ALARICO I, re dei Visicori. - Discendente della nobile stirpe dei Balti, n. nell'anno 370 e per qualche tempo comandò parte dei Goti foederati aggregati all'esercito di Teodosio. Nel 395 fu eletto re dei Visigoti e nello stesso anno invase la Macedonia e la Grecia. Respinto da Stilicone, riuscì a rifugiarsi nella parte dell'Illirico che apparteneva all'impero d'Oriente, dove rimase col consenso di Arcadio che gli concesse anche l'ambito ufficio di Magister militum. Ma ben presto, con un potentissimo esercito, avanzò in Italia. Sconfitto da Stilicone prima a Pollenzo sul Tanaro il 6 apr. 402, e poi presso Verona, riuscì tuttavia a ripassare le Alpi indisturbato e ad ottenere perfino la prefettura dell'Illirico sotto la dipendenza dell'imperatore d'Occidente Onorio. Nel 408, approfittando della morte di Stilicone, scese di nuovo in Italia e questa volta riuscì a spingersi fino a Roma e a porre l'assedio alla città. Poiché nessun accordo fu possibile con Onorio, il 24 ag. 410, per la porta Salaria, entrò in Roma e vi rimase per tre giorni.
Malgrado le molte violenze e i saccheggi compiuti nella città, furono rispettate principalmente le basiliche di S. Pietro e S. Paolo, ove si erano rifugiati molti romani. Da Roma mosse verso l'Italia meridionale e avanzò saccheggiando fino a Reggio Calabria con l'intenzione di passare in Africa. Non riuscì togli il disegno, tornò indietro con l'esercito, ma improvvisamente ammalatosi morì e fu sepolto sotto il letto del fiume Busento, presso Cosenza, nel 410.
BIML.: F. Dahn, Die Könige der Germanen, I e II, 2a ed., Lipsia 1911; R. Keller, Stilicho oder die Geschichte des westörmischen Reiches von 395-508, Berlino 1884; H. Grisar, Roma alla fine del Mondo Antico, I, nuova ed., Roma 1930, pp. 73-81; M. Brion, La vie d'Alaric, Parigi 1930; A. Solari, La crisi dell'Impero romano, IV: La tutela barbarica, parte I, Roma 1936; G. Romano e A. Solmi, Le dominazioni barbariche in Italia (395-588), Milano 1940, pp. 75-82.