Enciclopedia Cattolica vol. XI, 1953 Gerarchia ecclesiastica Patriarcati, arcidiocesi, diocesi, diocesi soppresse

SIRMIO, DIOCESI DI

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BOSNIA, DIAKOVAR, DIOCESI DI, DJAKOVO rimandano qui.

SIRMIO, DIOCESI di. - Nella Bosnia. Ha una superficie di 10.078 kmq. con una popolazione di 400.000 ab. dei quali 380.978 cattolici, distribuiti in 4 arcidiocesi, 6 decanati, 111 parrocchie servite da 135 sacerdoti diocesani e 27 regolari; ha un seminario 9 comunità religiose maschili e 48 femminili. La sede è a Djakovo (Ann. Pont. 1952, p. 382).

S. (ora Hrvatska Mitrovica), città famosa come residenza d'imperatori e prefetti del pretorio, fu capoluogo della provincia della Pannonia II. Il cristianesimo si diffuse prestissimo in questa regione e ne fanno testimonianza molti gloriosi martiri quali i «Quattro Coronati» (v.), anonimi scalpellini di Fruska Gora, s. Polione, illustre lettore della chiesa di Cibale, e s. Ireneo, eroico vescovo di S. (m. nel 304). Tuttavia oggi si confuta l'antica tradizione, sostenuta anche da Farlati, che attribuisce alla Chiesa di S. l'origine apostolica. S. fu nel sec. IV metropoli ecclesiastica dell'Illirico occidentale e più tardi della sola Pannonia con i vescovi suffraganei di Mursa (Osiek), Cibale (Vinkovci) e Vassiane (Petrovci?). Nelle dispute cristologiche i vescovi di S., Fotino e l'arianizzante Germinio, acquistarono la triste fama di eresiarchi, mentre S. divenne nota al tempo dei concili seminari, ivi tenutisi per le famose «formole di S.». S. fu distrutta dagli Avari nel 582. Dopo molto tempo vi sorse una nuova città intorno al monastero orientale di S. Demetrio, dal quale prese il nome di Dmitrovica, oggi Mitrovica, mentre S. (in croato: Sriem) rimase la denominazione di tutta la regione tra il fiume Sava e il Danubio. Adriano II tentò di ripristinare nell'869 l'arcidiocesi di S. con vasta giurisdizione nella zona del Danubio centrale, ma il lungimirante progetto della S. Sede non poté riuscire in seguito a intrighi politici. S. fu ripristinata appena nel 1229 da Gregorio IX, quale diocesi ordinaria, in limiti abbastanza ristretti. Essa ebbe per sede l'ex-monastero dei Benedettini a Banostar sul Danubio, più tardi la sede venne trasferita a Mitrovica. La diocesi soffrì molto a motivo di movimenti ereticali (la cosiddetta eresia bosniaca prima, poi l'ussitismo e più tardi, durante la dominazione turca, il calvinismo, senza contare i passaggi allo scisma e all'alamismo, e le numerose immigrazioni). Ma con la liberazione di questa regione dai Turchi (1687-1735) spariscono tutti i gruppi tranne quello degli «ortodossi».

La città di Djakovo, con vasti possedimenti in Slavonia di cui la maggior parte apparteneva allora alla diocesi di Pecuh (Pecs, Quinquecclesiae), fu regalata dal duca Kolomano nel 1239 al vescovo di Bosnia. Ma non passò molto tempo, che il vescovo, minacciato dai patarini, si ritirò dalla Bosnia a Djakovo e vi rimase. Clemente XIV unifica nel 1773 le diocesi di Bosnia (nella vera Bosnia c'era il vicariato apostolico della Bosnia ottomana) e di S., e la nuova diocesi con sede in Djakovo conservò la duplice denominazione storica. Dipendeva da principio dall'arcidiocesi di Kalocsa e più tardi (dal 1852) da quella di Zagabria.

Tra i vescovi insigni di Djakovo vanno ricordati Giorgio Palizna, ucciso dai Turchi nella battaglia di Mohacs nel 1526, Nicola Ogramic O. F. M., assassinato da briganti ortodossi (1701), Antonio Mandio (1896-1915), fondatore del Seminario di Djakovo, e infine Jopis Juraj Strossmayer (1850-1905), famoso oratore al Concilio Vaticano, noto propagatore della Unione ecclesiastica, tribuno nazionale, mescenate croato, fondatore dell'Università croata di Zagabria e costruttore della magnifica cattedrale di Djakovo in cui sono felicemente fusi gli stili romanico e bizantino.

I maggiori santuari mariani nella diocesi sono: Tekija, vicino a Hrvatski Karlovci, Aljmas presso Osiek e Ilaca. Insigni monasteri e abbazie: il monastero benedettino a Banostar sul Danubio (secc. XVI-XVII), legato pio del bano croato Bjelos, e a Mitrovica, dove al tempo di Innocenzo III avvenne lo scambio dei monaci greci; monasteri cistercensi a Petrovaradin e Osiek-Cikador (secc. XII-XV), distrutti durante l'invasione turca; i conventi francescani a Nasice (dal 1321 fino ai nostri giorni) e a Ilok (dal 1260 fino ad oggi).

Bibliografia10 opere
BIBL.: G. Pray, Specimen hierarchiae Hungaricae, II, Posonii [Bratislava] - Cassaviae [Kosice] 1779, pp. 362-95; D. Farlati, Illyricum sacrum, VII, Venezia 1817, pp. 449-571; Codex diplomaticus regni Croatiae, Dalmatiae et Slavoniae, I-XV, Zagabria 1874-1934; J. Zeiller, Les origines chrétiennes dans les provinces d'Andrelie de l'Empire romain, Parigi 1918; Eubel, I, pp. 453-54; II, p. 262; III, p. 320; IV, p. 217; V, p. 358; W. Koch, Sirmium, in LThK, IX, coll. 597-98.

Stefano Draganović

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Di Stefano Draganović

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. XI (1953), coll. 759–760.

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vol. 11, coll. 759–760

Altre voci di Stefano Draganović: STROSSMAYER, JOSIP JURAJ · TREBIGNE (TRIBUNIA, TREBINJE), DIOCESI DI · NONA (AENONA), ANTICA DIOCESI DI · MOSTAR-DUVNO, DIOCESI DI · MACEDONIA

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Draganovic, Stefano. “Sirmio, diocesi di.” In Enciclopedia Cattolica, vol. XI, coll. 759–760. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953. https://azioneromana.com/it/article/sirmio-diocesi-di.

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Draganovic, Stefano. “Sirmio, diocesi di.” Enciclopedia Cattolica, vol. XI, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953, coll. 759–760. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/sirmio-diocesi-di.

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