AETERNE RERUM CONDITOR

«AETERNE RERUM CONDITOR». - Inno del Breviario romano per le Lodi domenicali dall'ottava dell'Epifania alla 1a domenica di Quaresima e dalla 1a domenica di ottobre all'Avvento. È certamente di s. Ambrogio e ne riecheggia i pensieri esposti nel suo Hexaemeron (V, 24). S. Agostino ne riporta alcuni versi nelle sue Retractationes (I, 21); nei manoscritti milanesi porta il titolo: ad galli cantum. Dopo la lode a Dio, la cui sapienza ha alternato il giorno alla notte per alleviare il peso della noia (str. 1), l'autore, ispirandosi al canto mattutino del gallo, ne fa il tema di quest'anno splendido e inarrivabile. Al canto del gallo, il nocchiero timoroso si rasserena, le procelle si acquietano, torna la speranza in tutti, si mitigano i dolori, gli errabondi e i ladri si rintanano. Lo stesso Pietro al canto del gallo rientrò in se stesso e pianse le sue colpe (str. 2-6). Anche gli uomini devono dunque sorgere al canto del gallo, che è come l'appello del Cristo, cioè presto e non indugiare l'opera della propria salvezza. L'inno termina con una commovente preghiera: il Cristo richiami all'ovile i peccatori e irradi la pienezza della sua luce di grazia in tutte le anime (7-8).

BIBL.: G. M. Dreves e B. Blume, Analecta hymnica, 50 (1907), p. 111; S. G. Pimont, Les Hymnes du Bréviaire romain, I, Parigi 1874, pp. 48-65; L. Venturi, Gli Inni della Chiesa tradotti e commentati, 3a ed., Firenze 1880, pp. 54-61; K. Kastner, Praktischer Brevior-Kommentar, I, Breslavia 1924, p. 16; A. Mirra, Gli Inni del Breviario romano per i Licei filosofici e per il clero, Napoli 1947, pp. 55-57.