ALASCA. - Territorio dell'America nord-occidentale, appartenente agli Stati Uniti, che la comprarono dalla Russia nel 1867.
I. GEOGRAFIA
Conta 1,5 milioni di kmq., 5 volte l'Italia; comprende la cuspide maestrale dell'America del Nord, ed è ancora imperfettamente nota. Divenne famosa sulla fine del secolo scorso per i suoi giacimenti auriferi, che vi richiamarono una forte immigrazione di bianchi, presto cessata. Più che i minerali (anche rame, stagno, platino) è oggi importante la pesca: il salmone scatolato (7-8 milioni di scatole l'anno) assorbe da solo più di metà dell'esportazione (vi si esercita anche pesca del merluzzo e caccia alla balena). Imponenti le riserve forestali (1/3 della superficie territoriale); scarse invece, per ragioni climatiche (regimi subpoliari o polari) le possibilità agricole. L'allevamento della renna e degli animali da pelliccia è un altro sicuro cespite di guadagno.L'A. è un territorio degli S. U. Lo amministra un governatore assistito da due Camere. La popolazione
ALASCA - ALEUTINE. 1. Confini di stato; 2. Confini di provincia; 3. Confini di circoscrizione ecclesiastica; 4. Ferrovie.
stabile ancora scarsissima (135 mila ab.; di cui 2/3 bianchi; il resto Esquimesi e Indiani), è raccolta soprattutto sulle coste, dove sono i centri abitati. Durante l'estate vi è una notevole corrente (20 mila amme) di popolazione fluttuante. I cattolici sono circa 15 mila.
La capitale è Juneau (5700 ab.); il porto principale Ketchikan (4700). Le comunicazioni sono ancora scarse (2050 km. di ferrovie) e si fanno soprattutto per mare.
Dall'A. ALETTINE (v.), e il piccolo Arcipelago delle Pribilof (4 isole, 160 kmq., 440 ab.), che sono riservate alla conservazione di specie animali (foche, renne, volpi, avifauna).
BRIL: A. H. Brooks, The geography and geology of A., Vancouver, 1906; I. J. Underwood, A., An empire in the making, Londra 1913; I. P. Nichols, A.: a History of its Administration Exploration and Industrial Development during its first half century under the rule of the U. S., Cleveland 1924; A. W. Greeley, Handbook of A., 3ª ed., Nueva York 1925; A. H. Brooks, The value of A., in Geography, Review, Nueva York, 15 (1925), pp. 25-51; I. Carpenter, A., Nueva York 1933; H. Dewey Anderson, W. Crosby Eells, A. Natives: a Survey of their Sociological and Educational Status, Stanford University (Cal.) 1935; A. L. Seeman, Regions and Resources of A., in Econ. Geography, Worcester, 13 (1937), pp. 334-36; H. G. Baare-Schmidt, A. Land der Zukunft in Zeitschr. für Geopolitik, Heidelberg, 15 (1938), pp. 723-30; U. S. Geological Survey, Mineral Industry in A., Washington (annuale).
2. MISSIONI
Il cristianesimo fu introdotto per la prima volta nell'A. nel 1764 dall'archimandritaIvassof, accompagnato da 10 sacerdoti ortodossi, per ordine di Caterina II. Già prima qualche tentativo era stato fatto da altri missionari russi, ma senza alcun frutto notevole. Ivassof si stabilì nell'isola di Kadak, quartiere generale della Compagnia russo-americana delle pellicce, e di là i suoi sacerdoti si irradiarono, sotto la protezione dei mercanti, per varie direzioni. Chi meritò il titolo di «Illuminatore degli Aleutini» fu l'archimandrita Ivan Veniaminof, colto, zelante, animoso, che vi spese quasi trenta anni della sua vita.
I missionari cattolici però non vi poterono entrare finché l'A. non passò sotto il dominio degli Stati Uniti (1867). Allora, nell'autunno del 1871, vi pervennero dal vicino distretto dell'Athabasca-Makenzio gli Oblati di Maria Immacolata sotto la guida di mons. Clut e si occuparono soprattutto della regione meridionale. Nel frattempo, passata l'A. sotto la giurisdizione del vescovo di Victoria, mons. Carlo Giov. Seghers, questi vi fece un primo viaggio di esplorazione spingendosi al nord fino a Nulato (1877). In un secondo viaggio (1886) fu accompagnato da due geologi affidate la missione, i Luigi Robaut; ma giunto a Ysseltatch, a 10 miglia da Nulato, fu ucciso dal suo domestico. La missione, presa in mano dai Gesuiti in circostanza così dolorosa, venne lavorata con costanza metodica e con un sempre maggior numero di padri e di suore; la prima scuola fu aperta nel 1888 e per gli Esquimesi nel 1894. L'apostolato ando sempre meglio sviluppandosi, pur nelle imprescindibili e forti difficoltà provocate dalle superstizioni inveterate, dal clima freddissimo, dalla distanza dei villaggi, dalle varie crisi economiche e dal contatto con i bianchi. L'A. fu staccata dalla diocesi di Vancouver ed eretta a prefettura apostolica il 27 luglio 1894 e ne fu primo prefetto apostolico il p. Tosi; il 22 dic. 1916 divenne vicariato apostolico. Residenza principale: Juneau.
Il vicariato apostolico conta (1947) 48 chiese, di cui 20 parrocchie. I Gesuiti della provincia dell' Oregon (S. U.) sono 35 (alcuni indigeni), dei quali 25 sacerdoti, 2 studenti e 8 fratelli coadiutori. Le case religiose maschili sono 19 con 36 membri, le femminili 10 con 79 membri. Gli istituti religiosi di educazione maschili 9 con 338 alunni, i femminili 9 con 305 alunne. Vi sono anche 7 istituti di beneficenza (ospedali con dispensari e orfanotrofi) con 300 ricoverati.
L'azione cattolica è istituita nella Ladies Instruction League e nella Catholic Youth Organization. C'è anche, a difendere l'interesse dei cattolici, un periodico: l'Alaska Catholic, di ca. 1500-1600 copie.
