CATAFALCO

CATAFALCO. - Per gli uffici funebri si erige nelle chiese uno speciale apparato, circondato da ceri, chiamato tumulus; castrum doloris; lectica mortuorum, che serve a sorreggere la bara che racchiude la salma di colui per il quale si celebra l'ufficiatura o a farla supporre presente.
Quando manca la salma, il letto funebre può esser costituito da un semplice panno nero che si stende, per l'assoluzione, sul pavimento del presbiterio. Sul c. le salme dei fedeli vengono disposte in modo che i piedi siano rivolti verso l'altare, mentre quelle dei sacerdoti sono in senso inverso. Sopra il panno che copre la bara, o si piedi del c., si possono deporre le insegne della dignità civile o ecclesiastica del defunto. Per i chierici si ammettono

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(Int. Ena. Catt.)
Catafalco - Apparato funebre con c., eretto il 18 sett. 1711 a Roma, in S. Luigi, de' Francesi, in commemorazione del Delfino di Francia.
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(Int Pont. comm. di arcs. surre) Catacumbas, cimitero in - Iscrizione, tuttora sul posto, di Ancozia con àncora e pesce (sec. III) - Roma, cimitero di S. Sebastiano.

le insegne caratteristiche: la stola, il calice, la berretta, la mitra. Per coprire il c. dei bimbi innocenti si usa un panno bianco e una corona di fiori, la quale si può ammettere anche per onorare la verginità.

BibL.: P. Bayart, Le mobilier d'Eglise, in R. Aigrain, Liturgia, Parigi 1931, p. 256 sg.; P. Lugano, s. V. ENOCH. Ital., IX (1931), p. 400 sg.
Filippo Oppenheim