ALATRI, DIOCESI di. - Nel Lazio meridionale, nella provincia di Frosinone. La sede, A., sorge su un colle del gruppo degli Ernici, presso le rive del Cosa, affluente del Sacco. La diocesi conta 30.000 abitanti, 16 parrocchie, 34 sacerdoti diocesani e 15 regolari, 5 comunità religiose maschili e 9 femminili. Patrono: s. Sisto I. Il vescovato è immediatamente soggetto alla S. Sede e il suo territorio confina con quelli di Ferentino e di Veroli.
Antica città degli Ernici, A. conserva un'imponente cinta di mura che, nella parte più antica, vien fatta risalire al VI sec. a. C. Con Ferentino rimase fedele a Roma durante la ribellione degli Ernici nel 306 a. C. Al tempo della guerra sociale fu fatta municipio. Il cristianesimo vi fu predicato dai primi tempi, ma il vescovo di cui per primo si ha notizia è Pascazio, che nel 551 accompagnò papa Vigilio a Costantinopoli. Nel 680 si nomina, negli atti del VI Concilio ecumenico costantinopolitano, un altro vescovo, Saturnio. La serie episcopale è saltuaria fino all'età di Gregorio VII, presentando anche in seguito incertezze e lacune. Devastata, nel sec. VI, da Totila, i suoi cittadini si ritrasero più a nord, fondando Collepardo. Poco dopo A. risorse col nome di Civitanova.
Sotto il vescovo Pietro, l'11 genn. 1132, avrebbe avuto luogo la traslazione miracolosa del corpo del suo santo patrono, Sisto I, il pontefice martirizzato sotto Adriano, sepolto con grande onore nella cattedrale di S. Paolo, ove nel 1584 il vescovo Ignazio Dandi ne effettuò il ritrovamento e la solenne ricognizione. Nel 1159 il vescovo Adenolfo (o Rodolfo) abbracciò la causa del Barbarossa e aderì all'antipapa imperiale, Vittore IV, contro Alessandro III; ciò non tolse che alcuni anni dopo, nel 1165, A. fosse presa da Cristiano di Magonza. Successivamente resistette agli assedi di Enrico VI (1185) e di Federico II (1234).
Cittadina di aspetto ancor medievale, sorgente ai lati dell'Acropoli, su cui si leva la Cattedrale, ha nella collegiale di S. Maria Maggiore, con torre del Trecento, nella casa-torre del card. Gottifredo, nel palazzo Conti Gentili i suoi migliori edifici medievali
vali e rinascimentali, con numerose opere d'arte e gli archivi comunale e capitolare, quest'ultimo specialmente ricco di pergamene dei secc. XI-XIV. - Vedi Tavv. XLIV-XLV.