CENERI, MERCOLEDI DELLE

Image from page 753
Image from page 753

CENERI, MERCOLEDI delle. - Negli ultimi anni di s. Gregorio Magno si cominciò il digiuno quaresimale con il mercoledì precedente la domenica I di Quaresima, che perciò fu chiamato caput ieiunii (v.) o anche caput Quadragesimae. La penitenza al principio della Quaresima era inculcata ai fedeli con l'espulsione dei pubblici penitenti da parte del vescovo. Il rito ne è conservato nel Pontificale romano.
Secondo i rituali del sec. vir in Roma, la mattina di questo giorno i penitenti si presentavano ai sacerdoti a ciò deputati nei vari titoli, ai quali confessavano le proprie colpe, se gravi e pubbliche, e ricevevano di mano del penitenziere una veste d'ispido cilizio cosparso di cenere, con l'ordine di ritirarsi in qualche monastero, onde compiere l'imposta penitenza. Durante tutta la Quaresima, fino al Giovedi Santo, giorno di riconciliazione, rimanevano sottoposti a diversi esercizi di penitenza. Con lo avanire della pubblica penitenza, il clero ed i fedeli nel m. delle c. si facevano imporre le c. sulla testa in segno di penitenza, uso praticato già nel Vecchio Testamento (Job 42, 6; Judt. 4, 16; Ion. 3, 6, ecc.) e conosciuto anche dai pagani. Fu prescritto poi dal Concilio di Benevento del 1091, can. 4. Le c. son tratte dai rami d'olivo o delle palme benedetti l'anno precedente, e la loro benedizione, già in uso nel sec. 2, ne fa un sacramentale, onde i fedeli, ricevendole piamente, possano ottenere lo spirito delle vera penitenza. Le orazioni per la loro benedizione risalgono al sec. x (Ordo Romanus V). I canti sono quelli delle processioni di penitenza, di questo e di altri giorni di Quaresima. L'imposizione delle c. può essere praticata anche nella susseguente domenica, purché benedette nel loro giorno, cioè il mercoledì precedente (cf. AAS, 20 [1924], p. 102). Nella imposizione delle c., il sacerdote dice, ricordando la sentenza di Dio, pronunciata su Adamo e su tutta la sua discendenza: «Ricordati, o uomo, che sei polvere e in polvere ritornersi». Non si potrebbe più energicamente significare il nostro nulla e la stoltezza della superbia umana. L'ufficio di quel giorno ha la precedenza sopra ogni altro ufficio festivo, anche di prima classe. Fu verso il sec. 21, che a Roma il papa, i membri del clero e il popolo in quel

girono si raccoglievano dapprima nel titolo di S. Anastasia, e, fatta ivi l'imposizione della c., al canto delle litanie, in abiti di penitenza e a piedi nudi, si recavano processionali-mente alla basilica di S. Sabina sull'Aventino, dove, nel piccolo cimitero dell'atrio, il papa recitava un'orazione d'assoluzione, mentre il coro cantava il responsorio Immutemur (ancor oggi in uso); poi incominciava la Messa. Di questo STATO (v.) in quella basilica.

BIBL.: F. X. Funk, Kirchengeschichtliche Abhandl., I, Paderborn 1897, pp. 241-78; A. Franz, Die kirchlichen Benediktinern des Mittelalters, I, Friburgo in Br. 1909, pp. 461-68; K. A. H. Kellner, L'anno ecclesiastico, 2a ed., Roma 1914, pp. 93-98; F. Cabrol, Cendres, in DACL, II, coll. 3040-44; L. Eisenh. fer, Handbuch der kath. Liturgik, I, Friburgo in Br. 1932, pp. 496-99; I. Schuster, Liber Sacramentorum, III, 4a ed., Torino 1933, pp. 38-40; M. Righetti, Manuale di storia liturgica, II, Milano 1946, p. 110 sgg.