«AETERNE REX ALTISSIME». - Inno del Breviario romano per il Mattutino della festa dell'Ascensione. Di autore sconosciuto, ma antico, non anteriore però al v sec. L'inno saluta prima di tutto il Re eterno, il Redentore delle anime, che oggi, dopo aver trionfato della morte, sale alle stelle a prendere possesso di tutte le cose, esaltato dal cielo, dalla terra, dall'inferno, accolto a festa dagli angeli, meravigliati del sublime mutamento subito dalla carne mortale: una carne, infatti, quella di Adamo e degli uomini, pecca; una carne, quella di Gesù, purifica (str. 1-4). Dinanzi a tanta gloria, che è per l'uomo pellegrino sulla terra il richiamo alla patria eterna, a cui tende con un senso di nostalgia, l'inno esplode in un'umile, ma accorata invocazione: Gesù Cristo perdoni a noi le colpe, sollevi in alto i cuori, affinché, al suo apparire finale come giudice del mondo, storni i castighi che ci siamo meritati con le nostre colpe e ci ridoni la corona, che abbiamo per esse perduta (str. 5-8).
dotti e commentati, 3ª ed., Firenze 1880, pp. 258-61; S. G. Pinon, Les Hymnes du Bréviaire romain, III, Parigi 1884, pp. 113-24; K. Kastner, Praktischer Brevier-Kommentar, I, Breviaire 1923, pp. 246-47; C. Albin, La poésie du Bréviaire, Lione s. d., pp. 190-94; A. Mirra, Gli Iuni del Breviario romano per i Licei filosofici e per il clero, Napoli 1947, pp. 121-23.