ALBERICO (AUBRY), beato. - Secondo abate di Cîteaux. Nulla sappiamo della sua nascita, della sua formazione intellettuale e morale prima ch'entrasse in monastero. Compare la prima volta nell'abbazia benedettina di Molesme in qualità di priore. Dopo vani tentativi di riforma per osservare la regola di s. Benedetto in tutta la sua purezza ed austerità originaria, A. si trasferì insieme all'abate s. Roberto e ad alcuni monaci più volenterosi a Cîteaux presso Dijon dove ebbe parte principale nella fondazione del monastero, che divenne la culla dell'Ordine cister-
ALBERGATI, NICCOLÒ, beato - Mitre del beato - Bologna, Tesoro della Metropolitana.
CENSO (v.). Dopo il ritorno di s. Roberto a Molesme, A. gli successe come abate (1099-1109). Nel 1100 ottenne da papa Pasquale II l'approvazione del nuovo Ordine monastico, a cui diede anche le prime costituzioni e che consacrò alla Vergine. Vide la riforma della vita monastica nel ritorno allo spirito primitivo della regola di s. Benedetto: inculcò specialmente la semplicità dei costumi nella vita quotidiana, la povertà del monaco singolo, il lavoro manuale, l'esercizio dell'ospitalità, l'«opus Dei».
Dopo quasi dieci anni di governo con una disciplina molto rigida, morì santamente il 26 genn. 1109. A. fu considerato come santo nell'Ordine cistercense da tempi immemorabili. Il suo nome si trova nei più antichi cataloghi dei santi e beati dello stesso Ordine. Con decreto del 3 genn. 1701, la S. Congregazione dei Riti approvò l'ufficio in onore di A. e ne permise ai Cistercensi la celebrazione della festa, che nel 1738 fu stabilita al 26 genn.
L. Janauschek, Originium Cistere, I (vol. unico), Vienna 1877; U. Berlière, Les origines de Cléaux et l'Ordre bénédictin au XIIIe siècle, in Rev. d'hist. eccl., 1 (1900), pp. 448-71; 2 (1901), pp. 253-90; Ph. Guignard, Les monuments primitifs de l'abbaye de Molesmes, I, Parigi 1907; J.-Bertold Mahn, L'Ordre Cistercien et son gouvernement des origines au milieu du XIIIe siècle (1898-1963), Parigi 1945, passim. Lucchesio Spätling