VESPASIANO (Flavius Vespasianus Augustus), IMPERATORE ROMANO. - N. il 17 nov. del 9 d. C. a Falacrinae, presso Rieti, m. ad Aquae Cultilae il 24 giugno del 79 d. C. (sull'identificazione dei luoghi, V. E. Evans, The Cults of the Sabine territory, in Amer. Academy in Rome, 1939, pp. 95, 89) da famiglia anch'essa originaria della Sabina.
Tribunus militum > sotto Tiberio, percorse la carriera degli onori finché Nerone lo inviò come legato imperiale in Siria con l'incarico di domare l'insurrezione dei Giudei. Durante le prime operazioni militari, dopo la presa di Jotapata, fece prigioniero uno dei capi della rivolta, Giuseppe, che in seguito, graziato, divenne lo storico della guerra giudaica. Nel torbido periodo che segui all'assassinio di Galba, le legioni d'Oriente, seguite più tardi da quelle di stanza nella regione danubiana, proclamarono imperatore V. che travolse le ultime resistenze del suo competitore Vitellio nelle fasi di un'atroce lotta civile, svoltasi anche in piena Roma.
Appena assunto il potere V. dovette affrontare con energia gravi problemi, come il senso di smarrimento che possedeva l'Impero e la conseguente diminuzione del prestigio imperiale, il disagio economico ecc. Domata la ribellione batava e pacificata la regione renana, condotta felicemente a termine la guerra di Giudea per merito del figlio Tito (v.), V. ristabili la dignità imperiale (assunse il prenome di imperator), riformò il Senato, eliminando quelli che potevano dargli ombra e immettendo nuovi nostri trattati dall'ordine equestre ed esponenti della borghesia italica. Il suo oculato senso pratico rese l'amministrazione più efficiente sia in Italia che nelle varie province dell'Impero. Di questo V. rafforzò il «limen» ed aumentò il numero delle legioni escludendo tuttavia gli italici dal reclutamento legionario e riserbando
ad essi solo il servizio nelle coorti pretorie ed urbane, per evitare che l'esercito venisse inficiato dal proletariato urbano. Anche nella letteratura si verificò un ritorno ai grandi modelli del passato con Plinio il vecchio, Quintiliano, Valerio Flacco e Silio Italico. Nella fervida attività edilizia in Roma si devono a V. insigni monumenti tra i quali il «Forum Pacis» e il «Templum Sacrae Urbis», trasformato in chiesa sotto il titolo dei SS. Cosma e Damiano da papa Felice IV. Sotto V. fu iniziata la costruzione dell'Anfiteatro Flavio, inaugurato poi da Tito nell'80 e terminato da Domiziano.
Lanfranco Fiore
