VERROCCHIO, ANDREA di MICHELE di FRANCESCO de' CIONI, detto il. - Pittore, scultore e orafo, n. a Firenze nel 1436 e m. a Venezia il 7 ott. 1488. Fu detto V. perché lavorò giovinetto nella bottega dell'orefice Giuliano Verrocchi.
Scolaro di Alessio Baldovinetti, subì l'influenza del Pesellino e più tardi anche quella dei suoi collaboratori, Ghirlandaio e Perugino (Barenson). Come scultore, secondo la tradizione, deriva da Donatello, ma non esiste legame alcuno, se non esteriore, tra i due artisti. Il fatto che il V. Lavabo, lasciato incompiuto da Donatello nella sagrestia di S. Lorenzo e abbia preso il suo posto presso i Medici, ha un valore puramente storico.
Egli è indubbiamente più vicino al Ghiberti e a Desiderio da Settignano. D'altra parte la sua formazione e l'attribuzione
delle sue stesse opere restano tuttora un problema aperto, nonostante i numerosi studi che la critica gli ha dedicato. La definizione di una personalità di primo piano come questa è resa più complessa dalla vicinanza di Leonardo, che nel 1470, a 17 anni, entrò nella bottega del V., proprio nel periodo in cui questi, che fu soprattutto scultore, si dedicò alla pittura; fino a quei tempi infatti nei documenti lo si trova citato come «schalpellatore», orefice, intagliatore. La più antica tradizione parla di una collaborazione di Leonardo giovinetto al famoso quadro del Battesimo di Gesù per la chiesa di S. Salvi, ora agli Uffizi, e ancor oggi la critica non è d'accordo sui limiti di questa collaborazione. Tra le altre opere di pittura, si ricorderanno una Madonna con il Bambino del Kaiser Friederich Museum di Berlino, posteriore al Battesimo, e la pala della cattedrale di Pistoia, opera da scuola dipinta in gran parte da Lorenzo di Credi. La prima opera di scultura risale al 1467, anno in cui il V. iniziò il gruppo con Cristo e s. Tommaso, nel tabernacolo di Mercanzia (eseguito da Donatello in Orsanmichele); tale opera fu terminata nell'83. Del 1472 è la tomba di Piero de' Medici nella sagrestia di S. Lorenzo, di raffinata eleganza coloristica, ammiratissima anche ai suoi tempi (Vasari). Dello stesso anno è probabilmente anche il Davide in bronzo (ora al Museo nazionale), ceduto alla Signoria nel 1476 da Lorenzo e Giuliano de' Medici, per esser posto in Palazzo Vecchio, dove ora si trova invece, ad adornare la fontana del cortile, il Putto alato col pesce, eseguito poco dopo il 1469 per la villa di Careggi. Nel 1477 il V. lavora al sepolcro di Francesca Pitti Tornabuoni, di cui restano due bassorilievi che ornavano la fronte del sarcofago (Firenze, Museo nazionale) e quattro Virtù (Parigi, collez. J. André); opere singolari per la sincera e appassionata adesione alla realtà, espressa al di fuori dei canoni classici, con una violenza nuova. La Decollazione del Battista per il dossale del Battistero di Firenze è del 1480. Al Museo nazionale di Firenze sono conservate: la Madonna di S. Maria Novella (terracotta), un'altra Madonna in marmo; il busto della Dama detta delle mammole, che molti attribuiscono a Leonardo, specialmente per le sensibili, bellissime mani. Dopo il 1477 il V. cominciò a lavorare al monumento del card. Fortu-guerri a Pistoia, poi interrotto avendo il V. avuto dalla Repubblica di Venezia l'incarico per il monumento al Colleoni. Nell'81 il V. si recò a Venezia portando seco il modello in «stracci» del cavallo, che distrusse per sdegno quando venne a sapere che la Serenissima aveva decretato che il Bellano eseguisse la figura del condottiero. Ma nel 1481 riprese a lavorare a Venezia, lasciando tutti i suoi interessi di Firenze affidati al discepolo Lorenzo di Credi. Quando egli morì la Repubblica affidò ad Alessandro Leopardi il compito di fondere l'opera. Questi, bronzista esperto con forti tendenze alla deco-
razione, volle bardare il destriero come per un torneo, sembrandogli che ciò gli conferisse maggiore solennità. Del V. esistono disegni agli Uffizi, al Louvre, al British Museum, a Oxford e al Gabinetto dei disegni del Kaiser Friederich Museum di Berlino. Opere di incerta attribuzione e di scuola sono nel citato Museo di Berlino (Madonna), a Francoforte e alla National Gallery di Londra (Madonna dal Berenson riconosciuta come un suo dipinto sicuro). Delle sue opere di oreficeria resta soltanto il rilievo d'argento della pala di s. Giovanni Battista nell'Opera del duomo di Firenze (1472). - Vedi tav. CXXXV.