ADEODATO. - Figlio naturale di s. Agostino, n. ca. il 372 dalla illecita relazione di lui, non ancora battezzato e solo diciassettenne, con una giovane, dalla quale non si separerà che a Milano. Essa tornerà a Tagaste e si chiuderà per espiare in una comunità religiosa. Agostino chiamava A. «il figlio del suo pecato» (Confess., IX, 6); però nella sua gioia per quella nascita gli diede il nome di A., cioè «dono di Dio». Della vita di lui sappiamo ben poco; segui il padre a Roma, a Milano, a Cassicacce, e con lui ricevette il battesimo da s. Ambrogio. Le doti e la perspicacia del suo ingegno riempivano di fierezza, ma anche di terrore Agostino (ibid.), il quale lo fa intervenire a discutere nei dialoghi, che ci ha lasciato, scritti in quel tempo, attribuendogli anche una parte importante; ad es. nel De vita beata, in cui si cerca di scoprire il segreto della felicità, e meglio ancora nel De Magistro, dove si parla del linguaggio e della sua relazione con la parola esteriore e più con la verità interiore, il Verbo. A. morì giovane, pare a diciassette anni, lasciando nel cuore di Agostino un ricordo che non si cancellò mai più.
ADEODATO (scultore): V. GRUAMONTE.