CIRCONCELLIONI. - Nome dato nell'Africa romana a gruppi di contadini e braccianti disoccupati e riotosi, autori di numerosi atti di violenza d'ogni genere. Di loro si servirono, e tra loro trovarono i più fanatici ed esaltati seguaci, i donatisti.
Il nome è spiegato da s. Agostino (Contra Gaud., I, 28, 32) : genus hominum... victus sui causa cellas circumiens rusticanas ("che per procurarsi da vivere si aggira intorno alle capanne dei contadini"); aggiunge (Enarr. in Ps., CXXXII, 3) che volgarmente erano detti anche circelliones e li contrappone ironicamente, come fanatici vaganti, ai monaci. Ciò ha indotto qualcuno, come Isidoro di Siviglio, a considerarli una specie di monaci erranti e qualche moderno a scorgere in essi degli asceti. Neppure è esatto ravvisare in essi una setta vera e propria.
Secondo s. Ottato, essi erano gli agonistici (nmilitantin) del donatismo; lo stesso autore (III, 4) ricorda i loro capi Axidus e Fasir, le loro gesta di violenza e lo slancio forsennato, vera mania suicida, con cui cercavano il "martirio". S. Agostino ricorda ch'essi usavano dapprima soltanto bastoni, ma poi ebbero armi d'ogni genere; erano accompagnati da donne, si ubbriscavano, ecc.; gridando Deo laudes commettevano veri e propri atti di brigantaggio contro le abitazioni, le chiese cattoliche, le persone.
Al ricordo di tali gesta, descritte da s. Agostino, si deve probabilmente che un autore del sec. xvi, A. Krantz (Metropolis sine historia ecclesiastica Saxoniae, VIII, Colonia 1520, cap. 18), seguito poi da altri fino al Moroni, dia questo nome a una setta sveva, che secondo gli Annales Stadenses, di Alberto abate di S. Maria di Stade (in MGH, Scriptores, XVI, p. 371), prese a sostenere nel 1248 lo scomunicato e deposto imperatore Federico II, affermando invece eretici il Papa e gli Ordini religiosi, invalide le loro assoluzioni, ecc.