AELREDO (AELRED, AILRED, ALRED, EALRED, ETHELRED), DI HEXHAM, SANTO

AELREDO (AELRED, AILRED, ALRED, EALRED, ETHELRED), di HEXHAM, santo. - Scrittore inglese, abate cistercense di Rievaulx, n. nel 1110 a Hexham (Yorkshire) da nobile famiglia, m. il 12 genn. 1167 a Rievaulx.

Trascorse, come paggio, la giovinezza (1124-33) alla corte di David I, re di Scozia, rimanendo però sempre profondamente inglese. Inviato (1133) dal re David in missione a Rievaulx (Yorkshire), abbracciò subito la vita monastica nell'abbazia di Rievaulx, seconda fondazione cistercense in Inghilterra (1131) per opera di Walter Eppes e col concorso di s. Bernardo. Sue letture preferite divennero il IV Vangelo e le Confessioni di Agostino. Nel 1141, al ritorno da Roma, ove aveva accompagnato l'abate G. Giulielmo, fu maestro dei novizi. Ma già nel 1142, in città di 32 anni, fu scelto come primo abate di Revesby (Lins- colnshire), filiale di Rievaulx.

Nel 1146 fu preposto alla casa madre di Rievaulx, che rese fino alla morte. Nel 1164 si recò in Scozia per convertire le barbare popolazioni del Galloway.

Riusci ad attrarre all'ideale monastico lo stesso capo dei Pitti. Soffrì molto di gotta, gli ultimi 10 anni della sua vita. Canonizzato nel 1191, si commemora il 12 genn. (Acta SS. Ianuari, I, Anversa 1643, pp. 748-51).

Scritti (PL 195, coll. 195-798):

A) Storico-biografico: 1) De bello Standardi, racconto della battaglia di Cuttom Moor (22 ag. 1138) tra l'esercito di David, sconfitto, e i baroni inglesi del Nord; 2) Ge- neologia Regum Anglorum, con particolari sulla famiglia reale dei Malcolm di Scozia; 3) Vita Sancti Edwardi regis, dedicata al re d'Inghilterra Enrico II (Acta SS. Ianuari, I, ed. cit., pp. 293-302); 4) Vita s. Niniani, di scarso valore; 5) De sanctimoniali de Wattont; 6) De fundatione monaste- riorum S. Mariae Eborac. et de Fontibus, ms. nella bibliotea del Christ-Church College (Cambridge); 7) Sembra suo anche l'opuscolo De Sanctis Ecclesiae Haugustaldensis et eorum miraculis, edito anonimo dal Mabillon (Acta SS. O.S.B., t. III, I, Parigi 1672, p. 228 sgg.).

B) Più interessanti sono le opere teologico-ascetiche, che gli meritarono, nella tradizione cistercense, l'elogio: Bernardo prope par Aelredus noster.

1) Speculum charitatis, sua principale opera spirituale, trattato pratico della perfezione cristiana, giudicata dai contemporanei la migliore del genere. Il Compendium speculi charitatis ne sarebbe, secondo alcuni, una prima redazione; ma il Wilmart ritiene che ne sia un estratto. 2) De spirituali amicitia, in forma di dialogo, uno dei più espressivi opuscoli di A.; che completa cristianamente l'analogo trattato di Cicerone. 3) Regula sive Institutio Inclusarum o De Vita eremitica ad sororem, per sua sorella religiosa, edito in appendice alle opere di s. Agostino (PL 32, 1451-74) ed in parte inserito tra le Meditationes s. Anselmi (15-17: PL 158, 784-98); i capp. 47-65 propongono di meditare sui misteri del Signore col metodo sviluppato poi nelle Meditationes Vitae Christi (sec. xiv) dello pseudo-Bona- ventura; 4) De Iesu pueru duodenni, trattatello ascetico ispirato a Lc. 2, 42-52, già attribuito a s. Bernardo (PL 184, 849-70); 5) Sermones de Oneribus, 32 sermoni su Is. 13-16, formanti un trattato sui vari ostacoli (onus, id est pondus) alla perfezione cristiana; 6) Sermones de Tem- pore et de Sanctis, rivolti ai suoi religiosi; solo 25 ne sono pubblicati in PL; 7) L'Oratio pastoralis (O bone Pastor Iesu), ripiena di citazioni bibliche alla maniera di s. Bernardo, sintesi dei doveri pastorali; 8) De natura animae, opuscolo psicologico, rimasto incompiuto e ine- dito (ms. 52 della Bibl. Bodleiana di Oxford).

Altre opere, come l'Epistolario, sono perdute.

A. è il principale rappresentante della scuola cistercense medievale in Inghilterra. Studioso di s. Agostino e coevo di s. Bernardo, fu loro degno disce- polo. Le Bail elenca così le caratteristiche della sua dottrina spirituale: la vita cristiana deve riprodurre i misteri di Cristo; Gesù Cristo si comunica all'anima per mezzo della Chiesa; la mediazione di Maria è necessaria (s. Benedetto esercita, verso i suoi monaci, una missione analoga); l'ascetica deve tener conto del- l'azione immediata di Dio o «visite del Signore» nell'anima; il coronamento della carità è nella con- templazione o «sabato» dell'anima; l'amicizia divina deve essere il principio e il termine dell'amicizia umana.

Bibl.: Ha valore di fonte la Vita Ailredi di Gualtiero Daniel (m. nel 1173), conservata nel ms. O. B. 7 del Jesus College (Cambridge) e in parte edita, con un magistrale studio, da F. M. Powicke, Ailred of Rietvald and his Biographer Walter Da- niel, Manchester 1922; J. B. Dalgairns, Life of St. Aelred, nella serie del Newman, Lives of the English Saints, Londra 1845 (2a ed., 1903; trad. francese di Chirat, Vie de St. Aelred, Avignone 1870); A. Wilmart, L'Oratio pastoralis, in Rev. Bénéd., 37 (1925), pp. 263-72; id., Auteurs Spirituels et Textes devots du Moyen-Age latin, Parigi 1932, pp. 106-97 e 287-98; id., L'insti- gateur du Speculum Charitatis, d'Aelred, in Rev. d'Ascétique et de Mystique, 14 (1933), pp. 369-94 e 429; U. Berlière, L'ascète bénédictine, Parigi 1927, p. 103 sgg. e passim; M. Manitius, Gesch. der lat. Liter. des Mittelalters, III, Monaco 1931, pp. 144-49; B. E. Pedrick, Sancti Ailredi de Charitate doctrina, dissertaz. dott. presso il Pont. Istituto di S. Anselmo, Roma 1936; A. Le Bail, s. V. in DSP, I, coll. 225-34.