CERIMONIALE DEI VESCOVI

CERIMONIALE DEI VESCOVI. - È il complesso di regole e direttive sacre che disciplinano la preparazione e gli atteggiamenti, movimenti e gesti da osservarsi nella celebrazione solenne della Messa e dell'Ufficio corale presente il vescovo, e il comportarsi di questi nelle manifestazioni della sua personalità.

Posto il germe iniziale da Cristo stesso nell'istituzione dei Sacramenti, e dato il primo sviluppo dagli Apostoli,

la Chiesa nel corso dei secoli ha modificato e precisato questo insieme di cerimonie che circondano gli atti essenziali del culto. Tali cerimonie, tramandate in principio oralmente, vennero poi inserite qua e là nei libri liturgici in forme generali. Ciò che ha dato origine a una grande varietà di elementi secondari, che venivano regolati diversamente dall'autorità dei singoli vescovi. Sicché, quando si sentì la necessità di codificare tutte le cerimonie, sorsero vari cerimoniali e specialmente a partire dal sec. XI ogni chiesa e ogni monastero aveva i propri Costumari o Ordinari (Ordines) o Rituali (Rituales libri o Libri agendarum).

Qualche codice di cerimonie forse fu noto a s. Girolamo, il quale (Ep., 56, ad Heliod.) attesta del prete Nepo-

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(fot. Enc. Catt.)
CERIMONIALE DEI VESCOVI - Estratto da un Memoriale presentato tra il 1595 e il 1600, da Giuseppe Paolo Mucante, maestro delle cerimonie pontifice al card. Gesualdo, primo prefetto della S. Congr. dei Riti, con proposte per la revisione del c. - Città del Vaticano, Archivio storico della S. Congr. dei Riti, n. 263.

ziano: « Con attenzione si occupava nelle funzioni della Chiesa, affinché le minime non meno che le maggiori cerimonie e prescrizioni venissero eseguite secondo l'ordine disposto e stabilito dai maggiori ». Anche s. Agostino pare abbia conosciuto qualche cerimoniale, poiché lamenta la scarsezza delle prescrizioni cerimoniali relative a certe pratiche liturgiche (Ep., 55, ad Iamuar).

Ma i documenti più antichi di cui si ha conoscenza, vanno Ordines Romani (v.). Gli Ordines sui quali si è formato il c. dei V. sono precisamente quelli col numero da I a VI e XI, XII,

XV (numerazione del Mabillon); mentre gli altri riguardano il pontificale e il cerimoniale romano. Altri Ordines di Chiese particolari sono stati pubblicati da L. Duchesne e U. Chevalier per la Francia, da M. Gerbert per la Germania, da M. Ferotin per la Spagna. Per l'Italia notiamo l'Ordo Beroldi, che mostra i costumi di Milano al sec. XII, pubblicato nel 1894 da M. Magistretti; e l'Ordo officiorum ecclesiae Lateranensis, anteriore al 1145, edito da L. Fischer. Però buon numero di essi non ebbero alcuna influenza sulla formazione del c. dei V.
Dato il grande numero di Ordines (alcuni dei quali sono anche intitolati Caeremoniale Romanum, come l'Ordo XIII redatto a Lione nel 1274), si sentì a Roma la necessità di riunire in un'unica raccolta le prescrizioni da osservarsi nella sacra liturgia. Perciò A. Patrizi, detto Piccolomini, cerimoniere pontificio, sulla base di detti Ordines e degli usi romani contemporanei, compilò un Caeremoniale Romanum, Libri II da servire alla Cappella papale e lo dedicò ad Innocenzo VIII nel 1488. Nella seconda parte fu aiutato dal Burcardo, il quale poi scrisse una diligentissima e pedantesca cronaca delle cerimonie del Vaticano (Libri caeremoniales). La compilazione del Patrizi rimase inedita fino al 1516, quando Cr. Marcello, fatte alcune mutazioni, lo pubblicò e dedicò a Leone X senza presentarsi come autore. Contro il Marcello, il Grassi, allora cerimoniere pontificio, fece un'acre requisitoria, non tanto per le variazioni e la supposta appropriazione, quanto per la divulgazione delle cerimonie pontifice, il che per lui significava esporre al disprezzo. Tuttavia il libro ebbe molte edizioni. Un trattato di cerimonie pontifice, fu pure composto dallo stesso Grassi, ma per le idee dell'autore rimase inedito fino alla pubblicazione fatta dal Martène.

Intanto nelle varie Chiese, per la mancanza di un testo ufficiale, si introdussero non pochi abusi,

ad eliminare i quali il Concilio di Trento ordinò la compilazione di un unico c. dei V. Pio IV ne aveva incaricato il perugino Fulvio della Cornia, e Sisto V nel 1588 istituì la Congregazione dei Riti dandole tra l'altro l'incombenza della revisione del pontificale, del c. dei V. RITUALISTI. Il c. dei v., compilato da dotti prelati tra cui L. Torres poi cardinale, ed estratto dal cerimoniale romano del Patrizi e da quelli del Burcardo e dei Grassi, fu pubblicato nel 1600 da Clemente VIII, reso ufficiale e obbligatorio per tutte le chiese specialmente cattedrali e collegiate.

Nel 1650 Innocenzo X, constatandone i molti errori tipografici, ordinò una nuova edizione, ristampata sotto Clemente XI. Benedetto XIII nel 1727 lo corresse ancora togliendo le mende tipografiche (dovute, come dice la bolla, non tanto all'imperizia dei tipografi, quanto alla colpa e negligenza di altri), illustrando le norme oscure e ambigue, togliendo le inusitate, conciliando le contrarie e aggiungendo ai propri luoghi le omesse. Nel 1741 Benedetto XIV volle dare un'edizione più corretta, curando in particolare la musica e il canto, e aggiungendo tutto il I. III per togliere non poche controversie sorte tra i vescovi circa gli onori e le precedenze. L'ultima edizione tipica, data da Leone XIII, è del 1886.

Il c. dei V. è diviso in 3 libri. Nel I si tratta dei doveri del vescovo alla sua elevazione e al suo ingresso in diocesi, dei doveri degli ufficiali della cattedrale, degli ornamenti pontificali, dell'assistenza privata del prelato al coro ed alla Messa senza canto. Nel II si espongono le cerimonie per la Messa e Ufficio pontificali e solenni in presenza o no del vescovo; in più le particolarità fisse ad alcuni giorni dell'anno liturgico. Nel III si specificano i segni di rispetto e gli onori che i vescovi e le autorità civili devono rendersi a vicenda.

BIBL.: J. Mabillon, Myxaeum Italicum: PL 78, 851-1406; F. A. Zaccaria, Bibliotheca ritualis, Roma 1776; G. Catalani, Caer. Episc. commentarium, Parigi 1860; M. Andrieu, Les Ordines romains du haut moyen âge, I, Les manuscrits, Lovanio 1913; II, Les textes (Ordines I-XIII), ivi 1948. Faustino Mostardi
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“CERIMONIALE DEI VESCOVI.” Enciclopedia Cattolica, vol. III (1949), p. 771. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/cerimoniale-dei-vescovi.