AGABO ("Ἀγάβος, dall'ebr. hāgābh «grillo», nome che ricorre in Esd. 2, 45 e Neh. 7, 48 e negli ostraka di Lachis). - Profeta della Chiesa di Gerusalemme, che compare in due episodi connessi con il ministero di s.
Paolo. Visitando, nel 41 (sembra), con altri « profeti » la giovane comunità di Antiochia, che Saulo e Barnaba evangelizzavano, A. predisse « mediante lo Spirito », con azione simbolica, la grande carestia che ebbe poi luogo sotto Claudio; Barnaba e Saulo portarono quindi soccorso ai « fratelli » della Giudea (Act. 11, 27-30).
Il regno di Claudio fu funestato da carestie succedutesi in varie province, compresa Roma, nell'inverno 50-51 (Tacito, Annales, XII, 43). Svetonio (Claud., 18) e Eusebio (Chronicon arm., ed. Schöne, II, p. 252) menzionano una carestia che inferì in Giudea e in Grecia nel 4° anno di Claudio (45). Flavio Giuseppe narra che Elena regina di Adiabene inviò grano egiziano a Gerusalemme, ove « la grande carestia » mieté molte vittime in 3 o 4 anni, dopo l'arrivo del procuratore (45-47) Tiberio Alessandro (Ant. Iud., XX, 2, 5; 5, 2).
A Cesarea, nel 58 (sembra), A. preannunziò a Paolo « mediante lo Spirito » l'imprigionamento a Gerusalemme, con azione simbolica (stretto parallelo in Io. 21, 18) seguita da spiegazione, secondo l'uso dei profeti del Vecchio Testamento (cf. Ez. 3, 25 e 4, 8); ma non lo distolse dal suo viaggio (Act. 21, 10-14). L'indefinito τις (Act. 21, 10) induce qualcuno a distinguere due A. Il doppio caso di A. dimostra che il carisma del « profeta », sebbene non comporti essenzialmente la predizione del futuro, si manifestava occasionalmente in tal modo.
Null'altro ci è noto della vita di A. Tradizioni (Chronicon Paschale) lo includono fra i 72 discepoli e lo dicono martire ad Antiochia. I Latini (dal sec. IX) lo commemorano tra i santi il 13 febbr., i Bizantini l'8 marzo.