CALEPODIO

CALEPODIO. - Nessun documento liturgico o topografico rende testimonianza del culto reso a C. come martire all'infuori della Passio s. Callisti, che ne afferma la condizione di prete della Chiesa romana e lo dice gettato nel Tevere e seppellito dallo stesso pontefice Callisto nel cimitero omonimo, sulla via Aurelia. La stessa Passio, certamente non genuina, è anche la prima fonte che ne attesta il culto tra i martiri romani. Nella stessa Passio e nel Lib. Pont.

viene chiamato cimitero di C. quello dove venne deposto il papa Callisto; mentre nella depositio episcoporum e nel catalogo liberiano si indica come cimitero di Callisto quello al terzo miglio della via Aurelia nella quale erano sepolti i papi Callisto e Giulio. Ma è certo che il suo martirio fu sconosciuto nei primi secoli.

Il piccolo cimitero di C. si trova al 3° miglio sulla via Aurelia, nella villa Armellini (già Lamperini), dirimpetto al casale di s. Pio V. s. Pancrasio, e chiamato anche di Callisto, dal sepolcro di questo Papa, sul quale, a suo tempo, Giulio I aveva costruito una basilica, dove fu seppellito egli stesso. E. Stevenson trovò nel 188 I i resti dell'abside della basilica nelle cui vicinanze esiste l'ingresso al cimitero, oggi molto devastato e con le gallerie ricolme di macerie.

Bibl.: Acta SS. Octobris, VI, Parigi 1869, pp. 401-42; G. B. De Rossi, La Roma sotterranea cristiana, I, Roma 1864, p. 164 sg.; id., in Bull. di arch. cristiana, 3° serie, 6 (1881), p. 102; M. Armellini, Gli antichi cimiteri cristiani di Roma e d'Italia, Roma 1893, pp. 224-26; G. P. Kirsch, Le Memorie dei Martiri sulle vie Aurelia e Cornelia, in Miscellanea F. Ebris, II, ivi 1923, pp. 82-86; O. Marucchi, Le catacombe romane, ed. E. Jost, ivi [1933], p. 75; P. Styger, Römische Märtyrergräfte, Berlino 1932, p. 273 sg.

Agostino Amore