CERINTO

CERINTO.-Gnostico; secondo Ireneo (*Adv. haer.*, I, 21; ed. W. Harvey, p. 211; ed. A. Stieren, I, 26, p. 253). C. insegnava che il mondo è stato creato da una potenza inferiore che non conosceva il Dio più alto.
Gesù generato da Giuseppe e Maria era un uomo come gli altri, solo più giusto e sapiente. Nel Battesimo è disceso su lui il Cristo sotto la forma della colomba e da questo momento Gesù comincia a predicare il Padre ignoto ed a fare miracoli. Alla fine Gesù è Cristo si separano di nuovo: il primo soffre, il secondo sale al cielo e rimane impassibile. Nella lista degli eretici presso Ireneo, C. figura fra Carpocte e gli ebioniti. Con Carpocte insegna la distinzione fra il Dio più alto e la potenza che ha creato il mondo, con gli ebioniti afferma la natura umana di Gesù. C., che secondo Ireneo insegnava in Asia Minore, deve essere rappresentante di una antica gnosi giudeo-cristiana. La gnosi è legata al Battesimo in cui discende lo Spirito Santo, identificato con il Cristo. Il rapporto fra il Cristo ed il Padre ignoto non diventa chiaro nella narrazione di Ireneo, ma il contrasto fra il sommo Dio e la potenza che ha creato il mondo ha come presupposto una polemica contro l'idea giudaica di Dio creatore del mondo. Secondo lo pseudonimo Turtulliano (*Adv. omnes haereses*, 3), questo creatore del mondo è un angelo, come pure gli angeli hanno data anche la legge. La discesa del Cristo nel Battesimo presuppone il suo passaggio per il mondo degli angeli e l'ascesa al cielo succede probabilmente quando, nel momento della morte, il corpo ed il Pneumo-Cristo si separano. Secondo Ireneo, Gesù per C. avrebbe sofferto e sarebbe risorto; l'opposto che segue generalmente Ireneo, ha (X, 21, 3; ed. Wendland, p. 281, 15) omessa la menzione della Risurrezione di Gesù. La notizia della Risurrezione di Gesù è sospetta, perché presuppone una valutazione troppo positiva del corpo di Gesù. Secondo Epifanio (*Panar.*, 28, 6, 1; ed. K. Holl [CB, XXV] p. 318, 4), C. avrebbe negata la Risurrezione di Gesù, aspettandola per il giorno della risurrezione generale. Per la tradizione cristiana C. è diventato o l'avversario di Giovanni, che secondo Ireneo (*op. cit.*, III, 11, 7; ed. W. Harvey, p. 40; ed. A. Stieren, II, 1, p. 462), avrebbe polemizzato nel suo Vangelo contro C., o l'avversario di Paolo come esponente di quei giudeo-cristiani che furono combattuti dall'apostolo delle genti (*Epifanio, Panar.*, 28, 2, 3; 28, 3, 4). La teoria di Epifanio è insostenibile perché l'avversario del Dio giudico (Ireneo) non poteva essere nello stesso tempo il difensore della legge contro Paolo. Epifanio presuppone una identificazione di C. con Ebion, che del resto sta anche alla base della affermazione di Caio secondo la quale C., un millenarista giudeo-cristiano, sarebbe l'autore del Vangelo e dell'Apocalisse di Giovanni. Anche il titolo di pseudonimo è stato data a C., nella cosiddetta *Epistola degli Apostoli* viene da questa falsa identificazione di C. con gli avversari di S. Paolo. Secondo Ireneo (*op. cit.*, III, 3, 4; ed. Harvey, p. 13; ed. Stieren, p. 434), C. era contemporaneo di Giovanni il «discepolo del Signore» (incontro nel bagno di Efeso), ma il suo errore sarebbe stato già, a multo prius, insegnato dai nicolaiti (Ireneo, *op. cit.*, III, 11, 7; ed. Harvey, p. 40). Se Ippolito, Filastrio, lo pseudonimo è stato dato in C. un «successore» di Carpocte, contemporaneo di C., era un eretico dell'epoca apostolica.

BIBL.: T. Zahn, *Geschichte des neutestamentlichen Kanon*, I, Lipsia 1888, pp. 220-62; II, 11, 1, 192, pp. 973-91; C. Schmidt, *Gespräche Jesu mit seinen Jüngern nach der Auferstehung* (*Texte und Untersuchungen*, 3a serie, 13), Lipsia 1919, pp. 195 seq., 403 seq.; G. Bardy, *Cérinthé*, in *Revue biblique*, 30 (1921), p. 344 seq.