ZAGABRIA (ZAGREB), ARCIDIOCESI DI

ZAGABRIA (ZAGREB), ARCIDIOCESI di. - Capitale della Croazia e arcidiocesi. Su una superficie di 22.795,5 kmq., conta 2.353.000 ab., di cui 1.900.000 cattolici. Ha 385 parrocchie servite da 612 sacerdoti diocesani e 205 regolari, 2 seminari, 28 case religiose maschili e 35 femminili (Ann. Pont. 1953, p. 461). Patroni ne sono s. Ladislao e s. Floriano martire.

Il maggiore centro cristiano nell' province danubiana occidentali durante il sec. Sirmio (v.) che com. residenza imperiale sotto Galerio e sede di pref. tuta portava proclamarsi caput totius Illyrici nel 381; però l'istituto metropolitano non vi era organizzato com. in altre parti dell'Impero. Sulla Sava a Siscia (Sis.ak) s'era stabilita una sede vescovile di CIRINO (v.) martire verso il 304; si conoscono com. suoi successori Mario (343), Costanzo (381); con l' invasioni barbariche il vescovato sparì come altri nella Pannonia ed il suo territorio entrò a far parte della diocesi di Z. quando questa fu istituita (cf. J. Zeiller, Les origines chrétiennes dans les provinces danubiennes de l'Empire romain, Parigi 1918, pp. 68, 139, 364). Ciò avvenne quando il re migrò a s. Ladislao (1077-95) estese il suo dominio sulla Croazia settentrionale (1091) e verso il 1094, con l'approvazione dell'antipapa Clemente III, fondò la diocesi di Z. Di ciò si inforcati da un documento del 1134, dell'epoca del vescovo Macilino (ca. 1130-40), il più antico della diocesi di Z., che si abbia in originale. Con il primo vescovo Duch, di origine ceca, vennero dall'Ungheria i primi sacerdoti, che portarono seco i libri liturgici tuttora conservati. I vescovi di Z., dapprima suffragane del metropolita di Strigonia, verso il 1185 passarono sotto quello di Colocza.

Nei primi 4 secoli della sua esistenza la diocesi di Z. comprendeva parte delle odierne diocesi di Bunjaluka, S. gna e Modrusa e di qualche altra; a nord arrivava oltre la Mura e la Drava, territorio che poi perdette dopo l'erezione della diocesi di Sabria nel 1777. In seguito alle invasioni turche e alle guerre dei secc. XVI e XVII, accolse notevoli gruppi di ortodossi, fuggiti dinanzi ai Turchi oppure portativi da questi, perché lavorassero la terra e servissero come guardie di frontiera. I vescovi di Z., specialmente Vinković e Petretić, lavorarono per la riunione di queste popolazioni, ma con scarso successo. I vescovi uniti ebbero la loro sede dapprima nel monastero di Mučić e in seguito fu creata una diocesi unita con sede a Križevci (v.).

Nella seconda metà del sec. XVI vi penetrò alquanto il protestantesimo fra la nobiltà e la borghesia città-fina, ma vi si oppose energicamente il vescovo Bratulić (1603-1611), che fece venire i Gesuiti a Z. (1606). Il Parlamento croato (Sabor) nel 1604 proibì il protestantesimo e la sua propaganda in Croazia.

Il Capitolo fu fondato poco dopo l'erezione della diocesi. Verso il 1185 contava 32 canonici (oggi 28). Molti membri del Capitolo si distinsero in vari campi, persino in quello militare (f. mossa la difesa di Sisak contro i Turchi nel 1593). A Varazdin esiste un Capitolo collegiale con 7 canonici (fondato nel 1232 a Cuzm, più tardi trasferito a Z., poi a Lepoglava ed infine a Varazdin); un altro Capitolo collegiale, pure del sec. XIII, esisteva a Kaptol presso Požega, ma cessò con l'occupazione turca nel 1536.

Già i vescovi Stefano II (sec. XIII) e Alessandro Mikulić (sec. XVII) avevano lavorato perché Z. diventasse arcidiocesi. Solamente sotto il vescovo Haulik, poi cardinale, in seguito ad una richiesta del Parlamento croato e per interessamento del bano Jelčić, la diocesi di Z. venne elevata a sede metropolitana con la bolla di Pio IX Ubi primum placuit, dell'11 di. 1852, con suffragante Segna, Dj. Jokov, Križevci e Belgrado (nel 1914 Belgrado fu resa arcidiocesi indipendente). Con ciò cessava qualsiasi dipendenza ecclesiastica di l'Ungheria.

