AKSUM. - Città dell'Etiopia settentrionale, a
m. 2130 sul mare, con ca. 10.000 ab. Centro assai ve-
tusto di popolazione (certamente di stirpe Agone), co-
me attestano numerosi oggetti paleolitici, fu occupata
ed ebbe nome da colonizzatori sud-arabici (aksum =
«hortus viridis et densis herbis impletus»), che ne fe-
cero la metropoli d'un loro Stato, il cui capo assunse
appunto il titolo di re di A.
È ricordata per la prima volta dal Peripius Maris
Erythrae nel sec. I d. C., sebbene indubbiamente più
antica. Sembra giungesse al suo maggiore splendore
nel sec. VI con re Ezane. Decadde col tramonto della
potenza politica degli Abissini (sec. VII sgg.) e con
l'estendersi di costoro non più verso il Nilo e l'Arabia
ma verso sud; dovette cessare di essere capitale già
prima del sec. XII. Soffri molto nel sec. XVI per le in-
vasioni dei musulmani (Somali e Turchi) e nel 1511
per un'incursione galla. Rimase per altro il maggior
centro religioso dell'Abbissinia sia per le sue memorie
storiche, sia per la sua cattedrale, costruita su un an-
tico tempio pagano e più volte restaurata, fra altri da
re Fascladus (sec. XVII); restauri italiani la alterarono.
Nella chiesa (detta di Sion) dedicata a Maria, gli Abis-
sini credono trovarsi la mosaica Arca dell'alleanza. I re
di Etiopia ambivano essere ivi uniti, con cerimoniali so-
lenni. Il capo del luogo, ricco di feudi, ebbe spesso
notevole importanza politica ed anche militare e portava
il titolo di «nebran ed» (epoca moderna nevraid)
= praepositus manuum; talvolta i re stessi assunsero
tale carica, da tempo riservata ad ecclesiastici. La città
è ricca di novine di antichi edifici, ed ha numerosis-
AKSUM -

Croce astile argentea della chiesa di Sion.