Fece le sue prime esperienze accanto al Poletti del cui freddo accademismo riuscì presto tuttavia a svincolarsi evolvendosi lentamente ed in ritardo rispetto ai tempi. Le sue opere antiche sono in provincia, a Ceprano ove costruì un palazzetto per mons. Francesco Ferrari e rifece la facciata della collegiata, a Viterbo ove eresse il teatro; a Orvieto ove pure eresse il teatro, a Gualdo Tadino ove dava il disegno per il rifacimento dell'interno del Duomo. Tutti edifici condotti con precisione accademica, come la costruzione da lui attuata a Roma della porta S. Pancrazio che era stata molto danneggiata nei bombardamenti del 1849.

mo. Tutti edifici condotti con precisione accademica, come la costruzione da lui attuata a Roma della porta S. Pancrazio che era stata molto danneggiata nei bombardamenti del 1849.
Migliore, più libero appare il V. nel minuscolo santuario della Madonna dell'Archetto (1851) nella Via omonima, sempre a Roma, ove qualche tempo dopo elevava quello che forse può considerarsi il suo capolavoro: il pospetto esterno della Porta Pia. Una soda architettura costruita con bella lunghezza di forme e giusto equilibrio di rapporti che molto guadagnerebbe alla vista, se il livello stradale verso la piazza fosse riportato, com'era in origine, almeno un metro di livello più basso. Altre sue opere romane sono gli edifici che formano l'ingresso del cimitero del Verano, l'altar maggiore di S. Pietro in Vincoli, la confessione di S. Maria Maggiore, il restauro delle basiliche di S. Lorenzo fuori le Mura e di S. Lorenzo in Damaso, il rifacimento in forme romanico-gotiche della chiesetta di S. Tommaso da Canterbury, già nella Trinità degli Soccorsi nella Piazzetta della Rota, la prosecuzione dei lavori di S. Paolo dopo la morte del Poletti, nonché l'inizio degli ampi restauri nella basilica di S. Giovanni in Laterano voluti da Pio IX, di cui il V. fu l'architetto preferito, ma in massima parte attuati durante il pontificato di Leone XIII.
V. FRANCESCO, architetto, figlio del precedente, n. a Roma nel 1842, m. ivi nel 1899. Allievo ed aiuto del padre, costruì nel 1827 in forme vagamente bramantesche la chiesa ed il convento del S. Cuore a Via Marsala.
Qualche anno più tardi, intorno al 1890, accanto al padre Hildebrand de Hemptime intraprendeva la costruzione in forme lombardeggianti della chiesa e, del collegio di S. Anselmo sull'Aventino.