CATAFRIGI

CATAFRIGI. - Sotto questo nome vengono in genere designati i seguaci del montanismo (v. MONTERANO), così chiamati perché nella Frigia questo movimento ebbe la sua culla. Ne la sua diffusione il montanismo si frazionò ben presto in vari gruppi, con denominazioni diverse, secondo le modificazioni introdotte da capi nelle varie frazioni.

Esistettero comunità di c. a Roma con a capo Proclo ed Eschine: il primo non aveva che gli errori comuni a tutti i montanisti, l'altro invece identificava il Figlio con il Padre. A Cartagine i c. reclutarono Tertulliano, che poi se ne distaccò. In Occidente questo movimento non costituì un pericolo grave. Maggior vitalità invece dimostrò in Oriente, dove l'eresia catafrigia continuò ad evolversi nei secc. III e IV sotto varie forme. Quivi i c. ebbero molteplici nomi: priscilliani, quintillanisti, dal nome delle due famose profetesse Priscilla e Quintilla: pepuciani, dalla località di Pepuza loro centro principale; ortotiriti, perché alcuni di essi usavano pane (ἄρτος) e formaggio (τυρός) nella celebrazione dell'Eucaristia; tascodrugiti, perché durante la preghiera toccavano con l'indice (τάσχος) il naso (ἄρβυγος). Di comune questi eretici avevano la fede nella «Nuova Profesia», cioè nella rivelazione fatta dal Paracleto per mezzo di Montano, la quale inculcando un ascetismo severo, in attesa della imminente parusia, veniva a completare l'opera di Cristo. I c. scomparvero quasi completamente solo nel VI sec.

BIBL.: P. de Labriolle, La crise montaniste, Parigi 1913; id., Les sources de l'histoire du montanisme, 2 voll., ivi e Friburgo in Br. 1913; A. Faggiotto, L'eresia dei Frigi, Roma 1924; id., La diaspora catafrigia, ivi 1924; Fliche-Martin-Fruta, II (1938), pp. 29-35. Guglielmo Zannoni
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“CATAFRIGI.” Enciclopedia Cattolica, vol. III (1949), p. 621. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/catafrigi.