AGRIPPA II (Marcus Iulius; o ERODE AGRIPPA). - Figlio del precedente, n. nel 27-28 d. C., m. probabilmente tra il 92 e il 93. Educato presso la corte imperiale, era ancora a Roma alla morte del padre di cui, essendo diciassettenne, non poté ereditare il regno. Nel 49 ottenne da Claudio il regno di Calicide; nel 53, in luogo di questo, le tetrachie di Filippo e di Lisania, e nel 55 da Nerone le città di Tiberiade, Tarichea, Iulius (Livias) con 14 toparchie, e Abila. Fornì truppe ai Romani nella guerra partica. Ebbe da Claudio la soprintendenza sul Tempio e il privilegio di eleggere i sommi sacerdoti. Ne creò sei, e depose Anano per aver lapidato Giacomo «fratello del Signore». Non riuscì a far demolire il muro costruito dai sacerdoti per impedirgli la vista delle sacre funzioni. Abbelli Cesarea di Filippo, chiamandola Neroniade, e in modo particolare Berito. In un'iscrizione di Baalbek è designato «Patronus col(oniae)». Venuto con la sorella Berenice a salutare il nuovo procuratore Porcio Festo a Cesarea, riconobbe l'innocenza di Paolo confessandogli che ἐν ὀλίγῳ (per poco?) egli l'avrebbe persuaso a diventar cristiano (Act. 25, 13-26, 32).
Reduce da Alessandria nel 66, esortò il popolo di Gerusalemme a desistere dalla ribellione contro i Romani. Poi inviò 3000 cavalieri per reprimarla. Prese parte alla spedizione di Cestio Gallo con 3000 fanti e circa 2000 cavalieri, e a quella di Vespasiano e Tito con tutto l'esercito, rimanendo ferito nell'assedio di Gamala. Dal 67 ritornò in possesso del regno. L'anno 68 salpò con Tito su navi da guerra per Roma, per salutare il nuovo imperatore Galba. Ritornò in Oriente appena conosciuta la proclamazione di Vespasiano. L'anno 70 celebrò con Tito a Cesarea di Filippo la vittoria sui Giudei. L'anno 75 era di nuovo a Roma, dove ottenne le insegne pretorie e nuovi ingrandimenti del regno. Scrisse 62 lettere in favore della storia della guerra giudaica di Flavio Giuseppe. Ebbe come segretario per un certo tempo lo storico Giusto di Tiberiade. Non risulta che avesse moglie; fu accusato di vivere incestuosamente con Berenice. Fu un sovrano abile e colto. Della sua romanofilia parlano le monete e le iscrizioni, per esempio quella di Baalbek: «(rex) magnus Ag(rip)pa Pius Philocaesar et Philoromaeus».