ADONIÆ (EBR. 'ADONIIJJĀH[Ī], « MIO SIGNORE È JAHWEH »)

ADONIÆ (ebr. 'adoniijjāh[ī], « mio Signore è Jahweh »). - Quarto figlio di David (e di Haggith), n. a Hebron dopo che David era stato proclamato re di Giuda (II Sam. 3, 4; I Par. 3, 2).

Essendo David ormai vecchio, A., di circa 48 anni, bello e vanitoso, tentò di assicurarsi il trono paterno, cui riteneva d'aver diritto dopo la morte di Absalom. Fu sostenuto da Joab e da Abiathar, il primo già comandante dell'esercito di David e il secondo sommo sacerdote, caduti in disgrazia del re. Già stava per essere proclamato re con l'ordinario rito religioso alla fontana di Rogel, quando Bethsabea, desiderosa di fare innalzare suo figlio Salomone, svelò il piano al re. Il profeta Nathan confermò David nel proposito di fare ungere subito suo successore Salomone. All'udire le acclamazioni per la consacrazione del giovane Salomone alla fontana di Gihon da parte del sommo sacerdote Sadoc, A. costernato fuggi e si aggrappò ai corni dell'altare come luogo di asilo (I Reg. 1, 5-53). Implorò ed ottenne dal nuovo re salva la vita; ma, dopo la morte di David, in seguito alla sua Abisag (v.), l'ultima concubina del re, Salomone, sospettando nel fratello maggiore occulte aspirazioni al trono, subito lo fece uccidere (I Reg. 2, 13-25).