CIRCOLO VIZIOSO

CIRCOLO VIZIOSO. - Errore di ragionamento in cui si cade quando, occorrendo dimostrare insieme due proposizioni, una si prova per mezzo dell'altra (a per b e b a sua volta per a); o ancora quando una qualsiasi proposizione si dimostra per mezzo di una seconda il cui valore di certezza e verità dipende dalla prima (a per b quando b non sta se non per a).

Cade, ad es., in c. V. chi dimostra il valore dell'evidenza con la veracità divina, e la veracità divina con l'evidenza (Cartesio). Evidentemente, il c. v., per la sua aperta inconsistenza logica, non è ammesso che in momenti successivi e distanziati del pensiero, quando in un processo logico complesso si dimentica che ciò che attualmente si intende o si deve dimostrare fu già anteriormente assunto come base e premessa del processo dimostrativo. Il c. V. corrisponde a una delle forme di petizione di principio (αἰτειάθαι τὸ ἐξ ἀρχῆς) enunciate da Aristotele. Oggi comunemente le due espressioni si usano come sinonimi.

BIBL.: Aristotele, Analyt. Pr., II, 16 (intero), I, 23, 40 b 30-33; s. Alberto Magno, Elencharum, I, tract. 3, cap. 13: Opera omnia, II, Parigi 1890, pp. 580-82.
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“CIRCOLO VIZIOSO.” Enciclopedia Cattolica, vol. III (1949), p. 990. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/circolo-vizioso.