AGUR, figlio di J. A. - Sapiente ignoto, autore di un gruppo di massime in Prov. 30. S. Girolamo nell'olocausto, identificandolo con Salomone, ha interpretato i due nomi come appellativi simbolici: «Verba Congregantis (Salomone = che tiene assenso, come Qohélet) filii Vomentis (Davide)»; ma il vero significato di A. è «preso a salario», mentre di J. A. non consta. Nel testo ebraico fa seguito han-masáááááááááááááááááááááááááááááá áááááááááááááááááááááááááááááá aááááááááááááááááááááááááááááá
AGUILERA, Emmanuel. - Gesuita siciliano, n. a Licata il 23 dic. 1677, m. a Palermo il 27 ott. 1740. Professore a Roma di filosofia e poi, per quattordici anni, di teologia, fu richiamato in Sicilia per scrivere la storia di quella provincia, e ne pubblicò due volumi: Provinciae Siculae S. I. ortus et res gestae ab
transgiordanica (cf. Gen. 25, 14) cui apparteneva Lamuele, autore del capo 31 o della sua prima parte. A sarebbe quindi inamabilita. Nel testo masoretico segue il nome di due interlocutori di A., 'Ith'el e 'Urkāl', che la Volgata intende: cum quo et Deus, e confortatus. I moderni vi vedono l'inizio delle parole di A. e traducono: «Mi sono affaticato, o Dio, e venni meno».