Circa le origini di Z. primi della creazione della diocesi non vi sono dati sicuri. Sceglie posta alla periferia nord-occidentale del territorio nazionale croato, a Z. di frequente soggiornò il bano, vi si tennero spesso le dieci parlamentari croate. Nel 1242 il re croato-magiaro Bela IV le concesse il titolo di "città libera e regale". Fino a tutto il sec. XVIII vi furono frequenti lotte tra la città vescovile (Kaptol) e il municipio civile sulla collina di Gradec o Grič (l'odierna Città superiore). Nel sec. XIX ebbe grande sviluppo la terza regione della città, la cosiddetta Città inferiore; Z. diventò veramente il centro comune dei Croati. Piccola città all'inizio del sec. XIX con meno di 8000 ab., si sviluppò celermente a moderna città europea (nel 1953 contava 350.452 ab.). Diventando uno dei più importanti centri commerciali e finanziari del sud-est europeo. È sede dell'Accademia Jugoslava (la prima Accademia fra gli Slavi del sud), di un'università, di una rinomata società letterario-culturale, la Matica Hrvatska, nonché di numerose altre istituzioni (sono famosi la galleria d'arte dello Strossmayer e il Museo etnografico con una grande raccolta di costumi nazionali croati, di tessuti e ricami, esempi meravigliosi d'arte popolare). Z. è pure il principale centro religioso croato e non lontano dalla città si trova il più famoso santuario mariano croato, Marija Bistrica.

La Cattedrale primitiva (patroni: l'Assunta e i re s. Stefano e s. Ladislao), consacrata nel 1217, venne distrutta nel 1242 dai Tatari; il vescovo Timoteo (1263-1287) cominciò a costruire una nuova in stile misto ro-

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(per cortesia di d. t. Vitosis)
Zagabria. arcidocesi di - La Madonna della Porta di pietra. Pittura su tavola del sec. xv11 - Zagabria, Arco della Porta di pietra.

manico-gotico che fu restaurata e trasformata in stile gotico con due campanili alla fine del sec. XIX (1879-95). I bastioni intorno alla Cattedrale ed al Kaptol sono del sec. XV con aggiunte posteriori. Il Palazzo arcivescovile del sec. XVI fu ricostruito in barocco nel sec. XVIII. La chiesa gotica di S. Murco, del sec. XIII, fu restaurata nel sec. XIX (i moderni affreschi sono di J. Kljaković). Da menzionare anche la chiesa barocca di S. Caterina (sec. XVII) e fra le chiese moderne quella di S. Biagio, con antichi motivi architettonici croati. Le chiese dell'arciviccesi sono per la massima parte in stile barocco. Il Museo diocesano (il catalogo stampato è del 1940) conserva una notevole quantità di oggetti di grande valore artistico e storico.

Tra i vescovi e gli arcivescovi di Z., oltre ai summenzionati, si distinsero particolarmente: il dominicano b. Agostino Kažotić (1303-22, m. nel 1323 vescovo di Lucca, beatificato nel 1752); Giorgio Držković (1563-1578), che attuò la riforma trientina e fondò il Seminario; Martino Borković; il carl. Giorgio Haulik (1837-60), che nel 1845 introdusse nell'arcidocesi le suore di S. Vincenzo de' Paoli come ramo indipendente e nel 1860 fondò la Società di S. Girolamo per la cultura religiosa popolare, ed infine il card. Luigi Stepinac (n. 18 maggio 1898, arcivescovo-coadiuvatore il 28 maggio 1934, ordinario dal 7 dic. 1937, condannato dai comunisti l'11 ott. 1946 a 16 anni di lavori forzati, creato cardinale il 12 gennaio 1953), il quale ha lavorato instancabilmente per elevare il livello generale di vita religiosa, per lo sviluppo delle attività caritative e la creazione di nuove parrocchie e monasteri di vari Ordini. - Veli tav. CLIX.

Bibl.: fonti: I. Tkalčić, Monum. hist. episcopatus Zagrab. saec. XII et XIII, I-II, Zagabria 1873-74; id., Monum. hist. liberae regiae civitatis Zagabriae, I-XI, 1878-1905 (vol. XII ed. E. Laszowski, 1919); T. Smičiklas, Codex diplomaticus. II-XV, 1910-1944; Stud. B. A. Kereselich, Historiarum cathedralis eccl. Zagrab., parte 1, t. I, 1870-1900 (t. II, in manoscritto); D. Farlati, Illyricum sacrum, V. Venezia 1775 (Accessiones et correctiones, ed. F. Bulic, Spalato 1910); S. Ritz, Martyrologii sirmensem panonense metropolitae, Bogoslovska smotra, II-III, Zagabria 1911-12; L. Ivančan, Časamski kaptol (1232-1932), in Croatia sacra, II, 1932, pp. 101-149; id., Zagabria kaptol (1909-1932), ibid., pp. 161-275; F. Šišić, Kako je postala zagrebčana nadbiskupija, in Starine Jug. ak., 40 (1930), pp. 1-74; G. Szabo, Stari Zagreb, 1914; Kulturno povijestni zbornik zagrebčane nadbiskupije (Collecito disertatioum de anno episcopatu Zagrabiensi), I, 1914.

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