ADONE, santo. - Arcivescovo di Vienne, nel Delfinato. Di nobile famiglia, n. sul principio del sec. IX, in diocesi, sembra, di Sens. Dall'abate Sigulfo, discepolo di Alcuino, fu accolto giovinetto nell'abbazia di Ferrières, donde, fatta la professione, passò, dietro richiesta dell'abate Marcanto, a quella di Prüm in Lorena. Ma avendo qui trovato contrarietà da parte di invidiosi, se ne allontanò per andare a Roma (vi rimase cinque anni), indi a Ravenna e infine a Lione, ove ebbe la parrocchia di S. Romano (cf. Lupo di Ferrières, Epist., 122: PL 119, 595). Eletto nell'859-60 arcivescovo di Vienne, resse quella sede fino alla morte (16 dic. 875).
A. è uno dei più illustri prelati della Francia medievale. Forte e pio, restaurò la disciplina ecclesiastica e regolò l'ufficialità divina, tenendo a questo fine vari sinodi, i cui atti purtroppo sono andati perduti, eccetto un frammento di quello dell'870 (Mansi, XVI, 561 sg.). Si oppose energicamente al divorzio di Lotario II di Lorena da Teotberga, e tenne frequente corrispondenza con i pontefici Niccolò I e Adriano II (cf. MGH, Epist., VI, 766: indice, s. V. ADAMO). Il Martyr. Romanum lo ricorda al 16 dic.
A. ci ha lasciato vari scritti storici e agiografici: 1) Una Cronaca divisa nelle sei età del mondo, da Adamo all'anno 869, sulla scorta di Beda ed altri; ma dall'814 in poi è indipendente: A. vi mostra come i vari personaggi del Vecchio Testamento siano tipi di Gesù Cristo; deplorevoli però sono le sue falsificazioni storiche per accrescere l'importanza della propria sede arcivescovile. 2) Un rifacimento della Passio s. Desiderii, vescovo di Vienne nel sec. VI. 3) La Vita s. Theuderii, fondatore di un monastero presso Vienne nel sec. VI. 4) Un Libellus de festivissibus Apostolorum.
Ma l'opera celebre di A. è il suo Martirologio, composto a Lione prima dell'anno 859: un Martirologio «storico», che ebbe molta importanza nel medioevo, e, attraverso Uusardo, molta influenza sul Martyr. Romanum: un'influenza però che Quentin chiama «nefasta». È assodato infatti che molte date, ubicazioni, identificazioni, traslazioni, che hanno creato difficoltà nella storia dei santi, in particolare in Roma, non sono altro che invenzioni di A. Lo stesso Quentin ha dimostrato che è opera di A. anche il preteso Antico Martirologio Romano, il Vetus o Parvum Romanum, ch'egli, a sostegno delle sue invenzioni, pose in testa alla sua opera maggiore.
Studi: J. Mabillon, S. Adonis elegium historicum, in Acta SS. Ord. s. Bened., IV, 11, Parigi 1680, pp. 262-75, riportato in PL 123, 9-22; BHL, nn. 82-83 e Suppl. p. 5; L. Duchesne, Faites épiscopaux de l'ancienne Gaule, I, 2e ed., Parigi 1907, pp. 147-62 (catalogo dei vescovi di Vienne), 201, 210; H. Quentin, Le Codex Bezae à Lyon? Les citations du Nouveau Testament dans le Martyrologe d'Adon, in Rev. Bénéd., 23 (1906), pp. 1-25; id., Les Martyrologes historiques du moyen âge, Parigi 1908, pp. 400-681; id., La correction du Martyrologe Romain, in Analecta Bollandiana, 42 (1924), pp. 387-406; G. Morin, Dom Quentin sur les Martyrologes, in Rev. Bénéd., 25 (1908), pp. 232-35; W. Kremers, Ado von Vienne, sein Leben und seine Schriften, Bonn 1911; Martyr. Romanum, 587-88.