattro E. (sec. XII) - Chartres, Catedrala, Facciata orientale.

L'uomo di Matteo, l'aquila di Giovanni. Così essi appaiono a Roma, ad es., nel museo abisidale di S. Pudenziana, nell'arco trionfale di S. Paolo, nell'abside dei SS. Cosma e Damiano, in Ravenna nel mausoleo di Galla Placidia, nella cappella di S. Pier Cristologo, nel battistero degli Ariani, nel fronte dell'abside di S. Apollinare in Classe. In S. Vitale al disopra di ciascuno dei quattro E., è rappresentata la relativa figurazione simbolica; a Milano in S. Vittore, in S. Matrona e S. Prisco presso S. Maria Capua Vetere ecc. Gli stessi simboli si trovano anche in alcuni avori; ad es., a Milano in una copertura d'evangeliorio; nella valva superstite del dittico Trivulzio sono i simboli di Luca e Matteo.

I quattro E. furono simboleggiati come pecore, in un frammento di lastra per si ricordano nel Museo delle Terre. L'agnello divino è nel centro, sul monte, dal quale soggiornano i quattro fiumi. Da destra si apprestano due pecore; sulla prima è scritto: "Mar (cui), sulla seconda: "loan (n) es Evan (gelista)". Nella parte mancante a sinistra dovevano essere le altre due pecore con i nomi di Matteo e di Luca (Wilpert, ibid., 1, p. 34, tav. 36, 1).

Singolare è la rappresentazione simbolica degli E. in un mutuo coperchio di sarcofago di Spoleto, oggi nel Museo Lateranense: da destra una barca con pilota e tre vogatori imberbi; il pilota che sta in cattedra in ruina e pallio è Gesù, come mostra il tipo iconografico e la scritto IESVS; i tre vogatori sono indicati dai nomi: MARCVS, LVCAS, e (IOH)ANNES; doveva precedere nella parte mancante MATHEVS e Wilpert vi aggiunge PETRVS perché vede nella scena la rappresentazione simbolica di Gesù.

Evan Gelista - Gesù Cristo fra i simboli dei quattro E. (sec. XII) - Chartres, Catedrala, Facciata orientale.

L'uomo di Matteo, l'aquila di Giovanni. Così essi appaiono a Roma, ad es., nel museo abisidale di S. Pudenziana, nell'arco trionfale di S. Paolo, nell'abside dei SS. Cosma e Damiano, in Ravenna nel mausoleo di Galla Placidia, nella cappella di S. Pier Cristologo, nel battistero degli Ariani, nel fronte dell'abside di S. Apollinare in Classe. In S. Vitale al disopra di ciascuno dei quattro E., è rappresentata la relativa figurazione simbolica; a Milano in S. Vittore, in S. Matrona e S. Prisco presso S. Maria Capua Vetere ecc. Gli stessi simboli si trovano anche in alcuni avori; ad es., a Milano in una copertura d'evangeliorio; nella valva superstite del dittico Trivulzio sono i simboli di Luca e Matteo.

I quattro E. furono simboleggiati come pecore, in un frammento di lastra per si ricordano nel Museo delle Terre. L'agnello divino è nel centro, sul monte, dal quale soggiornano i quattro fiumi. Da destra si apprestano due pecore; sulla prima è scritto: "Mar (cui), sulla seconda: "loan (n) es Evan (gelista)". Nella parte mancante a sinistra dovevano essere le altre due pecore con i nomi di Matteo e di Luca (Wilpert, ibid., 1, p. 34, tav. 36, 1).

Singolare è la rappresentazione simbolica degli E. in un mutuo coperchio di sarcofago di Spoleto, oggi nel Museo Lateranense: da destra una barca con pilota e tre vogatori imberbi; il pilota che sta in cattedra in ruina e pallio è Gesù, come mostra il tipo iconografico e la scritto IESVS; i tre vogatori sono indicati dai nomi: MARCVS, LVCAS, e (IOH)ANNES; doveva precedere nella parte mancante MATHEVS e Wilpert vi aggiunge PETRVS perché vede nella scena la rappresentazione simbolica di Gesù.

Evan Gelista - Gesù Cristo fra i simboli dei quattro E. (sec. XII) - Chartres, Catedrala, Facciata orientale.

L'uomo di Matteo, l'aquila di Giovanni. Così essi appaiono a Roma, ad es., nel museo abisidale di S. Pudenziana, nell'arco trionfale di S. Paolo, nell'abside dei SS. Cosma e Damiano, in Ravenna nel mausoleo di Galla Placidia, nella cappella di S. Pier Cristologo, nel battistero degli Ariani, nel fronte dell'abside di S. Apollinare in Classe. In S. Vitale al disopra di ciascuno dei quattro E., è rappresentata la relativa figurazione simbolica; a Milano in S. Vittore, in S. Matrona e S. Prisco presso S. Maria Capua Vetere ecc. Gli stessi simboli si trovano anche in alcuni avori; ad es., a Milano in una copertura d'evangeliorio; nella valva superstite del dittico Trivulzio sono i simboli di Luca e Matteo.

I quattro E. furono simboleggiati come pecore, in un frammento di lastra per si ricordano nel Museo delle Terre. L'agnello