ADAMO di PERSEIGNE. - Dapprima canonico regolare, poi benedettino e bibliotecario a Marmoutier, infine cistercense nell'abbazia di Pontigny, ove fu maestro dei novizi. Eletto abate di Perseigne (in diocesi di Le Mans) nel maggio 1188, vi restò fino alla morte (1221). Chiarissimo per santità e dottrina, A. ebbe la direzione spirituale non solo dei suoi monaci,
ma anche di molti laici, quali il conte Giovanni di Alençon e suo figlio Roberto, Maria, contessa di Champagne, Riccardo Cuor di Leone, Alice, figlia di Luigi VII. A Roma, nel 1198, confutò l'abate Gioacchino da Fiore. Innocenzo III gli affidò molti delicati incarichi (riforme di monasteri e diocesi, pacificazioni di principi). Sempre sollecito della disciplina del suo monastero e della conversione dei peccatori, predicò infaticabilmente, con Fulco di Neuilly, la 4ª crociata.
Ha lasciato Sermoni e Lettere (PL 211, 583-780). Fra i sermoni, meritano speciale menzione quelli sulle solennità di Maria S.ma, raccolti ed editi da I. Marracci (Mariale Adami Abbatis Perseniae, Roma 1652). Nelle lettere (trenta, in PL 211) A. tratta quasi sempre argomenti di spiritualità.