VILIGELMO

VILIGELMO. - Scultore del sec. XII, attivo a Modena. Può essere considerato il capostipite della scultura romanica dell'Alta Italia e in particolare della scuola emiliana, che studi recenti hanno ormai nettamente distinto da quella lombarda.

Manca ogni notizia documentaria, ma il suo nome si legge sulle lapide che ricorda la fondazione del duomo di Modena nel 1099 («inter scultores quanto sis dignus onore claret scultura nunc Wiligelme tua»). Per confronto con le figure dei profeti Enoch ed Elia che fiancheggiano l'epigrafe, gli si possono attribuire con ogni certezza i quattro rilievi con storie della Genesi, i fregi e le figure dei Profeti sugli stipiti del portale maggiore, i due genietti reggifiaccola ed alcuni capitelli della loggia, ossia la massima parte delle sculture della facciata, che egli dovette eseguire fra il 1100 ed il 1106, al più nel 1110. Appartengono a vari discepoli e continuatori, talvolta anche molto originali e di educazione in parte diversa, le altre sculture all'esterno del duomo di Modena, quelle del portale dell'abbazia di Nonantola ed anche quelle della vecchia facciata del duomo di Cremona, che talvolta gli sono attribuite.

L'arte di V. non ha precedenti in Emilia o nelle regioni vicine, né si può far derivare - com'è opinione di alcuni - dall'arte ottoniana di Lombardia, che ne differisce profondamente per il carattere aulico ed «illustre» del suo linguaggio. V. si esprime infatti in un linguaggio di struttura «volgare», che è detto romanico come «romanzi» si dicono i dialetti che in questo tempo vanno asurgendo in tutta l'Europa occidentale a dignità letteraria. Alcuni elementi stilistici, come l'uso della piega «cordonata», appaiono in rapporto con la scultura della prima scuola aquitanica, che appena qualche anno avanti aveva dato le sue prove con rilievi, prima (S. Saturnino di Tolosa, 1096) nitidamente volumetrici, poi (chiostro di

Moissac, finito nel 1100) più articolatamente plastici. Ma ciò non basta a provare una discendenza diretta, e fu certo assai più determinante per la formazione di V. stele e i sarcofagi della necropoli mutinense.

BIBL.: Venturi, III, (1904), p. 151 sgg.; G. Bertoni, Atlante storico-palogr. del duomo di Modena, Modena 1909; id., Atlante storico-artistico del duomo di Modena, ivi 1921; P. Toesca, Il medioevo, Torino 1927, p. 775 sgg.; T. Krautheimer-Hess, Die figurale Plastik der Ostlombard, in Marburger Jahrb. f. Kunstwiss., 4 (1928), pp. 231-54; E. Lavagnino, Il medioevo, 2ª ed., Torino 1949, V. indice; G. de Francovich, Villeglmo da Modena e gli inizi della scultura romanica in Francia e Spagna, in Riv. del R. ist. di archeol. e stor. dell'arte, 7 (1940), pp. 225-94; R. Jollian, L'éveil de la sculpture ital., ecc., Parigi 1945; R. Salvini, I discepoli di W. a Cremona, in Commentari, 2 (1951), pp. 153-61; Fr. Arcangeli, Trance di W. a Cremona, in Paragone, 2 (1951), sett., pp. 7-20.
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“VILIGELMO.” Enciclopedia Cattolica, vol. XII (1954), p. 904. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/viligelmo.