ADELFIA. - Nella catacomba di S. Giovanni di Siracusa si è trovato uno splendido sarcofago che in un riquadro del coperchio porta scritto (h)ic Adelfia chiarissima f(emina) posita compar Baleri comitis («qui è sepolta A., donna chiarissima, moglie del conte Valerio»). Il sarcofago è la più bella opera d'arte paleocristiana che ci resti in Sicilia, tutto ornato di bassorilievi mirabilmente conservati (ciò nonostante il Cavallari durò fatica a salvarlo da un totale restauro). Al centro della cassa sono effigati in una conchiglia due sposi, apparentemente Valerio e A. Molto interessanti nella parte sinistra del coperchio due scene enigmatiche su cui si è molto discusso.
Il sarcofago sembra provenire da un'officina romana ed è da attribuirsi alla metà ca. del sec. IV; il coperchio non è certo suo e deve essere alquanto posteriore. Intorno alla prima metà del sec. VI, l'uno e l'altro furono riadoperati per la sepoltura di A.
p. 353; R. Garrucci, Storia dell'arte cristiana, V. Prato 1879, p. 94 e tav. 365; G. Führer, Forschungen zur Sicilia Satterranea, Monaco 1897, pp. 20 e 131; Wilpert, Sarcofagi, I, p. 102 e II, p. 350, tav. 92.