CIRCOLO VIZIOSO. - Errore di ragionamento in cui si cade quando, occorrendo dimostrare insieme due proposizioni, una si prova per mezzo dell'altra (aperbeba sua volta pera); o ancora quando una qualsiasi proposizione si dimostra per mezzo di una seconda il cui valore di certezza e verità dipende dalla prima (aperbquandobnon sta se non pera).
Cade, ad es., in c. V. chi dimostra il valore dell'evidenza con la veracità divina, e la veracità divina con l'evidenza (Cartesio). Evidentemente, il c. v., per la sua aperta inconsistenza logica, non è ammesso che in momenti successivi e distanziati del pensiero, quando in un processo logico complesso si dimentica che ciò che attualmente si intende o si deve dimostrare fu già anteriormente assunto come base e premessa del processo dimostrativo. Il c. V. corrisponde a una delle forme di petizione di principio (αiτ ε i σ ϑ α l τ ἐ ξ ξ̇ ἀ ρ χ η ς) enunziate da Aristotele. Oggi comunemente le due espressioni si usano come sinonimi.
Ugo Viglino