ADELFIA

ADELFIA - Sarcofago di A. (metà del sec. IV d. C.) - Siracusa, Museo Nazionale.

La società si diffuse in ogni paese d'Europa, ed in Italia, specialmente in Piemonte, dopo la caduta di Napoleone. Nel 1818 i suoi adepti presero il nome di Sublimi Maestri Perfetti, e furono il lievito ed il segreto legame di tutte le altre sète. Diedero anche origine ai Federati. A. e Federati formarono un Comitato di collegamento e d'intesa, che risiedeva a Ginevra e faceva capo al Grande Firmamento di Parigi. Anima del Comitato di Ginevra fu, per l'Italia, il fuoruscito Filippo Buonarroti. Da Ginevra fu promossa la ripresa delle società segrete italiane dopo il fallimento dei moti del 1820-21. Gli A. penetrarono nella Carboneria, ma non vi si confusero. Secondo I. Rinieri (Della vita di Silvio Pellico, Torino 1899, pp. 17-18) la società degli A. non sarebbe che un prestanome della Carboneria; ma non è nel vero. Gli A. compaiono nei processi contro i Carbonari del 1821 (Luzio, op. cit., pp. 446-504). Secondo il ducale di Modena tutte le società segrete liberali non sarebbero state che una sola società, che mutava nome per evitare di incappare in corpo nelle mani della giustizia, che le perseguitava.

BIBL.: O. Dito, Masoneria, Carboneria ed altre Società Segrete nella storia del Risorgimento italiano, Torino 1905, pp. 329-331; A. Bersano, A., Federati e Carbonari, in Atti d. Soc. d. Sc. di Torino, 45 (1910), pp. 409-30; E. Michel, s. V. in Diz. d. Risorg. Naz., I, Milano 1931, pp. 7-8.

ADELFIA. - Nella catacomba di S. Giovanni di Siracusa si è trovato uno splendido sarcofago che in un riquadro del coperchio porta scritto (h)ic Adelfa (clarissima) f(emina) posita conpar Baleri comitis (cqui è sepolta A., donna chiarissima, moglie del conte Valerio). Il sarcofago è la più bella opera d'arte paleocristiana che ci resti in Sicilia, tutto ornato di bassorilievi mirabilmente conservati (ciò nonostante il Cavallari durò fatica a salvarlo da un totale restauro). Al centro della cassa sono effigiati in una conchiglia due sposi, apparentemente Valerio e A. Molto interessanti nella parte sinistra del coperchio due scene enigmatiche su cui si è molto discusso.

Il sarcofago sembra provenire da un'officina romana ed è da attribuirsi alla metà ca. del sec. IV; il coperchio non è certo suo e deve essere alquanto posteriore. Intorno alla prima metà del sec. VI, l'uno e l'altro furono riadoperati per la sepoltura di A.

BIBL.: G. B. De Rossi, in Bullett. di archeol. crist., 2a serie, 3 (1872), p. 81; E. Leblant, in Revue archéologique, 34 (1877).

ADELFIA. - Monastero di Domenicane e centro mistico presso Friburgo in Brisgovia. La comunità di beghine, ivi esistente dal 1232, fu dichiarata il 12 dic. 1234 dal vescovo Enrico I di Costanza esente dalla parrocchia e retta dalla regola di S. Agostino e dalle costituzioni domenicane. Innocenzo IV, il 19 luglio 1245 e il 18 maggio 1249, incorporò il monastero all'Ordine domenicano. S. Alberto Magno lo visitò e consacrò la chiesa sotto il titolo dell'Annunziazione nel 1263. Nei secc. XIII e XIV A. fu uno dei centri della mistica germanica e domenicana, descritta in parte dalla cronaca conventuale di Anna von Munzingen (1318), pubblicata dal König, di cui Matilde Tuschelin, Elisabetta di Neustadt, Adelaide di Breisach e Agnese di Nordera sono le protagoniste.

Dopo l'incendio del 1410, il noto cronista domenicano Giovanni Meyer introdusse (1485) la vita d'osservanza nel monastero. In seguito alle devastazioni causate dai Francesi nel 1677, il monastero fu trasferito dal suburbio nella città e riunito con le case di S. Caterina, S. Agnese ed altre. Nel 1806 fu trasformato dal governo del Baden in istituto di educazione e nel 1867, malgrado la protesta dei cattolici, soppresso.

BIBL.: E. König, in Freiburger Diöcesan-Archiv, 13 (1880), pp. 153-236; E. Krebs, s.V. in LTHK I, col. 96; Autori vari, in Quellen u. Forschungen z. Gesch. d. Dominikanerordens in Deutschland, 3 (Lipsia 1908), p. 115 seq.; 11 (ivi 1916) e 23 (ivi 1927), passim; 24 (ivi 1928), p. 47 seq.; 27 (ivi 1931), p. 76. Cf. H. Wilms, Das älteste Verzeichnis der deutschen Dominikanerinnenklöster, Lipsia 1928, p. 47 seq.

ADELFIA. - BERNHARD von ADELMANNSFELDEN. - Umanista, canonico di Eichstätt, n. ca. il 1457 forse a Schechingen, m. il 16 dic. 1523. Studiò ad Heidelberg, Basilea e Ferrara. Nel 1472 ebbe un canonico ad Eichstätt, che però occupò solo nel 1486; un altro ne ottenne ad Augusta nel 1498.

Fu seguace di Erasmo e fautore di Reuchlin nella questione dei libri giudaici. Seguì Lutero, appena questi cominciò ad affermarsi.

Quando G. Eck osservò che «soltanto alcuni canonici ignoranti stavano per Lutero», A. insieme con Ecomampadio gli oppose uno scritto Canonici indocili Lutherani presto tradotto in tedesco. Con ragione quindi Eck nel promulgare la bolla Exurge, Domine (15 giugno 1520) che condannava gli errori luterani, indicò A. tra i sei che

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(fol. Andersen)
AdeLfia - Sarcofago di A. (metà del sec. iv d. C.) - Siracusa, Museo Nazionale.