ADRIANO (Imperator Caesar Traianus Hadrianus Augustus), imperatore Romano. - Pubblico di Adriano n. ad Italica (nella Betica) nel 76 d. C. da buona famiglia; era cugino di Traiano e fu da lui adottato come figlio. Colto e valoroso, unì in bella sintesi i frutti della civiltà greca e di quella romana, ma fu dissoluto, egoista, ambizioso. Durante il suo governo (117-38) compì molti viaggi di ispezione in tutte le province dell'impero, provvedendo alla difesa dei confini con opere grandiose; riformò l'amministrazione, avviando rapidamente lo Stato a forme assolutistiche e diminuendo l'importanza di Roma a favore delle province. Delle sue costruzioni artistiche vanno segnalate il Mausoleo (oggi Castel S. Angelo) e la villa di Tivoli.
Deciso avversario del giudaismo, condusse per tre anni una dura lotta contro gli'inserti di Palestina e peggiati da Simone Bar-Kökchbäh (132-35); costruì un tempio a Giove sulle rovine del Tempio di Jahweh e fondò una colonia in luogo di Gerusalemme distrutta (Aelia Capitolina); ben 580.000 ebrei furono uccisi e gravi sanzioni vennero prese contro gli altri, moltissimi dei quali furono venduti schiavi. Verso i cristiani invece si mostrò tollerante: seguendo l'esempio di Traiano rispose ad un magistrato, C. Minucio Fundano, proconsolo d'Asia, di non dare corso alle denunzie anonime e di non condannare se non vi era un reato specifico. Tale atto, riportato da s. Giustino (I Apologia, 68) e ricordato da Melitone (cf. Eusebio, Hist. eccl., IV, 26, 10) e poi riprodotto da Eusebio (ibid., IV, 9), fu talvolta ritenuto un falso, ma ora non si dubita più della sua autenticità; con

ADRIANO imperatore - Testa marmorea - Ostia, Museo.
essò era offerta ai cristiani la possibilità di difendersi ed erano vietate le imposizioni della folla sui magistrati deboli e incerti. A. fu personalmente scettico perché era uno spirito estetizzante; difese il culto ufficiale dello Stato solo per senso del dovere. Morì il 10 luglio 138, molto odiato perché negli ultimi anni era divenuto sospettoso e crudele.